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Il passato di Madeline nel primo episodio di Proven Innocent

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Madeline Scott, Gore Bellows, Easy Boudreau... E naturalmente tutte le vittime del sistema. Proven Innocent ci regala un episodio pilota in cui il doppio punto di vista è fondamentale: per ogni innocente in carcere, un assassino è libero, ma non solo...

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Dell’efficace presentazione di Madeline Scott (Rachelle Lefevre) già nei primi tre minuti di questo episodio pilota di Proven Innocent avevamo già parlato: Madeline è determinata, sicura di sé, coraggiosa e implacabile con chi ha lasciato che un innocente andasse in galera al suo posto.

Dopo aver assistito al suicidio di Caleb, l’uomo che per 27 anni ha vissuto libero mentre Harvey pagava al posto suo, Madeline passa all'attacco di Gore Bellows (Kelsey Grammer). Il procuratore che la accusò di omicidio insieme al fratello Levi per l'omicidio della sua mogliore amica, Rosemary, ora è un suo avversario e vedendolo entrare in aula, Madeline inizia a rivivere il proprio incubo.

Laureata a Yale dopo essere uscita di prigione, Madeline ora lavora insieme all'unico avvocato che credette alla sua innocenza, Easy Boudreau (Russell Hornsby, Hank in Grimm). Bellows annuncia - affiancato dalla moglie Greta (Laurie Holden) - la propria candidatura a Procuratore Generale dell'Illinois.

E Madeline, ottenuta la liberazione di Harvey (e adottato il cane di Caleb), cerca un altro caso in cui Bellows abbia condannato un'innocente per sabotare la sua campagna elettorale.

Il rovescio della medaglia

Per ogni innocente condannato, c'è un colpevole in libertà. La battaglia di Madeline si fonda anche su questo, ma è proprio Bellows a farle notare che c'è sempre un doppio punto di vista. Se, durante la sua campagna per la liberazione degli innocenti, Madeline commettesse un errore, un assassino tornerebbe libero di uccidere ancora. E Madeline avrebbe quelle morti sulla coscienza.

La serie che Danny Strong ha prodotto a partire da un'idea ispirata dal caso di Amanda Knox ci propone sempre un'alternativa. I punti di vista sono sempre due, accusa e difesa, anche quando ci viene chiesto apertamente di schierarci con Madeline.

Ma c'è di più. Un altro preziosissimo elemento che fa di Proven Innocent un grande legal drama.

Proven Innocent: il procuratore Gore BellowsHD20th Century Fox Television
Proven Innocent: il procuratore Gore Bellows nel pilot

Vite rovinate per sempre

Proven Innocent è permeata da altre due tematiche sempre presenti nel racconto.

La prima riguarda l'impossibilità di cancellare la "macchia" di un'accusa infamante. Benché riconosciuti innocenti, Madeline e suo fratello Levi (Riley Smith) non potranno mai riabilitare completamente il loro nome. Trovare lavoro, per Levi, è stato molto difficile: nessuno vuole assumere un ex galeotto che, per la sua tragedia personale, era dedito anche all'uso di droghe.

E quando Levi perde il lavoro - per la vendetta di Heather e Brian, presenti anche nella lontana serata dell'omicidio di Rosemary - l'inferno ricomincia. I genitori di Madeline non gradiscono l'attenzione mediatica suscitata dai suoi casi e sono anche loro vittime di due nomi per sempre infangati.

I mass media restituiscono immagini non veritiere delle persone finite, loro malgrado, sotto i riflettori. E tutti coloro che li frequentano e li circondano vengono coinvolti nelle vicende. Senza contare che la stampa - qui nella persona dell'affascinante giornalista che fa di tutto per strappare a Maddie un appuntamento - non si fa scrupoli.

Mostri creati ad hoc

Il secondo caso affrontato da Maddie in questo primo episodio, il caso di Lucia Racon, risulta essere il caso di una donna data in pasto ai media. Ad arte, per sfruttare il suo stato confusionale e il suo aspetto nella notte in cui perse il figlio spingendola a confessare un omicidio mai compiuto.

I mostri, ci racconta Proven Innocent, non vengono solo sbattuti in prima pagina: vengono costruiti da zero, con la compiacenza di funzionari corrotti o semplicemente giustizialisti.

In uno Stato democratico, una persona dovrebbe essere innocente fino a prova contraria.  Ma la realtà, lo sappiano bene, quando il circo mediatico si scatena fa funzionare le cose al contrario: si è colpevoli, fino a prova contraria...

Con il supporto dell'investigatore dello studio (un irriconoscibile Vincent Kartheiser, conosciuto per Angel e Mad Men), Maddie e il suo team affrontano sfide che nessun altro avrebbe accettato. Selezionano con cura i casi più disperati, difficili e complessi. E lo fanno per tante ragioni: liberare gli innocenti, ripristinare la giustizia, mostrare la corruzione di Bellows e del sistema di cui fa parte.

I tempi cambiano

Maddie ci racconta che l'introduzione della prova del DNA ha portato alla scarcerazione di oltre duemila innocenti. Le moderne tecnologie consentono di affrontare i casi chiusi prima del loro avvento, per questo Maddie si concentra su condannati da lunga data. Ma c'è dell'altro: l'avvento dei social network, la perenne connessione delle persone alla rete e la faciloneria di una parte dei media (con i famosi titoli acchiappaclick) fanno sì che il processo si svolga prima di arrivare in aula.

I sospettati vengono ritratti per ciò che non sono davvero, grazie a vicini e conoscenti compiacenti che farebbero di tutto per andare in TV. Il proverbiale quarto d'ora di celebrità contribuisce a far sì che ciascuno si senta "sicuro" del proprio giudizio su un caso senza nemmeno averne letto gli atti.

Ancora una volta, però, ci viene proposto il doppio punto di vista, sempre da parte di Bellows: il sistema è quello che deve andare da una madre a raccontarle che suo figlio è stato ucciso. E Maddie, quello strazio, non ce l'ha davanti agli occhi. Al contrario della pubblica accusa.

Ma questo non dovrebbe bastare: prima di condannare qualcuno, si dovrebbe passare dalle aule dei tribunali.Come avrebbe dovuto capitare a Lucia Racon, ora libera. Ma certamente non riabilitata. Non per tutti...

Proven Innocent vi aspetta ogni martedì solo su FOX Crime

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