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Il trailer di Westwood, il documentario sull'icona punk inglese

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Il 20 febbraio arriva al cinema il documentario dedicato a Vivienne Westwood, genio della moda punk e ambientalista convinta.

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"God save the Queen" cantavano i Sex Pistols ma la vera regina d’Inghilterra, almeno per il movimento punk, era Vivienne Westwood, donna eccentrica della moda internazionale, che del punk è stata una delle "inventrici". Il documentario Westwood: Punk, icona, attivista è il primo film a raccontare la storia di questa personalità originale, una tra le più autentiche e vive del nostro tempo.

Nata in un piccolo villaggio inglese, si sposta a Londra all’età di 17 anni, alla metà degli anni '60. La sua relazione con Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistols, segna la sua entrata nell’Olimpo del punk. Proprio nel loro negozio, il Sex di King’s Road, avviene infatti la creazione della band di Johnny Rotten e del punk stesso.

Il poster del docufilm Westwood: Punk, icona, attivista HDWanted

La potenza della rabbia giovanile degli anni '70 trovava sfogo nelle canzoni di Rotten e negli eccessi di Sid Vicious e deflagrava in un look iconico che prevedeva spille da balia, magliette strappate, collane con lucchetti e creste alla mohicana.

La creatività della stilista nasceva dal caos, dal disordine giovanile, un’attitudine alla ribellione e alla distruzione che si rispecchia ancora nelle sue creazioni. Oggi il brand Westwood è considerato uno tra i più glamour e viene gestito dalla formidabile artista che, nonostante i suoi 77 anni, lotta con grinta per mantenere l'integrità della sua azienda.

Il film della regista inglese Lorna Tucker esplora la sua ascesa verso il successo e l'impegno appassionato nell'eco-attivismo, intrecciando materiale d’archivio e interviste inedite ad amici e collaboratori - come il suo assistente Peppe Lorefice, il marito Andrea Kronthaler, la modella Kate Moss e l'attrice Christina Hendricks. Il risultato è un ritratto intimo e sincero di una donna che, come afferma il figlio Joe, è l'ultima vera punk inglese.

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