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TSFF 2018, MondoFox intervista Richard Morgan, l'autore di Altered Carbon

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Ospite d'onore e presidente di giuria al Trieste Science + Fiction Festival 2018, lo scrittore Richard Morgan racconta il suo ritorno alla fantascienza con il romanzo Thin Air e il dietro le quinte della seconda stagione di Altered Carbon.

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L'arrivo di Richard Morgan in sala stampa è preceduto dalle ottime impressioni di quanti tra gli addetti ai lavori l'hanno già conosciuto. S'intuisce che abbia già conquistato tutti, presentandosi nelle vesti di presidente di giuria del Trieste Science + Fiction Festival 2018 con un'umile dichiarazione d'intenti: "Sono qui a vostra disposizione, ditemi quali sono gli impegni della giornata". Così, quando chiedo per ragioni organizzative di poterlo intervistare prima dell'appuntamento dedicato alla stampa, lui si presenta puntualissimo all'incontro, spiazzandomi con un abbraccio caloroso e due italianissimi baci sulle guance. 

Non esattamente l'aplomb britannico che uno si aspetterebbe da una delle voci più amate della fantascienza inglese contemporanea, che ha conosciuto un aumento di notorietà improvviso dopo lo sbarco della sua opera più celebre nel catalogo Netflix. Saranno stati il lungo periodo di soggiorno in Spagna e la paternità tardiva a donargli questa informalità mediterranea o si tratta di una predisposizione caratteriale? Il dubbio cresce domanda dopo domanda, in un'intervista fiume che si fatica davvero a contenere.

Lo scrittore Richard MorganHDElisa Giudici
Richard Morgan svela qualche dettaglio sulla seconda stagione di Altered Carbon

Richard Morgan non sembra temere alcun quesito, risponde con competenza e passione a tutti gli interrogativi, anche a quelli più pungenti con cui ho provato a spiazzarlo. È un fiume in piena di informazioni sul mondo della fantascienza e sulla sua esperienza personale di scrittore e padre. 

Un'avventura impegnativa nel fantastico

Così quando per rompere il ghiaccio gli chiedo di raccontarmi di Thin Air, il suo ultimo romanzo appena uscito in lingua inglese e che segna il suo ritorno alla fantascienza, vengo travolta da un dettagliatissimo resoconto del suo ultimo decennio professionale e personale. Tutto comincia una decina di anni fa, dopo che Morgan ha raggiunto il successo grazie a Takeshi Kovacs, il protagonista della trilogia di Altered Carbon (la recensione del romanzo). 

Si tratta di un successo limitato al mondo della science fiction, ma non tutti possono vantare il numero di traduzioni che il suo romanzo d'esordio si è conquistato, per non parlare dell'acquisizione dei diritti da parte di un importante studios hollywoodiano per trasformare il libro in un film. L'editore Gollacz gli propose un contratto per sei romanzi: tre a carattere fantasy e tre libri di fantascienza, da alternarsi nel tempo. Morgan comincia così a scrivere il primo capitolo della trilogia A Land Fit for Heroes, la violentissima e ambiziosa serie che segna il suo sbarco nel mondo del fantastico. 

Il primo volume The Steel Remains ha avuto un successo inaspettato: per la prima volta sono finito in una classifica di best seller, anche se per il rotto della cuffia. Il romanzo ha avuto un buon passaparola, vendeva bene, per cui l'editore mi ha chiesto se mi andava di cambiare i nostri piani e scrivere subito l'intera trilogia.

"Per me non ci sono stati problemi, mi stavo divertendo molto con il mio nuovo protagonista, Ringil. In quel periodo" - continua Morgan - "per me scrivere personaggi e contesti fantasy era una novità assoluta. Poi però ci si è messa di mezzo la mia vita personale e sono successe parecchie cose, del genere che rallentano parecchio il ritmo di scrittura". 

"Prima ho collaborato con il gigante videoludico EA" - spiega l'autore - "come consulente per alcuni progetti dei loro clienti, a loro volta sviluppatori del settore. Poi ho deciso di cambiare casa e con mia moglie ci siamo spostati da Glasgow al sud dell'Inghilterra. È stato davvero impegnativo, perché ci spostavamo da un contesto in cui comprare casa è piuttosto semplice a una zona dove è davvero arduo riuscire a trovare un immobile. Infine sono diventato padre, anche se non sono più giovanissimo. Si dice in giro che sia parecchio faticoso" - scherza lo scrittore - "a me a prosciugato del tutto le energie. Insomma, ci ho messo molto più del previsto a finire la trilogia. Ho messo la parola fine all'ultima stesura del volume finale, The Dark Defiles [ancora inedito in Italia, n.d.R.] solo nel 2014."

Lo scrittore Richard MorganHDElisa Giudici
Richard Morgan racconta il suo ritorno al fantascientifico con Thin Air

Mentre Richard Morgan tentava di uscire da un periodo ricco di impegni che consumava le sue energie, la sua trilogia faceva sensazione, suscitando critiche anche feroci tra gli appassionati di high fantasy. Più lo scrittore s'inoltrava nella storia e più era chiaro quanto A Land Fit for Heroes stesse diventando una superba rielaborazione sarcastica degli stilemi più stereotipati del genere.

Morgan - iconoclasta per natura - irride il fantastico un po' bacchettone che spopola negli Stati Uniti con un trio indimenticabile di protagonisti. Il terzetto è formato da un guerriero barbaro sessodipendente, una maga aliena e lesbica, ma soprattutto da Ringil Angel Eyes, bellissimo spadaccino, nobile decaduto, impenitente seduttore di stallieri e militari, rigorosamente di sesso maschile. Le vertiginose, dettagliatissime scene erotiche (una costante dell'opera di Morgan, decisamente meno timido di Netflix nel seguire i suoi personaggi tra le lenzuola) hanno scioccato parecchi, per non parlare del livello crescente di elementi violenti e grimdark. 

Morgan alza le spalle ogni volta che gli viene chiesto della sua scelta di scrivere di un protagonista gay: cercava un elemento per scardinare quell'assunto nemmeno troppo vagamente patriarcale su cui è fondato un certo tipo di fantastico nostalgico. La frequenza con cui questa domanda gli viene posta gli dimostra che ha fatto centro, con un'opera che diventa via via più estrema e ambiziosa, fino al suo sontuoso finale. 

Thin Air, il ritorno di Morgan alla fantascienza

Archiviato il capitolo fantasy, Morgan è tornato alla fantascienza con Thin Air, che promette ai fan di Takeshi Kovacs un tuffo nei toni hard boiled e un protagonista tosto come i suoi predecessori. "Spero davvero di poter scrivere altri romanzi con Hakan Veil come personaggio principale", ci confessa Morgan. "Per ora è un romanzo autoconclusivo e indipendente dal resto della mia opera. Anzi, per la precisione un collegamento c'è: Thin Air è ambientato nello stesso universo di Thirteen, anche se più di un secolo dopo quanto raccontato nel romanzo del 2007 [inedito in Italia, n.d.R.]". Lo scrittore però rassicura lettori italiani e neofiti: è perfettamente comprensibile anche a chi non abbia letto Thirteen.

Il nuovo romanzo di Morgan Thin AirGollancz
Per il momento Thin Air è un romanzo autoconclusivo, ma Morgan spera di poter presto scriverne un paio di sequel

Hakan Veil è una sorta di mercenario incaricato di proteggere Madison Madekwe, a sua volta impegnata nell'investigazione iniziata dopo la scomparsa del vincitore di una lotteria milionaria su Marte. Annoiato dall'incarico, Hakan si ritrova improvvisamente sospeso tra la vita e la morte: qualcuno ha tentato di ucciderlo e ha rapito Madison. Segue un romanzo al cardiopalma, dal ritmo incalzante e senza limiti di misura e morale, in pieno stile Richard Morgan. 

"L'idea sarebbe di scrivere almeno un altro paio di libri con Hakan protagonista"- spiega Morgan - "perché mi diverto molto a scrivere di lui. In realtà è da quasi una decina d'anni che mi ronza per la testa l'idea alla base di Thin Air. Se avrà il successo sperato, ci tornerò su con entusiasmo". 

Qualche anticipato dalla seconda stagione di Altered Carbon

Hollywood e non solo hanno messo gli occhi sull'opera di Morgan, quindi meglio tenersi pronti. Non è detto che in un futuro più o meno lontano anche Hakan o Ringil approdino su piccolo o grande schermo. È un destino curioso quello degli adattamenti di Morgan, che non ha mai fatto mistero di essere diventato scrittore professionista proprio grazie all'acquisto dei diritti di trasposizione di Altered Carbon fatto da Warner Bros. e rinnovato dopo un decennio. "Senza quel denaro avrei dovuto continuare a fare l'insegnante d'inglese", ha commentato più di una volta. 

La copertina di Altered CarbonTea
Tea ha appena ristampato Altered Carbon, il primo romanzo di Morgan

Dopo più di un decennio di stallo, Netflix ha sbloccato la situazione e da film Altered Carbon è diventato serie TV, con i suoi detrattori e i suoi cultori. Tanto è bastato alla grande N rossa per ordinare subito una seconda stagione. In qualche delle due categorie ricade il papà di Takeshi Kovacs, estimatori o detrattori dello show? Decisamente nella prima: 

Ho già rivisto la prima stagione almeno tre volte e devo dire che sono molto soddisfatto dal risultato finale. Ho accettato sin da subito che questa era la visione di un team creativo indipendente, non la mia. Alcuni aspetti - su tutti il personaggio della AI che gestisce l'albergo, Poe.

Non capita davvero tutti i giorni di intervistare un autore di fantascienza alle prese con un adattamento TV che ammette placidamente di essere stato superato, almeno sotto certi aspetti. Morgan si accorge della mia sorpresa e replica: non bisogna davvero lasciarsi ossessionare da questo genere di cose. "Una volta che il romanzo è là fuori, bisogna lasciarlo andare. Dopo la messa in onda di Altered Carbon, mi hanno scritto in parecchi telespettatori: avevano visto la serie, gli era piaciuta e hanno comprato i miei libri. Mi hanno detto di averli trovati superiori all'adattamento di Netflix e la cosa ovviamente mi ha fatto molto piacere". 

Alcuni però dopo aver amato la serie e letto i libri mi hanno scritto dicendomi di preferire di gran lunga la prima; come persone non gradiscono il mio Kovacs, che è un personaggio decisamente più sgradevole del suo alter ego televisivo. È del tutto lecito, mi sta benissimo così. 

Dato che stiamo parlando della serie TV (che presto diventerà anche un anime), gli chiedo se ha notizie della seconda stagione. Gli riferisco i timori di molti appassionati di fronte al contenuto di Broken Angels. Il secondo romanzo della trilogia di Kovacs ha un respiro ben più ampio di Altered Carbon, che richiederà uno sforzo produttivo non da poco. Morgan conferma i timori dei lettori, ma archivia con un'alzata di spalle le loro paure: 

Lo scorso dicembre ho trascorso una settimana a conversare e confrontarmi con la writing room dello show, quindi so più o meno dove andranno a parare. È palese che solo un progetto di James Cameron o David Fincher potrebbe avere le risorse necessarie per portare su schermo Broken Angels così come l'ho immaginato. Mi sta bene, perché stanno lavorando a dei cambiamenti profondi sì, ma che ne mantengano lo spirito. 

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