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Gangs of New York: il film di Martin Scorsese tra verità e finzione

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Boss Tweed, Bill il Macellaio e Amsterdam Vallon sono esistiti veramente? E il quartiere dei Five Points era davvero il più pericoloso della città? È tempo di scoprire se Gangs of New York è un film storicamente accurato.

Una scena tratta da Gangs of New York Miramax

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Gangs of New York è un film crudo, pieno di sequenze da ricordare e personaggi carismatici. La pellicola di Martin Scorsese parla di un’America in tumulto, dove le tensioni razziali e quelle della Guerra Civile erano all’ordine del giorno. In una lotta senza quartiere tra bianchi, neri, immigrati irlandesi e politicanti corrotti, si sviluppa una storia con un cast di stelle, a partire da Leonardo DiCaprio e Daniel Day-Lewis, senza contare Cameron Diaz e Liam Neeson.

Ma il film di Scorsese, per quanto spettacolare, è anche storicamente accurato? Sfruttando l’analisi di ReelRundown, è possibile distinguere i dettagli reali da quelli fittizi.

Quella di Gangs of New York è una storia vera?

Sebbene Scorsese si sia preso delle più che comprensibili licenze poetiche, la maggioranza degli eventi descritti in Gangs of New York è basata su fatti e personaggi che hanno un qualche riscontro nella realtà. Il film è basato sull’omonimo libro di Herbert Asbury pubblicato nel 1928: rispetto alla controparte cartacea, però, la pellicola include scene più cruente. Il quartiere dei Five Points, ad esempio, era sì una zona violenta ma probabilmente non la più pericolosa della città e, se alcuni personaggi apparsi nel film sono realmente esistiti, altri sono la somma di differenti figure storiche.

Il quartiere dei Five Points è esistito veramente?

L’area dei Five Points è stata costruita su quello che in precedenza veniva chiamato Collect Pond. Si trattava di una sorgente di acqua destinata al fabbisogno della città. Intorno a quest’area sorsero numerose fabbriche che, come conseguenza della loro attività, iniziarono a inquinare pesantemente le acque. Con l’inquinamento in forte aumento e il rigetto delle possibili soluzioni di bonifica, si scelse di riempire lo specchio d’acqua con la terra. L’opera, però, fu realizzata in maniera errata e come risultato si ottenne un’area in cui malattie e sporcizia potevano proliferare facilmente.

Nessuno voleva più vivere nell’area, ad eccezione dei più poveri tra i poveri, ovvero gli immigrati irlandesi, che durante il periodo tra il 1845 e il 1852 iniziarono a insediarsi definitivamente nel quartiere.

Una curiosità: i Five Points erano costituiti esattamente dai punti indicati da Bill nel film: “Mulberry Street...Worth...Cross e Orange...e Little Water”. Oggi, la stessa area è inclusa indicativamente tra Chinatown e il Distretto finanziario della Grande Mela.

Bill Il Macellaio è un personaggio reale o immaginario?

Bill Cutting è basato sul personaggio di William Poole, conosciuto proprio con il soprannome di Bill Il Macellaio. Ci sono, però, alcune differenze nella storia personale dei due. Cutting, nel film, sopravvive alla Guerra Civile e partecipa ai disordini del 1863, mentre Poole morì nel 1855. Il film e la realtà convergono su un particolare: Bill Il Macellaio era veramente in conflitto con gli immigrati irlandesi e in special modo con la gang dei Conigli Morti.

La morte di William Poole, però, è un po' meno poetica di quella della sua controparte cinematografica. Poole, infatti, morì in seguito alle ferite riportate dopo una sparatoria in un bar e non durante un furioso scontro con gli irlandesi. Le sue ultime parole furono:

Addio, ragazzi. Muoio come un vero americano.

Amsterdam Vallon è realmente esistito?

Volendo azzardare un’ipotesi, è possibile dire che il personaggio di Amsterdam, portato in scena da Leonardo DiCaprio, sia ispirato alla figura di John Morrissey. Il ragazzo, un immigrato irlandese arrivato negli Stati Uniti a due anni, era conosciuto come un ottimo lottatore, un giocatore d’azzardo e il capo dei Conigli Morti.

A differenza di quanto detto nel film, il padre di Morrissey non è stato ucciso da Bill Il Macellaio e non è perciò questo il motivo che lo spingeva ad andare contro William Poole. Lo scontro tra i due nacque quanto Morrissey impedì a Poole di organizzare un seggio elettorale. In cambio, ottenne il diritto di aprire una casa da gioco senza l’interferenza della polizia.

Su quale figura storica è basato il personaggio di Vallon il prete?

La figura più vicina a quella di Vallon il prete potrebbe essere quella di Dagger John Hughes, prete irlandese che combatté per i diritti degli immigrati.

Boss Tweed, invece, è esistito davvero?

William Tweed, il Boss of Tammany Hall, costituisce probabilmente la figura con le minori differenze tra la controparte reale e quella cinematografica. Corrotto fino al midollo, sfruttò le gang irlandesi come quella dei Conigli Morti, per truccare le elezioni.

Nonostante godesse del sostegno totale dei suoi elettori irlandesi, Tweed era spesso al centro delle cronache per le sue iniziative poco cristalline. Il New York Times, ad esempio, pubblicò una sua caricatura con l’obiettivo di screditarlo. Il Boss, in quell’occasione, non la prese bene, dichiarando:

Fermate quelle maledette immagini. Non mi importa cosa dicono di me i giornali. I miei elettori non sanno leggere, ma non possono fare a meno di vedere quelle maledette immagini.

Alla fine, Tweed fu assicurato alla giustizia: secondo le stime effettuate nel 1877, la cifra rubata ai contribuenti newyorchesi si aggirava tra i 25 e i 45 milioni di dollari dell'epoca (cifra che oggi equivale a miliardi di dollari).

Da cosa deriva il nome Conigli Morti?

La gang dei Conigli Morti (Dead Rabbits in inglese) deve il suo nome probabilmente a un malinteso. Una delle versioni più accreditate racconta infatti che un giornalista americano comprese male il suono della parola irlandese ráibéad, traducibile in “uomo di cui aver paura”, scambiandola per “rabbit”, coniglio. La parola “Dead”, invece, nello slang del tempo era traducibile in “molto”, quindi in teoria “Dead ráibéad” restituiva una definizione del tipo “uomo di cui avere molta paura”.

Una delle prime gang di New York? Quella dei pompieri

Il concetto di gang era piuttosto variegato all’epoca di Gangs of New York. Anche i pompieri, infatti, erano da considerarsi una gang a tutti gli effetti. Gli incendi, all’epoca, erano una minaccia piuttosto frequente, anche se né lo stato né la città destinavano fondi per arginare questo problema. Come conseguenza di ciò, molti cittadini decisero volontariamente di unirsi in piccoli gruppi per cercare di fermare l’emergenza incendi, ai Five Points e non solo. Il risultato di questa situazione è quello ritratto in una delle scene della pellicola, con le gang di pompieri in competizione tra di loro.

Esistevano veramente le tensioni tra irlandesi e americani?

Sì e in maniera piuttosto evidente. I giornali dell’epoca usavano ritrarre gli immigrati come esseri inetti, ubriachi, ostili, senza decenza o moralità. Molti irlandesi, poi, erano disposti a lavorare per una paga molto inferiore rispetto non solo a quella corrisposta ai bianchi ma anche ai neri. In questo particolare periodo storico, gli americani destinavano agli irlandesi lo stesso odio rivolto alla popolazione di colore (se non in misura maggiore).

Non è da sottovalutare, inoltre, l’aspetto religioso: la massa di irlandesi giunta negli Stati Uniti era a maggioranza cattolica, mentre il resto del paese era chiaramente protestante. Lo scontro religioso e sociale era sentito in tutto il paese, e in maggior modo nelle aree più povere, come proprio nei Five Points.

Il film parla in modo corretto dei disordini di New York?

I disordini di New York, scoppiati in seguito al varo della legge sulla coscrizione, portarono a diversi morti e migliaia di feriti. Il motivo di tanto astio era da ricercare nelle pieghe della norma, che consentiva di sottrarsi alla leva obbligatoria versando la cifra di 300 dollari. Un provvedimento che, come è comprensibile, andava a favore dei più ricchi, e fece esplodere così il malcontento popolare.

Gangs of New York, pertanto, è storicamente corretto quando parla degli scontri che imperversarono nelle trade della città tra l’11 e il 16 luglio 1863.

Gangs of New York, quindi, è un film storicamente accurato?

Nel complesso, la storia delle gang di New York trova una rappresentazione piuttosto fedele nel film di Martin Scorsese. Il sentimento di astio contro gli immigrati irlandesi, il dissenso sulla Guerra Civile e le tensioni razziali erano fattori di primissimo piano nella società dell’epoca.

Gangs of News York, film di Martin ScorseseMiramax

Vi piacciono le atmosfere di Gangs of New York? Cosa ne pensate del film di Scorsese?

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