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Fortunato Cerlino, l'intervista al FOX Circus

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L'attore Fortunato Cerlino è intervenuto al FOX Circus, all'interno di un panel intitolato The golden age of tv series. A questo proposito, ha svelato ai nostri microfoni cosa pensa della serialità italiana, e in particolare del crime nostrano.

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Si è concluso domenica 2 dicembre il FOX Circus, l'incredibile evento organizzato da Fox Networks Group Italia, che per ben 52 ore non stop ha intrattenuto tutti gli appassionati di serie TV FOX con attrazioni, anteprime, maratone notturne, larp, masterclass e panel.

Tantissimi gli ospiti intervenuti e tra questi non poteva certo mancare uno dei volti di punta del panorama televisivo, cinematografico e teatrale italiano. Stiamo parlando dell'attore Fortunato Cerlino, l'indimenticabile don Pietro Savastano di Gomorra, ma anche lo straordinario Don Alfonso di Romolo+Giuly: la guerra mondiale italiana, la serie comedy targata FOX, di cui è stata ufficialmente annunciata una seconda stagione proprio nel corso del FOX Circus.

Fortunato Cerlino è stato tra i protagonisti del panel The golden age of tv series, un incontro teso a cercare di comprendere come orientarsi all'interno della sterminata offerta di serie TV, tra le molteplici piattaforme e le infinite possibilità di fruizione.

Gli attori Fortunato Cerlino e Giorgio MastrotaHDFOX
Fortunato Cerlino e Giorgio Mastrota

L'attore, in questa occasione, ha rivelato cosa pensa della serialità televisiva italiana, che recentemente si è molto concentrata sul crime.

Di storie noi ne abbiamo tante da raccontare, perché abbiamo insegnato al mondo a fare un certo tipo di cinema

ha spiegato Cerlino, che ultimamente ha seguito con interesse e piacere il lavoro che ha fatto Niccolò Ammaniti con Miracolo. Secondo lui, c'è un aspetto dell'Italia provinciale sia settentrionale che meridionale, dove lo spazio e il tempo si sospendono e che si presta incredibilmente bene a storie universali. I personaggi che si possono incontrare somigliano molto a caratteri che si vedono in altri mondi. Tuttavia:

La provincia italiana è universale e trasversale e racconta ancora un contatto con qualcosa di ancestrale e profondo che forse in altri paesi si è perso.

Fortunato Cerlino ha inoltre sottolineato come il racconto della provincia possa mettere insieme diversi aspetti, da quello del crime, a quello del sacro. La storia di paese banale che nasconde una serie di vizi e di comportamenti, potrebbe essere - a detta dell'attore - una vena incredibilmente creativa.

Insomma, il crime resta un genere fatto molto bene, ma essendo piuttosto frequentato, bisogna aggiungere sempre qualcosa in più.

Mettere insieme i particolari italiani, l'italianità nel crime, può essere una via d'uscita verso la ripetizione di alcuni schemi.

Ha concluso l'attore.

Al panel The golden age of tv series hanno partecipato anche Lorenzo Gangarossa, Aldo Grasso, Mariarosa Mancuso, Alessandro Saba, Sonia Rovai, Giancarlo Scheri e Marta Bertolini nelle vesti di moderatrice. 

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