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La paranza dei bambini: il film tratto dal romanzo di Saviano è in concorso al Festival di Berlino

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Il film, in arrivo nelle sale italiane il 13 febbraio, è la storia cruda e violenta dell'ascesa di un gruppo di giovanissimi criminali.

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La paranza dei bambini va alla conquista della Berlinale! Il film tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano (edito da Feltrinelli) sarà presentato in concorso alla 69esima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino (dal 7 al 17 febbraio).

Un grande orgoglio per il regista Claudio Genovesi (Fiore), che ha girato il film a Napoli la scorsa estate, con un cast di giovanissimi attori non protagonisti.

Francesco Di Napoli (Nicola), Artem Tkachuk (Tyson), Alfredo Turitto (Biscottino), Ciro Vecchione (O’Russ), Ciro Pellecchia (Lollipop), Mattia Piano Del Balzo (Briatò) sono i membri della paranza, un gruppo di fuoco legato alla Camorra.

Sono adolescenti di Forcella, guaglioni che spacciano per il capozona di una famiglia camorrista, per fare i soldi e ostentarli, per conquistare il lusso ed essere invidiati dagli uomini della città.

La locandina del film La paranza dei bambiniHDVision Distribution

Il desiderio di Nicola, capo della paranza, è però quello di comandare, di avere il potere su una piazza tutta sua, ed è per manifestare la sua forza che comincia una sua attività criminale, fatta di rapine e minacce. Affiancato dagli amici paranzini, Nicola si lascia presto trascinare nella ferocia della malavita.

Nel trailer vediamo sfrecciare i ragazzini in sella agli scooter, armati di pistole semiautomatiche con cui si esercitano a sparare, mirando alle antenne sui tetti. Alle scene più violente si sovrappongono quelle spensierate di un adolescente qualsiasi, che si diverte alle giostre insieme alla sua ragazza.

Doppie vite, in cui convivono l'innocenza di un 15enne e la violenza spietata di un criminale, un contrasto messo in risalto dalla canzone scelta come sottofondo al trailer: No surprises dei Radiohead, una melodia dolce su cui Thom Yorke canta un testo duro, che è una critica alla società di oggi che soffoca le persone con desideri futili che conducono all'annientamento.

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