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Cina come in Black Mirror: in arrivo nel 2021 il punteggio social

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Nel 2021 la realtà dei cittadini cinesi potrebbe diventare simile a un episodio di Black Mirror. Il motivo? La messa a punto di un nuovo sistema di "credito sociale", che assegna un punteggio social alle persone in base al loro comportamento e abitudini.

Una scena tratta dall'episodio Caduta Libera della serie TV Black Mirror Endemol

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A quanto pare, la realtà come la conosciamo rischia di assomigliare terribilmente a ciò che è possibile vedere in un episodio di una serie TV. Stando infatti a Gizmodo, nel 2021 i cittadini cinesi sperimenteranno sulla propria pelle il sistema di “credito sociale”, un inquietante sistema che prevederà l’assegnazione di una sorta di punteggio social e, in base a quanto sarà alto o basso il punteggio in questione, la vita delle persone potrà cambiare radicalmente.

Vi risulta familiare? Forse perché il sistema di credito sociale è pericolosamente simile a quanto visto nell’episodio Caduta Libera della terza stagione di Black Mirror, dove la protagonista di nome Lacie Pound (Bryce Dallas Howard) vede il proprio punteggio social calare drasticamente, e da lì in poi viene travolta da una serie di eventi a dir poco spiacevoli.

Bryce Dallas Howard in un episodio della serie TV Black MirrorEndemol
Bryce Dallas Howard in una scena dell'episodio Caduta Libera di Black Mirror

La rivista online Bloomberg afferma che 22 milioni di cittadini cinesi saranno i primi a testare il credito sociale, con un punteggio iniziale che deriverà dalle informazioni di “salute pubblica” raccolte fino alla fine del 2020.

Pechino utilizzerà un database contenente informazioni ricavate da diversi dipartimenti per ricompensare o punire circa 22 milioni di cittadini, in base alle loro azioni e alla reputazione che hanno acquisito fino alla fine del 2020, stando a un piano reso pubblico proprio sul sito web ufficiale della città di Pechino. Il sistema, chiamato ‘credito sociale’, è dunque stato progettato per rendere la vita più difficile a chiunque violi la legge.

Del credito sociale se n’era già parlato circa un anno fa, con la notizia di ben otto aziende private incaricate dal governo cinese, al fine di elaborare complessi algoritmi per mettere a punto il sistema e raccogliere tutti i dati necessari.

Fra i privati addetti ai lavori annoveriamo China Rapid Finance, sviluppatore dell’app di messaggistica WeChat, seguito dalla piattaforma online Alipay, normalmente utilizzata dagli utenti per il pagamento online di ristoranti, tasse scolastiche, ticket per il cinema, taxi e, in generale, per il trasferimento di denaro.

Presente all’appello anche Didi Chuxing, concorrente di Uber, e Baihe, il più influente servizio di dating online della Cina.

Il sistema di credito sociale dovrebbe prevedere una scala di punteggio che va dai 350 ai 950 punti, assegnati in base a cinque fattori ben precisi: il pagamento in regola di bollette elettriche e del traffico telefonico, la capacità di un individuo di tenere fede ai propri obblighi contrattuali, le caratteristiche personali ricavate da informazioni come l’indirizzo o il numero di telefono cellulare, le abitudini d’acquisto e, udite e udite, il tipo di relazioni interpersonali.

Dunque anche gli amici che abbiamo sui social network, il tipo di commenti che postiamo e così via, saranno importantissimi per l’assegnazione del punteggio social. Giudizi positivi sul governo e sull’economia del paese, ad esempio, miglioreranno il proprio credito sociale.

Nei mesi scorsi Pechino ha rilasciato anche qualche anticipazione sul destino riservato ai cinesi con il peggior punteggio social. Si prospetta per loro una situazione facilmente assimilabile agli arresti domiciliari, avendo preclusa ad esempio la possibilità di trovare un lavoro, almeno fino al miglioramento del punteggio.

La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme fa sapere di aver già bloccato 11 milioni di voli e 4 milioni di viaggi in treno grazie ai primi dati raccolti.

Insomma, se al credito sociale si aggiunge anche il sistema di riconoscimento facciale annunciato negli ultimi mesi, c’è davvero da preoccuparsi per la privacy dei cittadini cinesi.

E voi che ne pensate? Spaventati all’idea di una realtà in stile Black Mirror?

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