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Sekiro: Shadows Die Twice, Miyazaki spiega la meccanica di resurrezione

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Hidetaka Miyazaki, a capo di From Software e autore della serie Dark Souls, ha approfondito la conoscenza con alcuni aspetti della sua prossima opera, Sekiro: Shadows Die Twice.

Un'immagine di gioco da Sekiro: Shadows Die Twice, il nuovo gioco di From Software Activision

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Sekiro: Shadows Die Twice è uno dei videogiochi più attesi di quest'anno e, nel corso del Taipei Game Show, il direttore Hidetaka Miyazaki ha approfondito la conoscenza con alcuni aspetti del suo prossimo titolo – che dovrà raccogliere l'eredità di successi come la serie Dark Souls e l'esclusiva PlayStation 4 Bloodborne.

Tra gli argomenti affrontati dall'autore, che questa volta vuole portarci nell'era Sengoku in Giappone, anche la particolare meccanica di resurrezione che consentirà al giocatore di ingannare la morte (ma limitatamente), oltre ai finali multipli che sarà possibile sbloccare.

Rinascere in Sekiro: Shadows Die Twice

Dopo aver anticipato i primi dettagli qualche tempo fa, Miyazaki è tornato sulla questione della resurrezione all'interno del gioco, che si chiamerà sistema Kaisei. Secondo l'autore, la sua introduzione è stata utile per evitare che i ritmi del gioco rallentassero eccessivamente, diventando poco godibili. Dal momento che Sekiro rappresenterà un'ardua sfida per i giocatori, dover ricominciare sempre dallo stesso punto dopo una morte poteva diventare un freno eccessivo: qui, inizia quindi a risultare utile il sistema Kaisei.

Come spiegato da Miyazaki:

Questo è un gioco estremamente difficile. Le battaglie tra i diversi ninja, così come noi le abbiamo immaginate, prevedono che in qualsiasi momento ci sia il rischio di rimanere uccisi – la tensione sarà costante e porterà il giocatore a rimanere seduto sull'orlo della sua sedia, di battaglia in battaglia.

Per riuscire a ottenere questo risultato, abbiamo finito con il creare un videogioco nel quale il giocatore muore per parecchie volte. Se si muore troppo spesso, però, i ritmi di gioco diventano poco apprezzabili – è una cosa che accade, quando il giocatore continua a iniziare ancora e ancora sempre dallo stesso punto. Per avere la possibilità di realizzare delle battaglie con un buon tempismo e che trasmettano la tensione di poter morire costantemente, abbiamo pensato al sistema Kaisei, grazie al quale è possibile ripartire dal punto in cui si è morti.

Un combattimento in Sekiro: Shadows Die TwiceHDActivision
Il braccio protesico del protagonista sarà la vostra arma in più in Sekiro: Shadows Die Twice

Sebbene Miyazaki abbia anticipato che non ci saranno penalità per i giocatori che decideranno di risorgere, la meccanica avrà comunque delle limitazioni (e potrebbe essere frenata a due soli usi). Per utilizzarla, ad esempio, dovrete avere a disposizione dei punti e delle risorse. Non sarà inoltre possibile servirsene "a raffica", poiché dovrà essere trascorso un certo tempo tra un respawn e un altro. Miyazaki ha voluto approfondire la questione:

Appare evidente che, se si potesse semplicemente rinascere in qualsiasi momento e senza limite, non ci sarebbe più alcuna tensione negli scontri del gioco. Per questo motivo, abbiamo deciso di limitare il numero di volte in cui si può usare il sistema Kaisei, facendo in modo che esaurisca delle risorse. Oltretutto, se avete usato la meccanica da poco, non sarà possibile utilizzarla subito di nuovo – anche se si avrebbero a disposizione i punti e le risorse per farlo. Non vi consentiremo di continuare a morire e rinascere sempre nello stesso punto.

I titoli di From Software hanno la fama di essere estremamente impegnativi e difficili da completare e, assicura Miyazaki, anche Sekiro: Shadows Die Twice non farà eccezione. Secondo il direttore, infatti, l'introduzione del sistema Kaisei non è stata pensata per rendere le cose più semplici, ma ha anzi consentito agli sviluppatori di essere ancora più severi che in passato nel design del titolo:

Abbiamo dovuto fare molta attenzione a non sbilanciare il gioco, con il sistema Kaisei. A dire il vero, abbiamo anche usato questo sistema per avvantaggiarci noi stessi, perché ci ha dato un'ottima scusa: se il giocatore ha la possibilità di risorgere, allora noi possiamo creare un gioco che sia ancora più difficile, no?

Già in precedenza, l'autore giapponese aveva dichiarato che i giocatori non devono affatto aspettarsi un titolo più facile dei precedenti – ma, anzi, Sekiro sarà probabilmente ancora più difficile.

Lo stile del ninja e i finali multipli

Sekiro, come rivelato da Miyazaki, è nato dal suo desiderio di realizzare un videogioco con protagonista un ninja. Avere un personaggio di questa tipologia influenza, ovviamente, anche le meccaniche di gameplay del prodotto, che offrirà, tra le altre, delle logiche da stealth game.

L'autore ha però voluto precisare che non sarà possibile giocare interamente l'avventura in modo furtivo, con queste fasi che devono essere vissute, piuttosto, come preparatorie alle battaglie, che saranno il cuore pulsante dell'esperienza:

Nel nostro caso, gli elementi furtivi sono posizionati in vista di una battaglia. Il gioco dipende da come il giocatore deciderà di sfruttarli a suo vantaggio. Avremmo potuto realizzare un titolo nel quale procedere senza farvi vedere è la risposta giusta ed essere individuati è quella sbagliata, come succede negli stealth game, ma nel nostro, prima o poi, si arriva a uno scontro. Possiamo dire che le fasi furtive sono più che altro legate a come sceglierete di avvantaggiarvi della possibilità di passare inosservati, in vista del prossimo scontro.

Per quanto riguarda, invece, la possibilità di avere finali multipli, l'autore ha confermato che ci saranno e ha assicurato, purtroppo senza specificare ulteriori dettagli, che saranno fortemente legati alla storia del gioco.

Un'immagine da uno dei suggestivi scenari di Sekiro: Shadows Die TwiceHDActivision
Sekiro: Shadows Die Twice punterà forte anche sull'esplorazione, assicura Miyazaki

La vendetta dello shinobi

Sekiro: Shadows Die Twice sarà ambientato nel corso del Sedicesimo Secolo e consentirà al giocatore di vestire i panni di uno shinobi decaduto. Il prode guerriero ha infatti subito un attacco dai rivali che lo hanno ferito e, credendolo morto, hanno rapito il suo signore. Ancora vivo ma privo di un braccio che sarà sostituito da una protesi, il protagonista dovrà conquistare la sua rivalsa e mettere in salvo il suo signore, tenendo fede al giuramento di proteggerlo e riabilitando il suo onore.

From Software ha già anticipato che il gioco sarà caratterizzato da imponenti boss fight, come da tradizione nelle sue produzioni, che spingeranno l'utente a ingegnarsi e sfruttare pienamente le meccaniche messe a sua disposizione. In tal proposito, gli sviluppatori hanno anche rivelato che ci saranno dei brevi tutorial, il cui intento non è quello di minare il senso di scoperta: si punta, invece, a rendere il giocatore pienamente consapevole di tutti i mezzi di cui potrà servirsi per affrontare il gioco, per evitare che qualcosa non venga colto e rimanga quindi nell'ombra.

È stato anche confermato che le battaglie saranno fortemente dinamiche e intelligenti, poiché Miyazaki vuole che il giocatore le percepisca come veri e propri duelli, piuttosto che un semplice premere il tasto di attacco fino a quando la vita del nemico non si esaurisce.

La software house giapponese punterà sicuramente forte anche sulla narrativa, visto che ha anticipato che per la prima volta in uno dei suoi videogiochi souls-like il protagonista parlerà.

Le boxart su console di Sekiro: Shadows Die TwiceActivision

Sekiro: Shadows Die Twice è atteso su PC, PS4 e Xbox One per il prossimo 22 marzo 2019. Siete già pronti ad accogliere la nuova sfida di Hidetaka Miyazaki e del suo team di spietati sviluppatori?

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