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Bumblebee, la recensione del film: meno esplosioni, più cuore

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Il coraggioso Bumblebee è tornato nello spin-off dedicato interamente all'ormai mitico Autobot di colore giallo. Il regista Travis Knight abbandona però le esplosioni e l'azione forsennata di Michael Bay, per un film decisamente più intimista.

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La saga cinematografica dedicata ai Transformers è entrata sicuramente nell'immaginario collettivo. Dopotutto, parliamo di ben cinque pellicole (dirette dall'esplosivo Michael Bay) uscite a partire dal lontano 2007, cosa questa che ha permesso a Optimus Prime e soci di farsi amare (o detestare, a seconda dei casi) per oltre dieci anni, sino al più recente Transformers: L'Ultimo Cavaliere, apparso nei cinema italiani nel 2017.

Con Bumblebee, lo spin-off diretto da Travis Knight (Kubo e la Spada Magica) e in uscita in Italia il prossimo 20 dicembre, la serie ha ora tutta l'intenzione di "ridimensionare" il franchise, ponendolo su un piano decisamente più sobrio e posato rispetto alle roboanti avventure messe in piedi da Bay attraverso i suoi film.

Non solo Optimus Prime

La trama del film ci fa fare un bel salto indietro nel tempo, riportandoci nel lontano 1987: Bumblebee è in fuga dal pianeta Cybertron – sul quale infuria una terribile guerra tra Decepticon e Autobot – e si nasconde poco sorprendentemente sulla Terra, più in particolare in uno sfasciacarrozze di una piccola cittadina sulla costa californiana.

Charlie Watson (Hailee Steinfeld), una ragazza orfana di padre quasi diciottenne, si imbatte ben presto nel Maggiolino giallo, visibilmente danneggiato e dimenticato da tutti. Non appena la giovane Charlie lo rimette letteralmente in moto, scopre ben presto che la piccola automobile è in realtà un essere senziente e dotato di sentimenti. Peccato solo che due temibili Decepticon giunti sulla Terra decidano subito di mettersi sulle tracce di Bumblebee.

L'attrice Hailee Steinfeld al fianco del Maggiolino giallo in una sequenza di BumblebeeHDParamount Pictures/Hasbro

Meglio dirlo subito: lo spettacolo pirotecnico e un po' ridondante dei film precedenti è stato messo quasi interamente da parte in Bumblebee.

Le sequenze d'azione, se confrontate con quelle dei capitoli della serie regolare dedicati ai Transformers, appaiono pesantemente ridimensionate, invadendo il territorio degli action movie in pochi, pochissimi passaggi. La rilettura della storia, che porta lo spettatore all'interno di un film dove i buoni sentimenti la fanno da padrone, sembra essere anni luce dal montaggio serrato (e spesso quasi privo di senso logico) dei film di Bay.

Strizzando l'occhio a capolavori del passato come Corto Circuito (1986) e Il Gigante di Ferro (1999), il rapporto tra il maggiolino e la giovane Charlie è il collante perfetto a una vicenda in cui il buon senso e la logica trionfano prima di ogni cosa, specie sui combattimenti da robot fini a loro stessi. E se questo farà certamente indispettire gli appassionati cresciuti con Bay. Dall'altro lato è impossibile non lodare il coraggio di riportare la saga di Transformers su dei binari più “umani” e realistici, nonostante tutto.

Senza contare che ambientare il film negli anni '80 ha permesso a Knight di sbizzarrirsi con tutta una serie di omaggi e citazioni alla cultura pop dell'epoca: dopotutto, è il decennio di Alf (la serie TV) e della musica degli The Smiths (di cui Charlie è fan sfegatata), quindi la materia prima non manca. Lo stesso personaggio del tenente Jack Burns (interpretato da un divertito John Cena) sembra essere un chiaro omaggio agli action man alla Schwarzenegger, tanto in voga al cinema in quegli anni.

Insomma, proponendosi di fatto come una versione "edulcorata" delle avventure di Sam Witwicky (Shia LaBeouf) nel primo Transformers, e con un Maggiolino giallo al posto di una performante Camaro, Bumblebee è sicuramente il film che molti fan – specie quelli storditi dal fracasso di Michael bay – aspettavano da anni. Sperando che le avventure del coraggioso Autobot B-127 non finiscano qui.

Voto7,5/10

Mettendo da parte l'azione pirotecnica di Michael Bay, Travis Knight impacchetta uno spin-off sobrio e a modo: Bumblebee porta infatti la saga dei Transformers verso lidi decisamente più 'umani'.

Marcello Paolillo

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