Ender's Game, il finale del film e la sua spiegazione

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Un bambino viene addestrato a fare la guerra e lanciato sul campo di battaglia, nello spazio, prima che possa rendersene conto. Ecco il finale e la spiegazione di Ender's Game.

Una scena di Ender's Game Summit Entertainment

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Ender’s Game è uno sci-fi del 2013 diretto da Gavin Hood e tratto dal romanzo del 1985 Il gioco di Ender di Orson Scott Card, primo volume di una saga fantascientifica.

I protagonisti sono Harrison Ford e Asa Butterfield, che interpretano il Colonnello Hyrum Graff e Andrew "Ender" Wiggin. Al loro fianco appaiono anche Ben Kingsley nei panni del Comandante Mazer e Viola Davis in quelli del Maggiore Gwen Anderson.

La storia, ambientata in un futuro distopico, parla di un ragazzo di nome Ender Wiggins che viene arruolato nella Scuola di Guerra allo scopo di selezionare il possibile successore del Comandante Mazer, in attesa di un contrattacco alla Terra da parte di una razza aliena, i Formic, che anni prima erano stati sconfitti da Mazer.

È il Colonnello Graff a occuparsi del reclutamento delle nuove forze e ben presto si rende conto delle spiccate doti di Ender, che fa progressi invidiabili alla Scuola di Guerra. Per addestrarlo alla durezza della vita che lo aspetta, il Colonnello separa Ender dalla sua famiglia e lo fa crescere solo, isolato dai compagni (che provano invidia nei suoi confronti e tentano addirittura di ucciderlo) e pronto alla battaglia più difficile di sempre. Ender si allena con continue simulazioni nella realtà virtuale, che lo preparano a combattere contro gli alieni.

Il finale del film

Dopo essere emerso come il più promettente degli allievi (o l’Eletto, citando un celebre film) e dopo aver neutralizzato il nemico coetaneo Bonzo, Ender viene giudicato adatto a intraprendere una vera battaglia. Il ragazzo non sa di non stare svolgendo una simulazione quando, dopo aver incontrato Mazer, all’esame finale della Scuola viene portato con la sua flotta sul pianeta alieno dove inconsapevolmente compie un genocidio di massa perché decide di utilizzare una tattica apparentemente suicida ma in realtà molto efficace con l’uso di potente laser in grado di polverizzare una razza intera.

Al termine della simulazione, Ender scopre che non si trattava affatto di una simulazione. Mentre tutti lo acclamano come un eroe, per aver distrutto la razza dei Formic, il ragazzo cade in depressione.

Nell’ultima scena vediamo Ender sul pianeta distrutto, dove incontra la regina dei Formic, una maxi-larva, che gli affida un uovo con il seme della loro razza estinta. Ender invia una lettera alla sorella Valentine in cui rivela di essersi fatto destinare a una nave colonia con una propria flotta, in modo tale da ripopolare l’universo con la razza che ha fatto scomparire.

Ma il suo appare come tentativo disperato: se all'inizio c'era una demarcazione tra la figura del bambino "innocente" e quella degli adulti "consapevoli e corrotti", alla fine la formazione stessa del ragazzo lo ha trasformato come gli adulti, nonostante i suoi rimpianti e i suoi tentativi di riscatto. La metafora della fantascienza non è altro che un amaro espediente per un romanzo cupo di formazione, che lascia ben poche vie di scampo al concetto di integrità dell'essere umano.

La guerra, ha scoperto Ender a sue spese, è tutt’altro che un gioco.

La spiegazione del finale 

Nella miglior tradizione “battaglie e sci-fi” de La guerra dei mondi ma anche di Harry Potter, la storia mette un bambino, formato da durissime simulazioni (una sorta di videogioco nella realtà virtuale) al comando di un esercito. Sterminare una razza nemica è eticamente giusto? È semplicemente un’inevitabile conseguenza della guerra o è e deve essere evitabile?

Quando si accorge di non essere in una simulazione ma nella vita vera, Ender prova rabbia e rimorso. Per questo il suo contatto con la Regina mira a un’espiazione, un ripopolamento dell’universo con la razza dei Formic, di cui ha causato l’estinzione.

Per questo il giovane eroe, o come viene giudicato dagli altri, si fa assegnare a una nave colonia, per mettere in atto il proprio “riscatto”: utilizzare l’uovo per “risarcire” l’universo della razza che ha fatto inconsapevolmente scomparire.

Una scena di Ender's GameHDSummit Entertainment
Il Colonnello alla ricerca del proprio 'Eletto'

Le differenze con il libro

Le differenze tra libro e film sono numerose e vanno da dimensioni temporali a nomi e altri particolari.

Ecco le principali:

  • Il film inizia con una spiegazione del contesto storico, per riassumere le battaglie umani-alieni e mostrare rapidamente il perché della guerra
  • La razza aliena si chiamava Scorpioni nel libro e prende il nome di Formic nel film
  • Nel romanzo Ender ha 6 anni quando inizia la storia e arriva a 12 anni alla fine della scuola. Nel film l’azione è compressa in un solo anno
  • Il film è edulcorato rispetto al romanzo, che contiene scene più horror e violente sia per quanto riguarda la realtà virtuale di addestramento sia per i rapporti tra Ender e Bonzo
  • I fratelli di Ender sono ridimensionati rispetto al libro. In particolare Valentine, che era descritta come bionda e molto influente, viene utilizzata nella pellicola come “motivatrice” e confidente di Ender
  • Il ruolo dei personaggi adulti è più cruciale rispetto al libro
  • Il rapporto tra Bean ed Ender è più approfondito nel libro: le tattiche di combattimento e leadership di Bonzo presentano delle falle e per questo, quando emerge la personalità di Bean, Ender si rende conto che dovrebbe lavorare al suo fianco. Questa parte è raccontata in modo più sbrigativo nel film
  • Il finale del libro è più epico: Valentine ed Ender si preparano al loro viaggio più importante sulla nave colonia per ricostruire l’etnia distrutta. Nel film il ruolo di Valentine è marginalizzato, in tutta la storia e anche nel finale
La copertina de Il gioco di EnderTea
Il gioco di Ender, il libro

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