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The Americans, Versace e The Walking Dead ai Writer's Guild Awards

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Il giorno dopo l'assegnazione dei Writer's Guild Awards, i premi a The Americans, L'assassinio di Gianni Versace e The Walking Dead: Red Machete ci raccontano la TV contemporanea. Scopriamo insieme come.

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I WGA - Writers Guild Awards - sono i premi assegnati dai sindacati degli sceneggiatori ai migliori copioni cinematografici e televisivi dell'anno. Superata ormai la settantesima edizione, i WGA sono molto importanti perché danno il polso sul livello della scrittura per piccolo e grande schermo.

Quest'anno i premi per le tre categorie - sceneggiatura originale, non originale (adattamento) e documentario - sono particolarmente importanti per quanto riguarda le serie TV scelte dai votanti (gli oltre 17.000 scrittori iscritti al sindacato).

Oltre al premio per la migliore serie comedy a La fantastica signora Maisel, che conferma il grande successo ma soprattutto la grande qualità della serie di Daniel e Amy Sherman Palladino, ci sono state altre statutette preziose.

The Americans e L'assassinio di Gianni Versace, dopo i premi precedenti, continuano a mietere successi.

L'adattamento del romanzo di Maureen Orth sull'assassino di Versace è stato scelto come migliore adattamento a episodi, mentre The Americans è la migliore serie drammatica.

Ma c'è anche altro, altri titoli trasmessi dai canali FOX e indicativi del livello qualitativo, ma non solo, della TV contemporanea.

Homeland è stata premiata per il migliore episodio drammatico con il finale della settima stagione (episodio 7x12: Paean To The People), a conferma di come - nonostante il passare degli anni - gli autori siano in grado di regalarci storie appassionanti e intrecci ricchi di colpi di scena.

E poi c'è l'altro grande titolo, quello che per la sua stessa natura viene costantemente ignorato dai premi principali: The Walking Dead. Unico candidato nella categoria "Adattamento breve new media". L'unico titolo meritevole di entrare in lista, e di ricevere un premio. Si tratta di episodi brevi realizzati appositamente per il web, trasmessi durante l'ottava stagione della serie da AMC nel corso delle pause pubblicitarie.

The Walking Dead: Red Machete ha attirato l'attenzione degli sceneggiatori di Hollywood (e ottenuto anche una nomination agli Emmy) nella storia di come il machete di Rick Grimes passa da un personaggio all'altro.  Raccontando la storia di un'arma - con tutto ciò che rappresenta nel mondo post-apocalittico della serie - in brevi spezzoni, che nel video sopra vedete uniti, è arrivato il riconoscimento.

The Walking Dead: Red Machete premiata ai WGAHDAMC
The Walking Dead: Red Machete premiata ai WGA

Perché insieme a titoli di indiscussa qualità come The Americans (1 Golden Globe e 4 Emmy Awards), L'assassinio di Gianni Versace (2 Golden Globes e 7 Emmy Awards), La fantastica signora Maisel (3 Golden Globes e 8 Emmy Awards) e Homeland (5 Golden Globes e 8 Emmy Awards) è stata selezionata proprio questa storia "extra", anziché un episodio di The Walking Dead?

Per tante ragioni. 

Perché le serie dichiaratamente, apertamente horror - con tanto di dichiarazione d'intenti splatter in diversi episodi e stagioni - non rientrano mai nelle selezioni dei grandi premi. Per assegnare Emmy e Golden Globes a quel capolavoro di American Horror Story, non a caso, si sono inventati la categoria "Limited Series", che prima raramente era comparsa accanto al classico "Film per la TV o miniserie".

Perché le serie TV spaventose, quelle che scavano nei nostri incubi, anche quando lo fanno per raccontarci qualcosa di noi e del nostro mondo, sono ancora considerate in qualche modo inferiori.

L'etichetta di TV d'autore attribuita all'opera di Ryan Murphy ha fatto per American Horror Story la stessa cosa che il cinema horror d'autore ha fatto per il genere negli anni '60 e '70: ha trovato una scappatoia per riconoscere l'indubbia qualità dei prodotti.

Il caso di The Walking Dead, la serie

Piaccia o no, The Walking Dead è arrivato alla nona stagione. E ne avrà una decima. Piaccia o no, gli zombie non sono - e non lo sono mai stati - il fulcro della narrazione, bensì lo spunto narrativo. The Walking Dead, come ripeto da ormai dieci anni senza stancarmi, è una serie incentrata sui vivi, non certo sui morti viventi.

Attraverso le dinamiche relazionali di questa serie corale, che ha appena dimostrato di poter sopravvivere perfino senza il suo protagonista, gli sceneggiatori ci restituiscono tanti punti di vista diversi sul mondo. Sul modo d'intendere la sopravvivenza, la convivenza, il potere, la condivisione - o meno - delle risorse.

C'è chi vuole ricostruire, come Rick e gli altri, e chi si è rassegnato a vivere nel mondo dei morti, abbracciandolo, come i Sussurratori.

Anche solo per questo, all'alba dei dieci anni dal debutto il valore di The Walking Dead dovrebbe essere stato finalmente riconosciuto per ciò che è.

Ovvero, la capacità di trasformare la storia di una persona nella storia di milioni di altre persone, in tutto il mondo. E la storia di un'arma in quella di una serie TV che ha ancora molto da raccontare. Piaccia... O no.

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