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Alien: tutto sui film del franchise e l'ordine in cui guardarli

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Tutto quello che c’è da sapere su Alien: ecco il nostro speciale sulla saga di Ridley Scott con Sigourney Weaver, sui prequel e sull’ordine in cui guardare i film. Con notizie sugli sviluppi futuri…

L'alieno di Alien 20th Century Fox

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La saga di Alien - qui alcune curiosità sulla sua genesi - inaugurata con il film diretto da Ridley Scott nel 1979, ha contribuito a scrivere la storia del cinema.

Non solo perché ha riportato in voga lo stile dei film noir, in cui il “mostro” si celava nell’ombra restando a lungo senza essere visto, ma anche per l’importanza del personaggio protagonista.

In un’epoca in cui i film d’azione, gli horror e la fantascienza relegavano ancora le donne in ruoli secondari, come vittime o donzelle in pericolo da salvare, la Ellen Ripley di Sigourney Weaver riscriveva le regole. Trasformandosi all’istante nell’icona di una rivoluzione femminile che gli anni ’70 avevano già avviato anche in TV, ma che Alien contribuì ad accelerare in modo ineguagliabile.

Con le sue atmosfere claustrofobiche, con la paura di un nemico che sembra invincibile (ha acido al posto del sangue) e con il monito, tanto caro alla fantascienza classica, di non interferire con la vita su altri pianeti e dei rischi della tecnologia (dai viaggi nello spazio agli inaffidabili androidi), la saga di Alien resta nell’olimpo del genere. Oggi e per sempre.

Riscopriamola insieme, con tutti i film realizzati e i progetti in arrivo.

Alien (1979)

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: Dan O’Bannon

Durata: 116’

Premiato con un Oscar per i migliori effetti speciali, il primo film della saga esce in anteprima il 25 maggio del 1979 nelle sale americane, per arrivarvi stabilmente dal 22 giugno.

In Italia arriva il 25 ottobre, e anche il nostro Paese contribuisce agli incassi record. A fronte di un budget intorno agli 11 milioni di dollari, Alien ne incassa oltre 200 ai botteghini di tutto il mondo, e quasi 80 nei soli Stati Uniti.

Girato interamente in Inghilterra, fra i Bray e gli Shepperton Studios, la storia nasce da un’idea di Dan O’Bannon, già autore e interprete di Dark Star - il film del 1974 ideato e scritto insieme al grande John Carpenter - con Ronald Shusett, sceneggiatore che al momento della nascita di Alien aveva lavorato solo a un cortometraggio: W, un thriller per Twiggy.

Entrambi, O’Bannon e Shusett, lavoreranno anche ai sequel ma sarà il nome di O’Bannon a entrare nel cuore dei fan. In parte per la sua personalità e in parte per la massiccia presenza sulla scena fra racconti e articoli, film e TV.

Il futuro cupo di Alien, in cui un vascello commerciale della Compagnia intercetta un segnale da un pianeta alieno, risvegliando l’equipaggio dall’ipersonno, era destinato a dare il via a una storia ricca di moniti sulla tecnologia, sull’interferenza con le altre culture (qui rappresentate dai pianeti e dalle specie aliene) e sulla cara, vecchia avidità. Pur di accaparrarsi un esemplare della specie aliena più letale mai individuata, la Compagnia è pronta a sacrificare non solo l’equipaggio, ma l’intera sicurezza della razza umana.

Grazie all’androide Ash (Ian Holm), uno dei migliori film di fantascienza della storia - ambientato in un futuro non troppo lontano: siamo nel 2122 - lega la propria storia, oltre che alla creatura realizzata da Carlo Rambaldi sulla base dei bozzetti del designer H.R. Giger, anche al rapporto conflittuale fra Ripley e i robot umanoidi.

Rappresentando la parte buona della nostra specie, quella rimasta umana, Ripley diventa la paladina della Terra ma anche della lotta contro la disumanizzazione della Compagnia incarnata dagli androidi.

Girato in tre mesi, Alien ne richiese altri 6 per la fase di post-produzione.

La prima versione del film era costituita da un montaggio con scene molto più cruente. Ma le reazioni degli spettatori alla proiezione di test convinsero Scott a rimontare il film, per evitare che venisse vietato ai minori di 18 anni e per puntare, piuttosto, sulla suggestione derivata dalla tensione e dalla claustrofobia (che il regista alimentava ponendo gli attori in corridoi le cui pareti sul set venivano avvicinate sempre di più).

La storia di Alien, oltre che per i molti motivi di cui vi ho già parlato, resta unica anche per un’altra ragione: i suoi sequel sono stati film di successo. E capita davvero raramente, nel cinema di genere…

Aliens - Scontro finale (1986)

Regia: James Cameron

Sceneggiatura: James Cameron

Durata: 137’ (154’ per la Special Edition)

Incredibile, ma vero: il primo sequel di Alien ha ottenuto un successo di pubblico decisamente maggiore rispetto al film di Scott.

La ragione è piuttosto semplice: siamo nella seconda metà degli anni ’80 e la componente action del film viene esasperata, trasformando Ripley in una sorta di super-donna alla Rambo, impegnata in una lotta contro gli alieni che è diventata una questione personale.

Risvegliando il suo istinto materno - sepolto nel profondo del cuore per la separazione dalla figlioletta al momento della partenza con la Nostromo - il personaggio della piccola Newt (Carrie Henn) fa di Ripley l’icona della madre che solleva anche un camion per salvare i suoi figli.

Più veloce nel ritmo, più “fracassone” e decisamente più ricco di battute che richiamano il genere Arma letale, Aliens costa circa 18 milioni di dollari e ne incassa oltre 10 nel primo weekend di proiezione. Il conteggio totale degli incassi in tutto il mondo - esce in Italia il 24 settembre del 1986 - supera i 130 milioni.

Gli Oscar, stavolta, sono due: uno per i migliori effetti sonori e uno per quelli visivi.

Sigourney Weaver, la cui carriera venne lanciata dal primo capitolo, ottiene una nomination agli Oscar e ai Golden Globes come migliore attrice.

L’androide del primo sequel è interpretato da Lance Henriksen e si chiama Bishop. Contiene, come Ash, le lettere “sh” al suo interno: le lettere che la Compagnia usa per identificare i sinthetic humans.

Come il primo capitolo, Aliens viene girato interamente negli studi inglesi, cosa che permettere di abbattere notevolmente i costi, e richiede un mese di riprese in più (4 rispetto ai 3 di Alien).

La storia è di James Cameron, David Giler e Walter Hill, basata sui personaggi di O’Bannon e Shusett. 

Il film è ambientato nel 2179. Ripley è rimasta in ipersonno per 57 anni e, visto che non riesce a scacciare gli incubi, accetta di partecipare a una missione di salvataggio: una colonia umana insediata dove Ripley era già stata con la Nostromo non dà più segni di vita…

La battuta più famosa del film, il celebre “sta’ lontano da lei, maledetta” che Ripley rivolge alla Regina aliena, in lingua originale è: Get away from her, you bitch!

Alien³ (1992)

Regia: David Fincher

Sceneggiatura: David Giler, Walter Hill e Larry Ferguson

Durata: 114’ (138’ per la Special Edition)

Secondo sequel, budget lievitato esponenzialmente (siamo a 50 milioni di dollari, oltre il doppio di Aliens) e incassi totali ai botteghini che sfiorano i 160.

L’ambientazione è completamente diversa dalle precedenti: la navetta di salvataggio con a bordo Ripley e Newt arriva su una colonia penale, la prigione di massima sicurezza Fiorina 161.

Newt non è sopravvissuta al viaggio, ma qualcun altro sì: Ripley porta dentro di sé un alieno…

David Fincher realizza un film carico di tensione, in cui la soggettiva del mostro che insegue le sue prede diventa lo sguardo di un osservatore esterno su un progresso umano che manca di moralità. Siamo in un futuro che ci rende capaci di viaggiare nello spazio eppure, anziché riabilitare i criminali, li isoliamo in una colonia penale dalla quale non faranno ritorno.

Ripley, simbolo di ciò che di buono ancora ci resta, finisce lì perché è anche lei condannata. Inesorabilmente. Sa di non poter rischiare una contaminazione e, quando si trova faccia a faccia con l’alieno nella colonia penale, sa anche di essere portatrice di una Regina.

Il tempo stringe, Ripley deve assicurarsi che la Compagnia non riesca a mettere le mani sull’alieno. E c’è solo un modo…

Nonostante gli elementi positivi che contiene, il film è stato rinnegato da Fincher. Nel 2009 ha dichiarato

Ad oggi, nessuno lo odia più di me.

Chiamando in causa continue interferenze da parte dei produttori, richieste di rigirare il materiale e una sua esclusione dal montaggio (che richiese oltre un anno), il regista di Se7en non ha più voluto parlare di Alien³.

Tanto che, quando uscì in home video la Alien Quadrilogy (nel 2004), rifiutò di inserire il proprio commento al Director’s Cut contenuto nel cofanetto. Anche perché non si considerava affatto rappresentato da un montaggio che portava il nome del regista ma non, di fatto, le sue idee.

Va anche ricordato che Fincher non fu la prima scelta. Il progetto di Alien³ venne abbandonato da altri due registi, prima di lui, Renny Harlin (58 minuti per morire) e Vincent Ward (Al di là dei sogni) e i costi lievitarono. Anche perché questo era il primo film a essere girato sia negli studi inglesi che in quelli californiani, a Los Angeles.

La genesi del terzo capitolo, quindi, è stata laboriosa e sofferta. Forse perché prevedeva di concludere definitivamente, con la morte della protagonista, una saga molto amata dal pubblico… E infatti prontamente riesumata con un sequel decisamente migliore di questo.

Alien - La clonazione (1997)

Regia: Jean-Pierre Jeunet

Sceneggiatura: Joss Whedon

Durata: 109’ (116’ per la Special Edition)

Joss Whedon viene chiamato al difficile compito di resuscitare Ellen Ripley e lo fa con una delle battute più amate dell’intera saga, durante un breve dialogo con Johner (Ron Perlman).

- Ehi Ripley, ho sentito che ti sei già imbattuta i questi cosi...

- Esatto.

- Fantastico! Allora, sentiamo: come hai risolto?

- Sono morta.

Due secoli dopo la sua morte, Ripley viene riportata in vita - dopo numerosi tentativi falliti, che rappresentano l’immancabile parte di denuncia su rischi e limiti morali della tecnologia nella saga - come un ibrido umano-alieno. Il suo sangue è acido e gli alieni non la attaccano. Anzi, uno di loro la considera addirittura della famiglia.

Ricco di battute, azione e riferimenti irriverenti ai film che l’hanno preceduto, La clonazione (titolo originale Alien: Resurrection) esce nelle sale USA il 20 novembre del 1997 e in quelle italiane il 27 febbraio del 1998.

A fronte di un budget di 75 milioni di dollari, ne incassa oltre un terzo solo nel primo weekend e arriva alla cifra totale di 161 e rotti.

Le tematiche classiche della saga sono presenti e torna un androide (interpretato da Winona Ryder), ma stavolta per riabilitare gli umani sintetici. Call - questo il suo nome, niente lettere "sh" da qui in poi - finirà per aiutare Ripley nella lotta contro i mostri che la maledetta Compagnia (cambia nome e proprietari, ma mai scopo) insiste nel voler usare come arma.

Dopo l’iniziale rifiuto a riesumare il suo personaggio più famoso, Sigourney Weaver cedette - senza farne mistero con la stampa - grazie al sontuoso cachet che le venne offerto: 11 milioni di dollari. Praticamente l’intero costo del primo Alien.

Ma fu anche la scena in cui Ripley si trova faccia a faccia con ciò che resta dei precedenti tentativi di clonazione a convincere l’attrice: la scena più significativa di Alien 4 rappresentava un’occasione irripetibile per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’orrore del voler riprodurre qualcosa di unico, un essere umano.

Ambientato nel 2379, il film prevedeva fin dalla sceneggiatura che a interpretare il Dottor Wren fosse Bill Murray, che sarebbe tornato a recitare accanto a Sigourney Weaver dopo Ghostbusters. Ma l’attore rifiutò il ruolo.

La scena più difficile e complessa da girare è quella in cui i sopravvissuti devono attraversare una larga pozione della nave che è finita sommersa dall’acqua.

Winona Ryder, che non andava sottacqua dall’età di 12 anni, quando rischiò di affogare per un incidente, ebbe un attacco di panico il giorno in cui doveva girare la scena. Anche Ron Perlman ebbe difficoltà e dovette essere soccorso durante le riprese.

Come David Fincher prima di lui, anche Joss Whedon ha rinnegato il suo lavoro per uno dei film della saga.

Nelle sue intenzioni, infatti - e lo dimostra la quantità di battute inserite - il film avrebbe dovuto avere un tono ironico e scherzoso. Ma il regista ordinò al cast di interpretare ogni ruolo in maniera più seria. Whedon, in seguito, scrisse la sua Firefly (la serie che sarebbe sfociata nel film Serenity) usando esattamente il tono e l’atmosfera carica d’ironia che avrebbe voluto per La clonazione.

Prometheus (2012)

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: Damond Lindelof e Jon Spaihts

Durata: 124’

Prometheus è il film più costoso della saga (un budget stellare di 130 milioni di dollari), ma anche quello che ha incassato di più: oltre 403 milioni.

Girato fra l’Inghilterra, il Canada e la Spagna, il prequel di Alien vede il ritorno di Scott alla regia e un cast sontuoso. Visto che è ambientato prima della sua nascita, per la prima volta Ellen Ripley lascia il posto ai personaggi interpretati da Noomi Rapace, Michael Fassbender, Charlize Theron, Idris Elba e Guy Pearce.

La storia, immancabilmente, ruota attorno alle tematiche classiche della saga: mentre cercano le origini della vita umana durante una ricerca, alcuni scienziati trovano invece le origini di un’altra specie. Una così pericolosa da rischiare di sterminare tutte le altre…

Il titolo Prometheus  è stato scelto da Ridley Scott perché si lega alla storia della creazione, degli dei e dell’uomo che si è levato contro di loro. Il richiamo alla mitologia classica ci porta alla storia di Prometeo, servitore immortale degli dei, che rubò il fuoco e ne fece dono agli uomini… Trasformandoli in creature pericolose per gli stessi dei e cambiando per sempre la storia dell’umanità.

Nel film, Michael Fassbender interpreta con grande efficacia il ruolo dell’androide David. L’attore ha dichiarato di aver studiato gli androidi di Blade Runner, film che ha più volte chiamato in causa sottolineando i legami fra i due film di Scott, e in seguito sottolineando come Covenant si possa per molti versi considerare un sequel di Blade Runner.

Per quanto riguarda il resto del cast, il ruolo della protagonista femminile Elizabeth Shaw avrebbe dovuto essere interpretato da Charlize Theron, che dovette rinunciarvi per via di precedenti impegni che non s’incastravano con le riprese. In seguito l’attrice Premio Oscar si liberò, ma il personaggio di Elizabeth era già stato assegnato a Noomi Rapace (conosciuta soprattutto per Uomini che odiano le donne) e la Theron dovette ripiegare sul ruolo di Meredith Vickers.

Veniamo infine all’alieno: lo xenomorfo che aveva contribuito a fare la fortuna di Alien, per precisa volontà di Scott non compare in Prometheus. Trattandosi di un prequel, il regista voleva che l’alieno avesse le sembianze di un antenato della creatura incontrata da Ripley, per sottolineare il processo evolutivo che l’aveva riguardato: viene dunque mostrato il cosiddetto Deacon, la cui "nascita" mette contemporaneamente fine alla razza degli Ingegneri.

Ma i fan della saga, che si aspettavano di rivedere le creature come le conoscevano, protestarono al punto che subito dopo l’uscita del film, Scott decise che in Covenant - il secondo prequel che aveva già in mente - l’alieno sarebbe stato quello che tutti conoscevano fin dal 1979.

La prima versione della sceneggiatura di Prometheus venne scritta da Jon Spaihts (Passengers, Doctor Strange). Ridley Scott, però, non era completamente soddisfatto e contattò Damon Lindelof per chiedere alcuni consigli su come migliorare il copione. Finì che Lindelof venne ingaggiato per riscriverlo da zero, ma ci vollero altre quattro versioni prima che il regista e la produzione fossero soddisfatti del lavoro, firmato sia da Spaihts che da Lindelof.

Alien: Covenant (2017)

Regia: Ridley Scott

Sceneggiatura: John Logan e Dante Harper

Durata: 122’

Uscito in Italia l’11 maggio del 2017, il secondo prequel di Alien è costato 97 milioni di dollari e ne ha incassati ai botteghini USA solamente 72. Ma nel resto del mondo, le entrate sono state più generose e il film è arrivato a incassare oltre 240 milioni di dollari.

Girato fra l’Australia e la Nuova Zelanda, Alien: Covenant venne annunciato alla fine del 2015 da Ridley Scott, che dichiarò di avere in mente una trilogia di prequel che avrebbero portato direttamente ai fatti narrati nel primo Alien.

Il terzo titolo della trilogia è Alien: Awakening, che Scott aveva intenzione di mettere in lavorazione proprio in quel periodo, per posticiparlo poi a data da destinarsi. 

Covenant è stato il primo film della saga a ottenere un’accoglienza poco entusiasta sia da parte della critica che da parte dei fan, come dimostrano i dati sugli incassi.

Probabilmente, la ragione va ricercata nella struttura stessa della sceneggiatura, costruita attorno al personaggio di David (Michael Fassbender) - di cui Scott era entusiasta - piuttosto che alla mitologia sugli xenomorfi o sugli eventi che avrebbero poi portato ai fatti del primo film.

Non a caso, emerse in seguito che il primo trattamento del soggetto - un abbozzo di sceneggiatura intitolato Paradiso perduto - si concentrava maggiormente sui temi più vicini a Prometheus, mentre in seguito la trama venne sviluppata accantonando le informazioni sulla razza aliena per concentrarsi sugli Ingegneri e le origini dell’umanità.

Ridley Scott voleva esplorare nuovi aspetti dell’universo che aveva creato negli anni ’70, ma ottenne delle reazioni negative da parte dei fan della saga e decise di modificare la sua idea. Ciononostante, Covenant non risultò molto gradito al pubblico.

Se Alien era ambientato nel 2122, Covenant ha luogo nel 2104. Dieci anni dopo gli eventi di Prometheus. Il che significa che, se Awakening verrà realizzato, narrerà fatti a ridosso dell’avventura della nave Nostromo.

Michael Fassbender interpreta un doppio ruolo: l’androide David (numero 8 della sua serie) e Walter, un androide dalla tecnologia molto più avanzata che ha il compito di fornire assistenza all’equipaggio della Covenant.

Alien e Predator: il crossover

L’idea di mettere a confronto due razze aliene è di vecchia data e nasce dal fumetto della Dark Horse Comics - che ha creato poi tutto un AlienVerse non canonico - del 1990 intitolato, appunto, Alien vs Predator.

In base all’ordine cronologico degli eventi narrati, ho inserito Predator 2 prima dei due crossover nell'ordine suggerito per la visione dei film, perché è la prima pellicola in cui c’è un richiamo alla presenza degli xenomorfi (con un teschio nella nave spaziale). Seppur minimo, l’indizio lega la trama di Predator a quella di Alien.

AVP: il fumettoMagicPress
AVP: uno dei numeri più apprezzati del fumetto Alien vs. Predator

Alien vs. Predator (2004)

Regia: Paul W.S. Anderson

Sceneggiatura: Paul W.S. Anderson

Durata: 101’ (109’ per la Unrated Edition)

La lavorazione del primo film di questo crossover/spinoff rimase in sospeso per quasi 12 anni.

Dopodiché, purtroppo, entrò in produzione. E scrivo purtroppo perché, se già il sequel di Predator (ma anche il primo film) aveva un impianto narrativo che apriva la strada a puri action-movie basati sulla forza dell’alieno, che si prestava al combattimento già a partire dalla sua prima apparizione cinematografica, la saga di Ridley Scott era di ben altra pasta.

Mescolandole, si è portato tutto allo stesso livello (basso, molto, per entrambi).

Costato 60 milioni di dollari, il film ne ha incassati quasi 40 nel weekend d’apertura negli USA, arrivando a un totale di 172 milioni in tutto il mondo.

Tutto sommato però, nonostante le critiche negative anche da parte dei fan, il film “fracassone” non è stato un fiasco come si potrebbe pensare.

C’è anche l’italiano Raoul Bova nel cast, mentre Arnold Schwarzenegger - che avrebbe dovuto riprendere il suo ruolo in Predator - rinunciò perché vinse le elezioni, diventando Governatore della California e mettendo da parte il cinema.

Alien vs. Predator uscì in Italia il 19 novembre del 2004, oltre tre mesi dopo l'uscita nella sale USA (il 13 agosto).

Alien vs. Predator 2 (2007)

Regia: Colin e Greg Strause

Sceneggiatura: Shane Salerno

Durata: 94’ (102’ per la Unrated Edition)

Costato 40 milioni di dollari, si ripaga i costi incassandone 41 ai botteghini USA. Il guadagno arriva invece dal totale dei 129 conquistato ai botteghini di tutto il mondo.

Scritto da Shane Salerno (Armageddon, Avatar 2 - attualmente in lavorazione), il film mette di fronte i due guerrieri alieni in una cittadina del Colorado, i cui abitanti devono trovare il modo di sopravvivere all’arrivo degli spietati combattenti.

Intitolato in originale Alien vs. Predator: Requiem, il film è un sequel strettamente legato agli eventi del primo film (entrambi ambientanti nel 2004) e mostra per la prima volta il pianeta originario di Predator - soprannominato Wolf dai registi in onore al personaggio di Harvey Keitel in Pulp Fiction. Uno chiamato a ripulire dopo il caos, insomma.

Nonostante il nobile confronto con il capolavoro di Tarantino, almeno nella mente dei fratelli Strause, il film ottenne pessime recensioni e fu considerato di gran lunga inferiore al primo capitolo, che già di suo non si distingueva come capolavoro cinematografico.

Sembrava che questo avrebbe messo a riposo l’idea di sviluppare un terzo sequel, e invece… Si vocifera da anni di un possibile sequel, stavolta realizzato con criterio per risollevare le sorti del franchise, ma finora il film non è mai stato messo in pre-produzione. Non c’è nulla di ufficiale, se non il fatto che l’idea è stata accantonata, ma non ancora completamente abbandonata.

L’ordine in cui guardare i film

Come riportato nell'introduzione al crossover Alien vs. Predator, per completezza ho inserito Predator 2 prima dei due film.

  • Prometheus
  • Alien: Covenant
  • Alien
  • Aliens
  • Alien³
  • Alien - La clonazione
  • Predator 2
  • Alien vs. Predator
  • Alien vs. Predator 2

Il film cancellato e il futuro della saga

Lo xenomorfo nella saga di AlienHD20th Century Fox
Alien: lo xenomorfo della saga

Prima dei due prequel realizzati da Scott, l’idea era di proseguire la saga con un nuovo sequel. Joss Whedon, sceneggiatore del quarto film, scrisse un soggetto in cui l’ambientazione principale era la Terra. Sigourney Weaver fece sapere che l’idea non la convinceva e che non aveva intenzione di prendervi parte.

Tempo dopo fu la volta di James Cameron, che abbozzò la sceneggiatura di un quinto film che piaceva a Scott e al quale pensava fin dai tempi di Aliens. Anche Sigourney Weaver, con la quale Cameron aveva parlato dell’idea sul set, pensava che il progetto fosse interessante.

Alien 5, nella mente di Cameron, nasceva con un nuovo film che avesse Ripley per protagonista e che si legasse direttamente agli eventi di Aliens. In buona sostanza, Alien³ e La clonazione venivano trattati come se non fossero mai esistiti e la storia ripartiva dal lancio della capsula di salvataggio con Ripley e Newt.

Sulla carta, tutti erano entusiasti della nuova proposta e sembrava che il film si sarebbe fatto. Fu la produzione a cancellarlo, preferendo puntare sul progetto di Ridley Scott di raccontare le origini della saga con un prequel. Scott ci lavorava fin dal 2002, ma l’aveva accantonato per dedicarsi agli altri suoi lavori.

Nello stesso periodo venne annunciata la realizzazione del primo crossover con Predator e James Cameron dichiarò che la sua idea non era più applicabile a una saga che sarebbe stata trasformata in qualcosa che non avrebbe mai dovuto essere.

Non c'era bisogno di aver diretto uno dei più apprezzati film della saga per intuirlo: fu così, e il progetto del suo sequel morì insieme ai crossover.

Dopo la realizzazione del secondo prequel, Covenant (e del secondo crossover), nel 2018 è stato annunciato un nuovo film, Alien: Awakening, la cui realizzazione è però ancora incerta.

Ridley Scott torna alla regia con l’intento di dirigere un sequel di Covenant, e quindi un altro prequel di Alien.

Al momento sappiamo solo che la trama ruoterebbe attorno al piano di vendetta elaborato da alcuni sopravvissuti, scampati al genocidio voluto da David, per fermare l’androide una volta per tutte. Si tratterebbe degli Ingegneri, citati per la prima volta in Prometheus e noti per essere i progenitori degli esseri umani.

La battaglia fra David e gli Ingegneri si dovrebbe svolgere su un pianeta che conosciamo bene: LV-426, ovvero il luogo in cui Ripley s’imbatte per la prima volta nella letale razza degli xenomorfi.

Per chiudere questo lungo speciale, ecco una curiosità su un film che non è un sequel ma sfruttava il titolo per sembrarlo.

La locandina di Alien 2 sulla TerraHDMinerva Pictures
Alien 2 - Sulla Terra: la locandina originale del film

Alien 2 - Sulla Terra (Alien 2: On Earth) venne realizzato dall’italiano Ciro Ippolito con lo pseudonimo di Sam Cromwell per attirare il pubblico verso il suo b-movie in cui una navicella spaziale di rientro da una missione porta sulla Terra una razza aliena in grado di entrare nel corpo delle persone per farle esplodere.

Nonostante il titolo, bastò la prima proiezione con il passaparola - era il 1980 - a scoraggiare altri spettatori dall’andare a vederlo al cinema.

Ippolito aveva fatto un’operazione furba, consentita e senza alcun rischio perché il titolo del primo film di Scott non venne registrato e non aveva dunque copyright.

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