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The Walking Dead: Recensione episodio 9x08, finale di metà stagione

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Tre questioni fondamentali e la dimostrazione che The Walking Dead, anche senza Rick Grimes, è ancora The Walking Dead. Con uno straordinario midseason finale...

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Gabriel che cerca di aiutare Negan a meditare: questa sì che è nuova. Negan che non ci riesce e racconta di come senta tutto ciò che accade dalla finestra, provocando Gabriel su Rosita, invece, è il Negan che conosciamo.

La sequenza introduttiva di questo midseason finale di The Walking Dead 9 ha lo scopo preciso d’informarci che Negan è ancora Negan. 

Nonostante gli anni di prigionia, lo sconforto in cui l’avevamo visto precipitare e lo sciopero della fame, si è ripreso. E ha ancora la capacità di capire sempre se chi ha di fronte gli nasconde qualcosa. Un’informazione che per noi è fondamentale, in vista di ciò che succederà…

Senza seguire l’ordine cronologico, analizziamo le tre questioni principali di questo adrenalinico finale di mezza stagione.

1. Negan

Letteratura, cinema e TV ci hanno raccontato molte volte come chi, trascorso un lungo periodo in galera, possa diventare incapace di riadattarsi alla vita da libero.

Quando si accorge che la porta della sua cella è solo accostata, e non chiusa a chiave, Negan esce istintivamente per recuperare la sua palla, prezioso strumento per passare il tempo e scaricare il nervosismo.

Si china, la raccoglie e per un secondo - solo un secondo - indugia. Illudendoci di essere diventato incapace di gestire la propria libertà, come altri prima di lui. Ma no, signore e signori. Questo non è un detenuto qualsiasi. Questo è Negan. E basta un battito di ciglia perché getti via l’amata palla - che non gli serve più - e si diriga sorridendo verso l’uscita.

L’episodio lascia molte questioni in sospeso, come spesso accade con i midseason finale. Stavolta, però, nonostante tutto ciò che accade, nonostante il dramma di Jesus e la scoperta dei Sussurratori, la più grande questione in sospeso è proprio lui, Negan.

Dovremo aspettare del tempo, prima di vederlo di nuovo in azione. Ma sappiamo già che l’attesa varrà la pena…

2. I Sussurratori e la teoria dell’evoluzione

Da molto tempo i lettori del fumetto li attendevano, mentre gli spettatori della serie si lasciavano ingannare dall’affascinante teoria - che avevamo esposto anche noi - di un’evoluzione degli zombie.

La stessa teoria che Eugene espone in maniera quasi convincente… Finché tutto cambia.

Durante una lunga sequenza - intervallata da altre porzioni di narrazione - Aaron, Jesus e Daryl ci mostrano il cuore di questo episodio. In un certo senso, il cuore di questa prima parte di stagione, dopo l’addio di Rick e il lungo salto temporale che ha cambiato tutto.

Guidato da Daryl e il suo fedele Cane, il gruppo di ricerca rintraccia un terrorizzato Eugene nascosto in un fienile e certo che la mandria di zombie parlanti tornerà a prenderlo.

Zoppo per via di un ginocchio fuori uso, Eugene sembra farneticare di qualcosa che gli altri considerano impossibile… Finché lo vedono con i loro occhi.

La mandria che torna, ingrandita, e li insegue. Daryl che mette in atto una strategia finora vincente per deviare il percorso della mandria, senza riuscirci.

Aaron e Jesus purtroppo non hanno il tempo di capire che - rinchiusi in un cimitero in mezzo alla foschia, con un temporale in arrivo come nella migliore tradizione horror - combattere non è un’opzione.

Ed è così, che perdiamo Jesus. Dopo uno spettacolare combattimento, che ci mostra tutto il suo valore (mentre Michonne, seguita da Magna e Yumiko, arriva in soccorso di Eugene), Jesus viene tradito.

Tradito da uno zombie che fa qualcosa di completamente inedito: schiva il suo colpo. Si abbassa, con prontezza e riflessi inconcepibili da parte di chi ha lottato a lungo contro gli zombie. Il morto vivente coglie Jesus di sorpresa e lo uccide, vigliaccamente, trafiggendolo alla schiena.

Colpisce alle spalle. Con un’arma. Non lo azzanna e non si accanisce sul suo corpo per divorarlo.

Mentre Aaron piange il suo amico, caduto da eroe in un’imboscata che non sapeva di dover affrontare, Daryl ci svela il segreto.

L’assassino di Jesus, a sua volta ucciso, non era uno zombie. Era un uomo. Un essere umano nascosto sotto la pelle accuratamente cucita di uno zombie, indossata come una maschera. Un essere umano che non è solo: i suoi amici sussurrano, parlano, coordinano gli zombie. E circondano i nostri in un punto in cui - come dicono i nuovi, letali nemici - non hanno via di scampo

3. Hilltop, Alexandria e il Regno

La terza questione fondamentale riguarda un passato di cui non sappiamo ancora nulla.

Michonne ha preso una decisione per la quale gli abitanti di Hilltop sono ancora arrabbiati con lei, come dimostra la freddezza della loro accoglienza. Una decisione che Michonne afferma di non rimpiangere, pur sapendo che le è costata gli amici, e una parte della sua famiglia.

Hilltop, Alexandria e Il Regno sono tre comunità distinte e separate. Ciascuna di esse, ribadisce Michonne a Carol, deve pensare per sé.

Ed ecco spiegato il motivo per cui Carol non è corsa ad abbracciare la sua amica, quando l’ha vista: Ezekiel aveva chiesto ad Alexandria un aiuto che Michonne gli aveva negato.

Probabilmente la questione ha a che fare con la cicatrice a forma di X che abbiamo visto sulla schiena di Michonne e su quella di Daryl. Lo verificheremo nei prossimi episodi.

Una cosa è certa: niente è più come prima. Il mondo pacifico e collaborativo sognato da Carl e Rick è sfumato. Ma c’è anche altro: ogni comunità ha le sue regole, le sue leggi e i suoi confini, morali e non.

L’arrivo di Henry, trascinato da Gage, Addy e Rodney in un brutto guaio già la prima sera, è seguito da due giorni in cella per ubriachezza e disturbo. Sarà Jesus, al suo ritorno (che non avverrà mai…) a decidere se liberarlo prima. Ma non è questo il punto. 

Il punto è che la legge e l’ordine sono una questione privata, stabilita da ciascuno in base alle proprie necessità.

Negan è stato in cella per oltre sette anni e mezzo. Earl è stato liberato e riabilitato, dopo aver cercato di assassinare Maggie. E Henry è finito dentro dopo aver scoperto che chi è cresciuto a Hilltop non capisce perché gli zombie non vadano usati come “cose” da torturare per divertirsi.

Ciascuna comunità ha le sue regole e qualcosa le ha separate, ma ora dovranno di nuovo combattere insieme contro il nemico più pericoloso mai affrontato finora. Mentre Negan è tornato a piede libero.

A giudicare da questo splendido episodio, quindi, sì: The Walking Dead, anche senza Rick Grimes, è ancora The Walking Dead.

I nuovi episodi arriveranno l'11 febbraio 2019 solo su FOX

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