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Candyman, il remake prodotto da Jordan Peele ha un regista

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Il reboot di Candyman, film horror del 1992 basato su un racconto di Clive Barker, prodotto da Jordan Peele si farà. Ecco quando uscirà e chi sarà a dirigerlo.

Il regista Jordan Peele durante la notte degli Oscar Getty Images

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Candyman - film horror cult del 1992 diretto da Bernard Rose e basato sul racconto The Forbidden di Clive Barker - avrà un remake prodotto da Jordan Peele (Scappa - Get Out), MgM e Universal (che si occuperà della distribuzione della pellicola) e diretto da Nia DaCosta (Little Woods). Il film - che viene definito come una sorta di 'sequel spirituale' dell'originale - ha già una data d'uscita fissata: 12 giugno del 2020 (data americana).

Questa è la dichiarazione ufficiale rilasciata da Jordan Peele attraverso un comunicato stampa:

Il film originale è una pietra miliare per quanto riguarda la presenza di attori neri nel genere horror. Candyman, insieme alla Notte dei Morti Viventi di George Romero, è stato fonte di grande ispirazione per me in quanto regista ed è davvero emozionante avere un talento come Nia al timone del progetto. Siamo onorati al solo pensiero di dare vita ad un nuovo capitolo di Candyman e siamo impazienti di fornire al pubblico un un nuovo punto di inizio a questa leggenda ideata da Clive Barker.

Tony Todd, protagonista del film originale, durante un'intervista esclusiva rilasciata a Nightmare on Film Street, si era già espresso a favore di un eventuale remake curato da Peele:

Se Jordan vuole farlo, che lo faccia pure. Mi piacerebbe che lo facesse qualcuno con intelligenza, qualcuno che scavi a fondo nella componente razziale di Candyman e parli del perché lui esista.

La protagonista della pellicola originale era Helen, una ricercatrice del dipartimento dell'Università dell'Illinois, che, decisa a sfatare la leggenda di Candyman (un uomo di colore autore di atroci delitti), si reca a Chicago assieme ad una sua assistente. Le due ragazze si ritroveranno nella zona malfamata di Cabrini Green, in uno stabile malandato abitato da uomini neri ridotti in miseria. Proprio in quel quartiere, un secolo prima, un ritrattista nero si era innamorato della giovane donna che stava ritraendo. 

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