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The Walking Dead, la recensione dell'episodio 9x06. Chi sei adesso?

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The Walking Dead ha inaugurato una nuova era. E l’ha fatto con dei colpi di scena che tolgono il fiato, e che sono destinati - ciascuno a suo modo - a influenzare il destino dei protagonisti.

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Il sole continua a sorgere. I giorni continuano a passare. Il mondo continua a girare. E il tempo va avanti. Settimane, mesi, anni… Le parole di Michonne in apertura del sesto episodio di The Walking Dead 9 ci ricordano che, qualsiasi cosa succeda, il mondo va avanti. La vita continua. Anche quando siamo a pezzi e non vorremmo affrontarla. Sono passati 6 lunghi anni dalla (presunta) morte di Rick. 

Circa 8 dalla fine del mondo. E oltre 7 dall’incarcerazione di Negan, che è ancora in prigione. Ma fa i compiti insieme a Judith, che gli parla dalla finestra e alla quale racconta episodi inediti del proprio passato. Sembra un uomo diverso, che ha accettato il proprio destino. Come Daryl, che se n’è scelto uno solitario.  Altri, diversamente da loro, non ci sono riusciti…

Ricordare per andare avanti

Il soldatino che Michonne trova e conserva, perché rappresenta l’immagine di Rick, è un simbolo. Il simbolo di un amore che non morirà mai.  Si dice che il tempo guarisca tutto, ma chiunque abbia vissuto un grave lutto sa bene che non è vero: da certe ferite non si guarisce mai. Si piange e si va avanti. Il trascorrere del tempo aiuta, ma non cura. Nulla può farlo. Ecco perché i ricordi sono così importanti, adesso. Sono al centro dell’atteggiamento di Michonne, che si reca nei pressi del ponte - ancora distrutto, perché certe cose non si possono ricostruire - per parlare con Rick.

Per dirgli che non si arrenderà mai, che non mollerà mai. Per dirgli che il suo ricordo la aiuta, giorno dopo giorno. Senza nominarlo mai, tutti lo ricordano. 

La sua presenza - con il discorso di Michonne, nel soldatino di plastica, nelle allusioni di Ezekiel e di Siddiq, nelle parole di Judith - viene costantemente ricordata da chi l’ha conosciuto. La scelta di non pronunciare il suo nome esplicitamente è coerente con la volontà di lasciarsi alle spalle il passato per riuscire ad andare avanti.Senza dimenticare, bensì facendo tesoro di ogni esperienza. Perdita inclusa.

Nuovi arrivi

E poi tocca a loro, ai nuovi arrivati salvati da Judith. Scopriamo che c’è un Consiglio ad Alexandria, per decidere del loro destino. Michonne, capo della sicurezza, smaschera il passato e l’arma nascosta da Magna. Le tre famose domande di Rick sono state rimpiazzate da un interrogatorio meno formale il cui contenuto è molto simile, e consente al Consiglio di prendere una decisione. Michonne ha un valido, validissimo motivo per non fidarsi: lei e Magna sono molto simili. Scaltre, determinate e di poche parole.

La scelta di Michonne di portare Magna e gli altri a Hilltop risulta sensata, oltre che occasione per scoprire com’è cambiato il mondo da quelle parti. Le nostre 5 new entry sono come Rick e gli altri al loro arrivo ad Alexandria: stupefatti. Sconvolti da come una comunità autosufficiente e sicura possa prosperare in un mondo così ostile. Ma non è questo, senza dubbio, il maggior colpo di scena dell’episodio…

Evoluzione

I nostri sopravvissuti - quelli rimasti - sono ancora qui. Vanno avanti, mentre il mondo attorno a loro cambia. Rinasce. Un nido di uccellini. Uno zombie, terrificante ma anche affascinante, incorporato a un albero. Un fiore che spunta dal nulla. Si chiama evoluzione, ne avevamo già parlato; è il denominatore comune di questo episodio, ha cambiato la serie e riguarda tutto, ogni singolo elemento della Terra. Inclusi gli zombie. Con uno scioccante colpo di scena, lasciamo Eugene - che affronta con coraggio gli zombie ma nel momento più difficile torna l’uomo che conosciamo, determinato ad arrendersi - e Rosita in fuga da una mandria. Una mandria diversa da tutte quelle incontrate finora.

Una mandria che si sposta consapevolmente, che agisce consapevolmente.  Una mandria di zombie che parlano.

O, almeno, così sembra a prima vista. Chi ha letto il fumetto sa già di cosa stiamo parlando.

Gli altri dovranno attendere i prossimi episodi.

Colpi di scena: nuovi amori, vecchi nemici

Rosita e Gabriel, archiviata Jadis - ormai è lontana da 6 anni: ecco una coppia inedita, e decisamente inaspettata. Meno stupore provoca il fatto che i Salvatori - il gruppo guidato da Jed - non siano affatto cambiati. Così come la spietata punizione che Carol riserva loro per aver fatto del male a Henry, che cresce insieme a Ezekiel come un figlio (proprio come Aaron sta facendo con Gracie, la bambina resa orfana da Rick). In fondo, il mondo non è poi così cambiato. Perché ci sono persone che non cambiano mai. Che non si adattano. Che non si evolvono. Come i Salvatori, che usano i vaganti come cavalli da traino - probabilmente senza conoscerne i rischi reali.

La pace tanto voluta da Rick fra le comunità sarà anche finita, ma pare che l’unico modo per andare avanti sopravvivendo in comunità all’interno di esse sia la democrazia. Fuori, invece… È tutta un'altra cosa. Non si perdona chi tocca tuo figlio. Ecco perché Michonne non vuole correre rischi: ha un validissimo motivo, di nome R.J. (iniziali, evidentemente di Rick Junior).

Lei e Rick avevano deciso di mettere su famiglia. L’hanno fatto, anche se non è andata come Michonne avrebbe voluto.  Ma, dicevamo, si chiama evoluzione. La vita continua. La vita vince sempre.

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