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I 10 film diretti da Bernardo Bertolucci da vedere e rivedere

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Bernardo Bertolucci ha scritto pagine importanti del nostro cinema, ma anche del cinema mondiali. Ecco i suoi 10 capolavori, da vedere e rivedere per ricordarci quando il cinema diventa magia...

I 10 film di Bertolucci da rivedere Paramount Pictures

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Bernardo Bertolucci ha contribuito a scrivere pagine importanti nella storia del cinema italiano.

Premiato con 2 Oscar - per la regia e la sceneggiatura de L'ultimo imperatore - ha firmato personalmente i copioni di alcuni fra i suoi migliori film.

Titoli da vedere e rivedere, perché sono in grado di ricordarci quando il cinema - che è sempre e comunque un filtro - è in grado di creare una realtà così complessa e coinvolgente da farci dimenticare che stiamo "solo" guardando un film...

I 10 migliori film di Bernardo Bertolucci

1. Novecento (1976)

Indiscusso capolavoro del cinema italiano degli anni '70, Novecento - sceneggiato da Franco Arcalli insieme a Giuseppe Bertolucci e allo stesso Bernardo - racconta la storia di una nazione attraverso le vite di due uomini.

Alfredo Berlinghieri (Robert De Niro) e Olmo Dalcò (Gérard Depardieu) sono nati nello stesso giorno, alla fine del gennaio 1901, ma le loro vite hanno preso strade molto diverse. Alfredo è di famiglia ricca: i suoi sono i proprietari della terra lavorata, fra gli altri, dalla contadina Rosina, che dà alla luce Olmo.

Abbattendo le barriere dello status sociale, Alfredo e Olmo crescono insieme, diventando amici fraterni. Le loro vite ci racconteranno i grandi cambiamenti nell'Italia di mezzo secolo, attraverso il gesti e sentimenti quotidiani che diventano universali.

La colonna sonora è di Ennio Morricone e il cast vanta, oltre a due protagonisti eccezionali, la presenza di Dominique Sanda, Sterling Hayden, Alida Valli, Francesca Bertini e Stefania Casini.

Un film che ti cattura dall'inizio, per tutti i suoi 316 minuti della versione integrale, che venne distribuita in due parti. 

2. Il conformista (1970)

Tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia e adattato per il grande schermo dallo stesso Bertolucci, Il conformista - distribuito in Italia fra la fine del 1970 e l'inizio del 1971 - è ambientato nella Roma del 1938.

Marcello (Jean-Lous Trintignant) è un insegnante di filosofia, ma anche una spia fascista alla quale viene assegnata una missione: uccidere un suo ex professore, famoso dissidente politico.

Marcello vive con il peso sulla coscienza di aver già ucciso un uomo quand'era solo un ragazzino, nel difendersi da un tentato abuso.

Scoprirà che tutto ciò in cui credeva è diverso dalla realtà...

Un grande cast - Dominque Sanda, Stefania Sandrelli, Yvonne Sanson, Gastone Moschin e tanti altri - ci racconta il tentativo di un uomo di conformarsi a una vita che, veniamo a sapere, non gli è mai davvero appartenuta.

Un film sublime, raro caso in cui non si rimpiange il romanzo da cui è tratto, se lo si è letto prima.

3. L'ultimo imperatore (1987)

Scritto e diretto da Bertolucci, L'ultimo imperatore è una pietra miliare della storia del cinema internazionale.

Con 9 Oscar e moltissimi altri premi, il kolossal di Bertolucci si divide fra gli inizi del '900 e gli anni '50 per raccontarci la vita di Aisin-Gioro Pu Yi (John Lone), l'ultimo imperatore cinese.

Peter O'Toole, Joan Chen, Victo Wong e Dennis Dun danno vita a un film incantevole, in cui fotografia, scenografia e costumi rapiscono tanto quanto lo scorrere del tempo e della storia sotto ai nostri occhi.

Memorabile anche la colonna sonora

4. Strategia del ragno (1970)

La locandina di Strategia del ragnoRAI Radiotelevisione Italiana
La locandina di Strategia del ragno

Prodotto dalla RAI, venne distribuito direttamente per il piccolo schermo, uscendo in seguito anche nelle sale cinematografiche.

Athos Magnani (Giulio Brogi) torna a Tara, la città in cui suo padre (interpretato sempre da Brogi) è nato ed è stato assassinato nel 1936. A chiamarlo è Draifa (Alida Valli), l'amante del padre, che si narra fosse stato un eroe della Resistenza.

Ma il suo arrivo a Tara non viene visto di buon occhio dagli abitanti della città, e tantomeno le sue ricerche, il cui esito si rivelerà soprendente.

Ispirato dal racconto Tema del traditore e dell'eroe di Jorge Luis Borges, il film torna sul tema carissimo a Bertolucci di un passato che si svela essere diverso da com'era stato tramandato.

5. Il tè nel deserto (1990)

Debra Winger e John Malkovich ci regalano due interpretazioni straordinarie nei panni di una coppia in crisi che decide di partire per un viaggio nel deserto del Sahara con l'intenzione di salvare il suo matrimonio.

Siamo nel 1947 e i due americani affrontano rischi che non erano preparati a correre. Senza contare l'esito inatteso di un viaggio che cambierà per sempre le loro vite.

Tutto, in questo film, è suggestivo: la storia, i protagonisti, i costumi, l'ambientazione, la musica (di Ryuichi Sakamoto).

Tratto dal romanzo di Paul Bowles, Il tè nel deserto è stato adattato da Mark Peploe insieme a Bertolucci.

Nel cast anche Campbell Scott, Jill Bennett, Amina Annabi e Nicoletta Braschi.

6. La commare secca (1962)

Sceneggiato da Pier Paolo Pasolini, a partire da un suo soggetto,  insieme a Bernardo Bertolucci e Sergio Citti, il film ci narra la storia di un gruppo di sospettati interrogati dalla polizia dopo l'omicidio di una prostituta in un parco di Roma.

Ciascuno sostiene una versione personalizzata dei fatti di quella sera, ma fra loro si cela anche l'assassino.

La commare secca si concentra su una delle tematiche più care al regista: ci sono sempre diverse versioni della verità...

Nel cast Francesco Ruiu, Giancarlo De Rosa, Alfredo Leggi, Vincenzo Ciccora, Gabriella Giorgelli e Wanda Rocci.

La colonna sonora è firmata da Piero Piccioni e Carlo Rustichelli.

7. The Dreamers (2003)

Visionario, ricercato, incentrato sull'esercizio dello stile per enfatizzare il senso profondo delle immagini che scorrono sullo schermo. 

The Dreamers è senza dubbio uno dei film esteticamente più riusciti di Bertolucci, che ne affida la sceneggiatura a Gilbert Adair per l'adattamento del suo romanzo.

La storia è quella di uno studente americano, Matthew (Michael Pitt) che nel 1968 va a Parigi per imparare il francese. Incapace di intrattenere relazioni sociali per via della sua scarsa conoscenza della lingua, Matthew trascorre il proprio tempo al cinema, affascinato da storie che scatenano la sua immaginazione.

In seguito conosce Isabelle (Eva Green) e il suo fratello gemello (Louis Garrel), che lo invitano a vivere a casa loro, libera per la prolungata assenza dei genitori.

I tre sviluppano un rapporto fatto di sensualità, provocazioni e sfide al sentire comune, finendo per rimanere incastrati in un gioco che rischia di costare loro troppo caro.

Simbolo della rivoluzione studentesca del '68, The Dreamers esplora attraverso questa relazione a tre, a tratti anche incestuosa, la ribellione dei giovani alla morale dell'epoca, la voglia di infrangere ogni regola per trovare la propria strada e l'incapacità di uniformarsi a un mondo diventato improvvisamente desueto.

8. Io ballo da sola (1996)

Questo film si potrebbe definire la versione cinematografica di un romanzo di formazione. Dopo la morte della madre, la giovane americana Lucy Harmon (Liv Tyler) parte per un viaggio in Italia, sulle colline senesi, alla ricerca di se stessa. Troverà un gruppo di artisti che cambieranno la sua vita. Ma anche lei cambierà la loro.

Jeremy Irons, Joseph Fiennes, Carlo Cecchi, Stefania Sandrelli e Sinead Cusack affiancano la splendida protagonista in un film che richiama la poesia del cinema secondo Bertolucci.

Una colonna sonora perfetta ci accompagna attraverso la storia di una giovane donna pronta a scoprire il mondo attraverso occhi ancora privi di pregiudizi.

Il soggetto è di Bertolucci, la sceneggiatura di Susan Minot (Un amore senza tempo): il regista ci teneva che a scriverla fosse una donna.

9. La tragedia di un uomo ridicolo (1981)

Bertolucci scrive e dirige il grande Ugo Tognazzi nei panni di Primo Spiaggiari, titolare di una rinomata azienda casearia.

Quando il figlio di Primo viene rapito arriva una richiesta di riscatto per un miliardo di lire.

Ma l'azienda è sull'orlo del fallimento e Primo, convinto che il figlio sia morto, elabora un piano assurdo per usare il denaro con cui avrebbe potuto pagare il riscatto al fine di salvare l'azienda. Niente andrà come previsto...

Un interprete eccezionale accentra su di sé - come vuole la storia - l'attenzione dello spettatore per mostrargli le molte facce della disperazione.

Dalla perdita del contatto con la realtà al senso di colpa, Primo impersona ogni sentimento umano e si lascia trasportare da una fantasia che gli costerà cara.

Tognazzi è affiancato da Anouk Aimée, Laura Morante, Renato Salvatori e dal figlio, Ricky Tognazzi.

10. Prima della rivoluzione (1964)

Scritto da Bertolucci insieme a Gianni Amico, Prima della rivoluzione è ambientato nella Parma del 1962.

Lo studente Fabrizio (Francesco Barilli) rimane sconvolto in seguito alla scomparsa dell'amico Agostino, che muore annegato.

Quando da Milano arriva la zia Gina (Adriana Asti), giovane e bellissima donna, Fabrizio - fidanzato con Clelia (Cristina Pariset) - perde la testa per lei.

Ma sa che sta commettendo un errore. Tormentato dal senso di colpa, cerca dentro di sé la risposta giusta all'unica domanda che conti davvero: chi sono io?

Numerosi i riferimenti all'opera di Stendhal: La certosa di Parma, che Bertolucci cita esplicitamente non solo con la storia ma anche con i nomi dei protagonisti.

Viene considerato il film più rappresentativo della versione italiana della nouvelle vague cinematografica.

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