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HyperSurfaces, la tecnologia che rende 'touch screen' ogni superficie

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Il genio Bruno Zamborlin ha messo a punto HyperSurfaces, una tecnologia in grado di rendere "touch screen" qualsiasi superficie, proprio come in un film di fantascienza.

Bruno Zamborlin e la sua invenzione HyperSurfaces all'opera HyperSurfaces

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L’italiano Bruno Zamborlin è al lavoro su un progetto straordinario, che potrebbe rendere le nostre vite incredibilmente simili a un film di fantascienza. Stiamo parlando di una tecnologia, HyperSurfaces, in grado di trasformare qualsiasi superficie in un pannello touch che risponde al tocco delle dita e interpreta il contatto fisico traducendolo in un comando.

Di seguito potete ammirare la clip di presentazione di HyperSurfaces, condita di un "cameo" a dir poco illustre: una DeLorean DMC-12 direttamente dalla saga di Ritorno al futuro!

Qual è dunque il funzionamento alla base di un’invenzione in grado di catapultarci diversi anni nel futuro?

HyperSurfaces è costituito da un sistema di microfoni di superficie diretto da un chip, che recepisce i segnali e li interpreta tramite algoritmi d’intelligenza artificiale. Tale tecnologia funziona per qualsiasi oggetto, sia di nuova che vecchia generazione, e la rete di sensori di HyperSurfaces è in grado di percepire le vibrazioni anche di un singolo tocco con il polpastrello o una bussata con le nocche della nostra mano.

Zamborlin parla entusiasticamente della sua creazione, parlando di quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione nel settore dei trasporti:

L’algoritmo di HyperSurfaces rappresenta il meglio che si possa desiderare in ambito ‘deep learning’. Attualmente riusciamo a compiere, con una spesa di pochi dollari, delle imprese che fino a 3 o 5 anni fa erano impensabili nel campo delle tecnologie alla cui base c’è lo zampino di un’intelligenza artificiale. Un giorno sarà possibile, ad esempio, eliminare tutti i bottoni e gli interruttori dalle porte di un auto o dalle cabine di pilotaggio di un aereo.

Pensando a qualche altro esempio delle innumerevoli possibili applicazioni dell’invenzione di Zamborlin, si potrà scorrere il pollice su una porzione di una mensola della cucina per inviare un comando alle luci dei fornelli, regolandone così la luminosità oppure, bussando sul poggiabraccio della poltrona del nostro salotto, potremo accendere la TV, o ancora alzare il volume dello stereo ruotando una manopola invisibile.

Insomma, il tutto ricorda un po’ quanto visto nelle migliori pellicole di fantascienza e, giusto per citarne una, il capolavoro Minority Report con protagonista un eccezionale Tom Cruise, che utilizza nel film dei sensori posti sulle proprie dita per comandare un’interfaccia futuristica, senza però neanche toccarla.

Affinché gli oggetti che desideriamo diventino “touch screen” però è necessario che siano integrati con HyperSurfaces, ed è per questa ragione infatti che la creatura di Zamborlin costituisce un’invenzione rivolta alle aziende specializzate nel settore edilizio e automobilistico, in modo tale da poter rendere touch le superfici di tavoli, pareti, portiere d’automobili e così via.

In ogni caso, per il lancio sul mercato di prodotti corredati di tecnologia HyperSurfaces, bisognerà attendere ancora qualche mese, ma una cosa è certa, il futuro ormai è alle porte, bisogna solo lasciarlo entrare nelle nostre case quando sarà il momento.

E voi che ne pensate? Impressionati da HyperSurfaces?

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