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Golden Globes 2019, Darren Criss e L'assassinio di Gianni Versace trionfano

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American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace ha trionfato ai Golden Globes grazie a un interprete straordinario e alla volontà di denunciare l’odio sociale come una molla che fa scattare la follia…

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American Crime Story: L’assassinio di Gianni Versace era il titolo da battere a questa 76° edizione dei Golden Globes… E non è stato battuto. Ha portato a casa le statuette per la migliore miniserie e per il migliore attore. Un attore protagonista. Perché questa non è - e non ha mai voluto essere, fin dal titolo - la storia di Gianni Versace, bensì del suo brutale, atroce, devastante omicidio.

È la storia del suo assassino, Andrew Cunanan.

È la storia di un incubo, un viaggio nella follia che precipita nella furia omicida e nella più grande caccia all’uomo che la città di Miami avesse mai visto.

Ed è una storia alla quale un trentunenne ha dato vita, lasciando il segno.

Impossibile dimenticare la bravura - e il coraggio, perché ce ne voleva parecchio - di Darren Criss nel calarsi nei panni di un assassino.

Ha dovuto pensare come lui, studiare la sua storia, provare a vivere le sue stesse emozioni. E l’ha fatto così bene da vincere un Emmy Award e un Golden Globe: i due premi più prestigiosi per un attore che ha lavorato in TV.

Ma c’è anche altro, oltre al talento. C’è una missione: far riflettere il pubblico su come le menzogne possano diventare un vortice che ti travolge, rendendoti incapace di distinguere la realtà dalle bugie che ci hai costruito sopra.

E c’è l’empatia. Quel sentimento prezioso e importante che i produttori hanno richiamato nel ricevere il premio per la migliore miniserie.

Brad Simpson, co-produttore de L’assassinio di Gianni Versace insieme a Ryan Murphy, l’ha sottolineato con un discorso destinato a fare storia.

Gianni Versace è stato assassinato 21 anni fa. È testato una delle poche personalità pubbliche che non faceva mistero della sua omosessualità in tempi di intenso odio e di paura. Quelle forze di odio e paura sono ancora con noi. Ci dicono che dovremmo avere paura delle persone che sono diverse da noi. Ci dicono che dovremmo costruire dei muri attorno a noi. Come esseri umani, dovremmo resistere per le strade, resistere nella cabina elettorale, e praticare l’empatia nelle nostre vite di tutti i giorni. Quelle forze non sono storia. Sono qui, sono con noi, e noi dobbiamo resistere.

Senza mezzi termini, Simpson ha fatto riferimento alla politica, all’odio sociale, ai muri che separano le persone. Sono passati 21 anni dall’omicidio di Gianni Versace, ma l’odio che portò alla sua morte è ancora vivo.

L’ha ricordato anche Darren Criss, dietro le quinte della cerimonia, dopo aver ringraziato la madre e averle dedicato la vittoria.

L’ho già detto, ma essere per metà filippino è una delle cose che preferisco di me. Mi sento come se mi avessero dato un mantello da supereroe e sono lieto di assumermene la responsabilità.

Le affermazioni dei vincitori per L’assassinio di Gianni Versace hanno un denominatore comune: non esiste la diversità, solo ciò che ci rende speciali. Unici.

Darren Criss e Ryan Murphy ai Golden Globes 2019HDGetty Image
Darren Criss e Ryan Murphy con i Golden Globes vinti per L'assassinio di Gianni Versace

L’introspezione, del resto, è stata la cifra principale in tutti gli episodi.

Gli autori ci hanno preso per mano e, contro la nostra volontà, ci hanno fatto entrare in contatto con le emozioni - la paura, il rifiuto, la solitudine - di un ragazzo come tanti che si è trasformato in un serial killer perché non poteva accettare di essere messo da parte.

Il disperato - malato - bisogno d’attenzione di Andrew Cunanan è stata la chiave di lettura di una storia difficile da seguire, cruda e dura, ma anche importante perché mostra le responsabilità di una società che rifiuta accettazione ed empatia.

Anche per questo, il trionfo di American Crime Story è stato così importante.

E anche per questo, ogni episodio va ricordato per le tematiche che ha trattato senza ipocrisie, guardando in faccia la realtà per ciò che era. Guardando il mostro della follia, dell’odio e della paura dritto negli occhi.

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