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Il professore cambia scuola, la recensione: la commedia francese sa parlare al cuore (della scuola)

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Grazie a una strepitosa performance attoriale di Denis Podalydès, Il professore cambia scuola è l'ennesima commedia francese tra i banchi di scuola a risultare divertente e incisiva nel raccontare la Francia di oggi. La recensione.

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Ci risiamo. L'anno cinematografico è appena cominciato e mi ritrovo qui, di fronte all'ennesima commedia francese ottimamente scritta e diretta, capace non solo di far ridere lo spettatore di e con il protagonista, ma anche e soprattutto di offrire uno spaccato sociale tutto da considerare, impreziosendo una commedia brillante e tagliente con una riflessione sulla società contemporanea francese. 

Non è un unicum, anzi: la commedia francese raramente delude o instupidisce proprio perché il suo scopo va quasi sempre oltre il far ridere e irridere qualcuno, lasciando allo spettatore non solo un paio di ore di divertimento, ma anche un quesito o una riflessione sociale ben più memorabili. Siamo a distanze siderali dalla produzione comica nostrana, che fatica enormemente ad esprimere un minimo singulto di contenuto nobile, appoggiata com'è a tutto uno scenario di stereotipi, contraddizioni sociali, tematiche precostruite. Con un paio di rare eccezioni, la nostra commedia all'italiana si è ridotta a seguire questo canovaccio precostruito, senza mai sfidarlo, senza mai rompere gli schemi. 

Denis Podalydès in Il professore cambia scuolaHDEmme cinematografica
Sotto l'atteggiamento tronfio, Denis Podalydès nasconde un animo pieno di preconcetti e insicurezze

Basta guardare al film di Olivier Ayache-Vidal, erede di una ricchissima tradizione di pellicole francesi dedicate al mondo della scuola, per farsi venire il magone facendo un confronto. Ispirato del cinema verboso e disordinato, vicino alla realtà di registi come Celine Sciamma e Abdellatif Kechiche, Il professore cambia scuola è l'ennesima commedia scolastica che ha come padre nobile il superbo La classe, una meritatissima Palma d'Oro vinta da Laurent Cantet nel 2008. Quel lungometraggio francese ha segnato il punto più alto di questo filone naturalista nella confezione, attento al sociale nei contenuti. Senza mai risultare noioso o moralizzante.

Dalla Parigi bene alla periferia multietnica

Il professore di lettere François Foucault (Denis Podalydès) lo conosciamo per la prima volta tra i banchi di scuola di un liceo altolocato della Parigi bene, nel pieno centro della città. Sta riconsegnando i temi alla sua classe, con un rituale così cinico e crudele da sfiorare il sadismo. Si aggira tra i banchi, fa piovere insufficienze gravi (con molteplici 2, 3 e 4), correlate da una frase caustica dedicata a ciascuno dei suoi studenti, volta a disprezzarli e mortificarli. Tronfio e sicuro di sé sulla cattedrale, al primo pranzo di famiglia François rivela la sua vera, più pavida natura: è un uomo colto ma oscurato dall'ombra proiettata dal padre, brillante e acuto scrittore noto a livello nazionale. 

Single e rude, François sembra alla ricerca di compagnia femminile. Durante una festa letteraria tra nomi di livello in cui viene costantemente etichettato come "il figlio di", François conosce una dirigente del Ministero della cultura e non perde occasione per mettersi in mostra. Peccato che i suoi discorsi altamente teorici sull'insegnamento nelle periferie vengano presi alla lettera e si ritrovi di fronte al ministro in persona, costretto ad accettare il trasferimento di cattedra per un anno in un liceo di periferia.

Una scena di Il professore cambia scuolaHDEmme cinematografica
La sequenza a Versailles è un ottimo esempio di come il film reagisca positivamente alla vitalità degli studenti di periferia

Multietnico e confusionario, il mondo della periferia risulta incomprensibile a François. Qui scopre ben presto che l'autorità esercitata sugli studenti della Parigi bene (rassegnati a subirne le bizze per proseguire il percorso di studi) va ricostruita passo dopo passo. Ci sono colleghe che piangono perché incapaci di farsi rispettare, docenti che gli suggeriscono la mano pesante e il continuo spettro dei provvedimenti disciplinari per tenere in riga i ragazzi. La percentuale di espulsioni è altissima, l'abbandono scolastico una realtà da non sottovalutare. 

Dopo aver ricevuto un paio di lezioni memorabili dai ragazzi, François capisce di essere innanzitutto lui ad aver bisogno di cambiare per comunicare con loro, trasformando Il professore cambia scuola in un grande racconto di formazione sì, ma quello di un professore. 

Parlare di scuola, parlare di futuro

Anche se la verve comica di Denis Podalydès - la vera anima del film, a cui si devono molte delle improvvisazioni divenute scene madri della pellicola - risulta un po' smorzata nel doppiaggio, è chiarissimo come questa commedia viva della sua performance. Ridicolmente pomposo sin dal nome, François Foucault è un personaggio che riesce ad abbattere sia lo stereotipo del professore bianco, ricco, pieno di preconcetti rispetto alla periferia multietnica e senza filtri, sia quello del docente coraggio, martire per i suoi studenti. 

Una scena tra i banchi in Il professore cambia scuolaHDEmme cinematografica
Oltre a far ridere, Denis Podalydès è in grado di trasmettere un genuino amore per l'insegnamento

Il professore cambia scuola racconta soprattutto la sua di parabola, alla scoperta di sé stesso e della vitalità talvolta rabbiosa di un mondo lontano dall'attenzione dell'establishment. Occorrerà gran parte del film al protagonista per intuire come dietro i bei discorsi e le buone intenzioni ci sia un sistema disegnato per far fallire gli studenti di periferia, convincendoli di essere stupidi o problematici ancor prima che si siedano in classe. 

Non servono grandi parole o gesti a Il professore cambia scuola per fare bene. La perfezione autoriale di La Classe e soci è lontana, ma al film basta azzeccare un paio di scene (su tutte quella del selfie a Versailles) per fare bene e consegnare il proprio messaggio allo spettatore. Una volta selezionato Denis Podalydès come protagonista, gran parte del lavoro era fatta. 

Ci ritroviamo quindi a farci la solita domanda: quando vedremo una pellicola del genere in Italia? Da noi la scuola è quasi sempre uno sfondo per commedie romantiche o film melodrammatici sui drammi interiori degli adolescenti. Eppure è emblematico dell'attitudine mentale di un Paese quanto pensi ai suoi giovani e al suo futuro. Non passa anno in Francia senza che almeno un paio di pellicole di questo tipo arrivino anche da noi. Non mancano mai commedie e film drammatici che riflettono sul ruolo sociale di docenti, medici di campagna, che esplorano le difficoltà della vita nel grande entroterra agricolo, lontano dall'unicum parigino. Pensando a come potrebbe venire distorta una pellicola simile per farla rientrare nella grassa risata della commedia di stereotipi italiana si prova un po' di scoramento per un Paese che non ha attenzione verso i propri giovani e il proprio futuro. 

Una scena con gli studenti di Il professore cambia scuolaHDemme cinematografica
Il professore cambia scuola sa raccontare i patemi amorosi non solo dei giovani protagonisti, ma anche del loro irrigidito insegnante

Il professore cambia scuola sarà nelle sale italiane a partire dal 7 febbraio 2019. 

Voto7,5/10

Guidata dalla performance di uno strepitoso Denis Podalydès, questa commedia scolastica risulta brillante, accattivante ma soprattutto capace di raccontare la realtà francese fuor di stereotipo.

Elisa Giudici

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