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The Walking Dead, la recensione dell'episodio 9x07. Stradivari

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Prima di arrivare alla svolta che chiuderà la prima parte di questa nona stagione, The Walking Dead ha molto da dirci. Sui nuovi personaggi, ma soprattutto su quelli vecchi...

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Diretto da Michael Cudlitz - l’ex interprete di Abraham - questo settimo episodio di The Walking Dead, insieme a quello precedente, ha un compito molto importante: farci conoscere i nuovi personaggi e aggiornarci sulla situazione di quelli vecchi. Spiegare l’assenza di Maggie - tenuta volutamente nascosta a Michonne - e raccontarci come sia diventato il mondo 6 anni dopo aver detto addio a Rick Grimes.

Il sogno di Carl di una grande comunità pacifica è andato in pezzi: a tenere i rapporti fra Hilltop e Alexandria ci pensano i singoli personaggi, perché per Michonne - che non va a Hilltop da moltissimo tempo - il concetto di collaborazione per uno scopo comune è morto insieme a Rick. Dobbiamo imparare a conoscerla di nuovo, come accade con molti altri.

A cominciare da Rosita.

Non l’avevamo mai vista così. Contrariata, disperata, gelosa, furibonda… Ma mai così. Rosita Espinosa è terrorizzata. In fuga dagli zombie, ferita e disidratata, li sente parlare. Li sente mentre la cercano e si dicono di non lasciarla sfuggire. Il terrore prende il sopravvento, ma Aaron e Jesus accorrono in suo aiuto: l’amicizia è qualcosa che va al di là dei rapporti ufficiali fra le comunità. 

The Walking Dead 9x07: una scena dall'episodioAMC
The Walking Dead 9x07: Michonne, D.J. e Siddiq con i nuovi arrivati

Democrazia

Jesus è stato (ri)eletto leader di Hilltop. Elezioni facili da vincere, senza alcun avversario, ma non è questo che conta: conta il concetto di democrazia sopravvissuto a Hilltop come ad Alexandria (dove sappiamo che a prendere le decisioni c’è un Consiglio). La democrazia è la forma di governo che vige fra tutte le comunità che conosciamo ancora. Inclusa quella dei nuovi arrivati, dove le obiezioni di Magna vengono sconfitte dalle votazioni.

Si eleggono uno o più leader - delegati a prendere le decisioni - e si collabora attivamente alla sopravvivenza del bene comune. Forse non è il mondo grande e sereno che sognava Carl, ma almeno ne rispetta in parte gli ideali. È importante perché rappresenta l’eredità di Rick e Carl, e ci porta verso nuove scoperte.

Lo Stradivari che dà il titolo all’episodio, tanto prezioso per Luke, ha lo scopo di fargli raccontare la storia secondo il suo punto di vista: l’arte è ciò che ci differenzia dagli animali. Lo Stradivari, il grammofono di Jesus, il flauto, le lettere di Maggie: tutto sembrerebbe indicare la superiorità umana sulle altre specie animali del pianeta.

E poi arriva Dog. Insieme a Daryl.

The Walking Dead: episodio 9x07HDAMC
Daryl e il suo Cane in The Walking Dead

Daryl e Dog: il migliore amico del migliore amico

Secondo il simbolismo, nella mitologia di moltissime colture il cane è associata al ruolo di psicopompo (dal greco psyche - anima - e pompós - colui che manda): la guida dell’uomo nella notte della morte, la divinità che guida le anime nell’oltretomba. Il cane, emblema delle lealtà e della fedeltà, è un profondo conoscitore dell’aldilà. Ancora oggi in Guatemala quattro statuine rappresentanti dei cani vengono poste agli angoli delle tombe dagli Indiani Lacandones: i cani sono guardiani dei luoghi sacri e distruggono i nemici della luce.

Il più celebre psicopompo è Ermes, che la mitologia tramanda anche come detentore di qualità curative (derivate nella moderna pet-therapy). Gli unici cani con una certa rilevanza visti finora in The Walking Dead erano quelli, minacciosi perché molto affamati, incontrati da Rick e i suoi mentre anche loro stavano morendo di fame. Una scena davvero disturbante per molti ma anche rappresentativa dello stato di disperazione dei protagonisti in quel momento.

Ora c’è un altro cane, Cane (Dog), appunto.  Non è facile per me, parlarne proprio ora. Perché una settimana fa, proprio mentre andava in onda lo scorso episodio di The Walking Dead, uno dei miei amati cani moriva fra le mie braccia. Nel giro di poche ore, soffrendo. Per cause che stiamo ancora cercando di accertare.

Ecco perché mi unisco al coro di Twitter: dopo la messa in onda dell’episodio negli Usa, in migliaia hanno twittato in difesa di Dog, minacciando di boicottare la serie se gli succederà qualcosa.

Perché siamo disposti a vedere un essere umano sbranato dagli zombie, ma quando si tratta di un cane le cose cambiano? Facile. Perché il cane è una creatura innocente, istintiva ma anche generosa e protettiva con specie diverse, oltre che con i suoi simili. Cosa che non si può dire dell'uomo (è recente la notizia che a partire dagli anni '70 abbiamo già sterminato il 60% degli animali vertebrati...).

Incapace di mentire, torturare o essere crudele per puro divertimento, diversamente dagli umani, nei racconti post-apocalittici - da Io sono leggenda a Il superstite - il cane ha un ruolo fondamentale: ricordarci cosa siano la dignità, l'altruismo, l'amore disinteressato.

Solo nei boschi da molto tempo, ancora alla ricerca del corpo di Rick dopo sei anni, Daryl Dixon è colui che soffre più di tutti. Perfino più di Michonne, spinta ad andare avanti per i suoi bambini.

Daryl ha trovato il compagno ideale: una creatura semplice, rispettosa, onesta e leale. Un amico che non lo costringe a parlare - cosa che Daryl non ama - e che gli guarda le spalle.

Dog e Daryl si capiscono con un cenno e sono entrambi disposti a rischiare la propria vita per l’altro.

La loro affinità è immediata: i cani ci ricordano come dovrebbe essere un vero rapporto di amicizia. Ci insegnano come dovremmo comportarci. Ci mostrano come dovremmo vivere.

E Daryl Dixon (migliore amico di Rick e non a caso descritto da Carol a Henry come il suo migliore amico) è sulla sua stessa lunghezza d’onda: è un uomo semplice, leale e altruista. Dimostra il proprio valore con le azioni, piuttosto che con le parole. Proprio come fanno i cani.

The Walking Dead, Carol nell'episodio 9x07HDAMC
The Walking Dead, Carol nell'episodio 9x07

Il mistero

Non è il destino di Maggie a incuriosirci: ci viene detto che ha raggiunto Georgie, insieme al piccolo Hershel, per dar vita a una nuova, grande comunità.

La spiegazione funziona perché il materiale narrativo è così corposo da riuscire a mettere in disparte - almeno per ora - la storia di uno dei personaggi più amati della serie.

Il vero mistero riguarda le cicatrici a X che abbiamo visto sulle schiene di Michonne e di Daryl. 

Vogliamo sapere cosa rappresentano e come se le sono procurate.

Vogliamo capire quanti e quali altri personaggi possano averle.

Perché rappresentano quel legame profondo, indissolubile, che ha spinto Jesus a trascurare Hilltop per addestrare Aaron e Siddiq a tenere nascoste a Michonne le informazioni su Maggie.

Quel legame profondo che ha fatto subito capire a Daryl che la richiesta di Carol di guardare le spalle a Henry mentre impara il mestiere di fabbro a Hilltop ha in realtà lo scopo di far sapere alla donna che anche Daryl, il suo migliore amico, sarà al sicuro. E non più là fuori, nei boschi, circondato da trappole per zombie che rischiano di costare la vita all’unico amico che ha scelto di tenere con sé.

Così, Daryl accetta di partire per Hilltop, dove arriveranno anche le nostre new entry.

E dove la nostra storia, ora più chiara, potrà proseguire verso la scoperta di qualcuno che abbiamo già incontrato ma che dobbiamo ancora capire…

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