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Secret Window: trama e spiegazione del finale di libro e film

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Un autore tradito dalla moglie e afflitto dal blocco dello scrittore si trova minacciato da un misterioso individuo. Ma la realtà spesso non è come appare. Ecco la spiegazione del finale di Secret Window.

Johnny Depp in Secret Window Columbia Pictures

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Secret Window è un film del 2004 di genere thriller-giallo, diretto da David Koepp e tratto da un racconto di Stephen King, Finestra segreta, giardino segreto, che fa parte dell’antologia Quattro dopo mezzanotte.

Protagonista del film è Johnny Depp, affiancato da John Turturro, Maria Bello e Timothy Hutton.

La storia racconta di uno scrittore in crisi esistenziale – dopo il tradimento della moglie e il classico blocco che gli impedisce di lavorare - che si ritrova perseguitato da un uomo che lo accusa di copiare un suo racconto. Un colpo di scena, però, ribalterà il punto di vista.

Ecco la trama e la spiegazione dello scioccante finale.

La trama

La trama racconta di Mort, Morton Rainey, uno scrittore che una notte, durante una fitta nevicata, scopre in un motel di provincia sua moglie Amy a letto con il suo amante Ted Milner.

Sopraffatto dal dolore e dalla delusione, l’uomo si isola a vivere in una casa nel bosco a Tashmore Lake, dove deve anche confrontarsi con l'apatia, l'umore a terra e con il classico blocco dello scrittore, dovuto forse al momento di depressione. Con lui c'è solo il cane Chico, e una donna delle pulizie passa ogni tanto a sistemare la casa.

Un giorno, però, un uomo sconosciuto bussa alla sua porta: dice di chiamarsi John Shooter e di avere un conto in sospeso con lui. Mort, a suo avviso, avrebbe copiato un suo manoscritto, Sowing Season (Stagione di semina). Il protagonista però non ha intenzione di assumersi colpe che non ritiene di avere e la controversia sfocia in una violenta discussione, al termine della quale John lascia per terra davanti alla porta di Mort il fatidico racconto. Leggendolo, con sua grande sorpresa, Mort si rende conto che in realtà quel manoscritto è identico a un suo racconto scritto però anni prima, dal titolo Secret Window, pubblicato su una rivista letteraria.

Shooter però non ha intenzione di mollare il colpo: il giorno seguente mette di nuovo in guardia lo scrittore sulle possibili conseguenze del suo plagio. Mort assicura all’uomo che la propria opera d’ingegno risale a tempo prima, al 1994, anche se al momento non può assicurarlo con delle prove certe, almeno finché non ritrova la rivista. Shooter dà all'uomo tre giorni di tempo per trovarla: se non lo farà, gli succederanno cose terribili.

La notte seguente Mort si sveglia da un incubo e trova il suo cane morto, ucciso con un cacciavite, forse come avvertimento.

Allarmato, si rivolge allo sceriffo a un investigatore privato di New York, un amico di nome Ken, invocando la testimonianza di un uomo, Tom Greenleaf, che aveva visto John Shooter minacciarlo. Intanto si reca alla sua vecchia casa alla ricerca del manoscritto, ma imbattendosi in Ted e Amy decide di lasciar perdere.

Nel frattempo Shooter ha una richiesta per lui: Secret Window dovrà essere pubblicato a suo nome e con un finale diverso (in quello originale, il protagonista uccideva sua moglie), e Mort – che non ha recuperato il proprio manoscritto - non ha nessuna prova con cui rispondergli. Intanto la vecchia casa di Amy e Mort brucia in un incendio doloso. Gli ex coniugi si ritrovano per parlare con l'assicurazione e Mort inizia a sospettare di Ted, l’amante di sua moglie, in quanto autore di una grande macchinazione ai suoi danni. Un altro indizio contro di lui è l'accento del Sud, che riconosce simile a quello di Shooter.

Una scena di Secret Window con Amy e MortHDColumbia Pictures
Mort e Amy, un matrimonio finito

Intanto Greenleaf nega di aver visto Mort minacciato da Shooter: lo scrittore decide di raggiungerlo al locale che frequenta di solito, ma non lo trova.

Più tardi Mort incontra Ted in una stazione di servizio: l’amante di Amy vuole che lo scrittore firmi i documenti per il divorzio, ma l'episodio degenera in una rissa.

Shooter dà un appuntamento a Mort: quando lo scrittore arriva, trova morti sia l’investigatore che il testimone, uccisi con lo stesso cacciavite (che appartiene a Mort e che lo inchioderebbe come colpevole). Mort è scioccato e attonito di fronte alla furia di Shooter, con cui stringe un accordo pur di non vederlo più: Mort porterà il racconto-prova tramite la rivista che lo aveva pubblicato (e che ha ordinato tramite corriere con consegna all’ufficio postale) e Shooter lo aiuterà a liberarsi dei due corpi lanciando l’auto di Greenleaf giù da un dirupo.

Il pacco arriva all'ufficio postale, ma lo scrittore scopre che è aperto: la parte in cui si parlava del racconto di Mort sono state strappate!

Tornato a casa Mort fa una sconvolgente scoperta: Shooter altri non è che lui stesso, che dopo il trauma del tradimento ha sviluppato un disturbo dissociativo della personalità e ha assunto il nome e la personalità dell’uomo malvagio che credeva fosse qualcuno diverso da sé. È stato proprio Mort quindi a uccidere il cane, Ken e Greenleaf, nonché a incendiare casa di Amy.

Determinata a fargli firmare le carte del divorzio, la sua ex moglie lo raggiunge a casa sua, seguita da un preoccupato Ted. Amy trova le pagine strappate della rivista e, poco dopo, s'imbatte nell'ex marito che non riconosce e che sembra volerla aggredire.

Mort ha una colluttazione con Amy, sconvolta per aver trovato il termine "Shooter" (che sta per "Shoot her", sparale) inciso sulle pareti di tutta la casa. La donna tenta di scappare ma Mort la raggiunge e la colpisce con il cacciavite. Ted intanto li raggiunge e Mort uccide entrambi, prima lui e infine lei.

Amy in Secret WindowGiphy - Columbia Pictures
Maria Bello interpreta Amy

Il finale

L’epilogo si sposta avanti nel tempo. 

Mort finalmente ha ripreso a scrivere e sembrerebbe essere tornato sé stesso. Lo sceriffo gli fa visita per avvisarlo: sa che ha ucciso lui tutte le vittime e le autorità riusciranno a incriminarlo.

Non ho ancora tutti gli elementi per sbatterla dentro… ma alla fine troveremo i corpi. 

Ma Mort sembra davvero sereno, grazie al finale magistrale che lui stesso ha pensato per Secret Window.

L’importante di una storia è il finale… e questo funziona bene. Anzi, è perfetto.

Mentre lo scrittore è all’opera, sentiamo il finale del racconto. L’uomo uccide la moglie, proprio come Mort ha ucciso Amy, e ha progettato il finale – o, meglio – il delitto perfetto. Alle spalle di Mort scorgiamo la" finestra segreta" che dà sul giardino di casa, dove lo scrittore ha iniziato a coltivare mais, che consuma abitualmente, in pannocchie, mentre è all’opera. Il protagonista sgranocchia la sua pannocchia proprio prima dei titoli di coda.

La spiegazione del finale

La finestra di Secret WindowHDColumbia Pictures
La finestra segreta di Mort

Tra le rigogliose piante di mais che popolano il giardino di Mort e la consapevolezza di una natura umana doppia, questo Dr. Jekyll e Mr. Hyde in salsa kinghiana, con un Johnny Depp biondo e più ambiguo che mai, non necessita di una spiegazione approfondita a livello di puro svolgimento.

Mort era Shooter, o meglio, il suo inconscio si è “inventato” Shooter per dare un’alterità alla parte di sé più recondita, collerica e vendicativa. L’uomo ha ucciso sua moglie, proprio come avveniva nel suo racconto, e l’ha data in pasto al terreno del suo giardino, fertilizzato nel modo giusto per permettere al mais di crescere, di restituire pannocchie e di essere consumato per cena. In altre parole, proprio come uno scrittore-cannibale si nutre della vita per confezionare storie, Mort ha mangiato i resti di sua moglie e del suo amante, liberandosi per sempre dei loro corpi (e quindi scongiurando l’arresto).

Ferito e bloccato, incapace di creare e generare arte, Mort comincia a seminare morte (e, successivamente, mais). Shooter è sempre Mort, uno scrittore depresso e tranquillo che diventa un detonatore se sottoposto a una forte umiliazione.

È il dolore quindi a trasformare Mort da “persona normale” a serial killer.

Tutto questo, però, si mescola a un discorso sul rapporto tra realtà e finzione: è più vera la realtà, con i propri camuffamenti, o la storia di un racconto, che ha una coerenza così salda da superare ontologicamente la verità stessa? A questo quesito il film non risponde se non con il finale, l’unica arma essenziale per un delitto perfetto. E Mort, validissimo scrittore – nonostante il blocco – un finale doc è riuscito a partorirlo, tanto da rendere anche sé stesso inattaccabile tanto sul piano letterario quanto su quello investigativo.

Mort mangia una pannocchia in Secret WindowHDColumbia Pictures
La fine... in una pannocchia

Voi cosa ne pensate? Vi è piaciuto questo film?

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