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Animosity #3 - Lo sciame: nessuno è uguale a nessuno

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Il viaggio di Jesse e Sandor prosegue in un episodio di transizione che, tra riflessioni di orwelliana memoria, introduce la misteriosa Città Fortezza. Ecco la recensione di Animosity #3 - Lo sciame.

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Il terzo volume di Animosity, serie fra le migliori di Aftershock Comics portata in Italia da saldaPress, si discosta un po' dalle atmosfere delle uscite precedenti, abbandonando (ma non del tutto) l'esplorazione dei due protagonisti Jesse e Sandor per focalizzarsi su temi alla 1984: il romanzo di Orwell è ben visibile dietro le vignette, con le sue riflessioni sull'uguaglianza, lo sfruttamento e l'utopia di una società perfetta.

In Lo sciame, titolo dell'uscita, il concetto viene declinato nel mondo post-apocalittico creato da Marguerite Bennet: è un mondo, come sappiamo, in cui gli animali - tutti - si sono "risvegliati". Sono senzienti e decisi a ritagliarsi un posto nella nuova realtà, combattendo o alleandosi con altre specie. Umani compresi.

I protagonisti sono sempre la bambina Jesse e il suo fido mastino Sandor, quest'ultimo che funge da doppia figura di protettore e di padre: è lui che sostiene e protegge la piccola nel pericoloso viaggio da New York alla California, dove sperano di ritrovare il fratellastro di Jesse, Adam.

Adam, per dovere di cronaca, è protagonista di un ottimo spin-off di Animosity, intitolato Animosity Evolution, la cui recensione arriverà a breve.

Dopo il Risveglio, affrontato nel volume uno, e lo scontro col "drago" del volume due, il gruppo di animali e umani giunge in West Virginia, dove si imbattono nell'enorme diga di Stoney River che è diventata dimora di un mastodontico sciame di api. Anche gli insetti hanno acquisito coscienza di sé e ora più che mai se la devono vedere con chi li vuole sfruttare. Si tratta ancora degli esseri umani, più precisamente di un grosso insediamento poco distante che, apparentemente, sembra un'isola felice nel caos che regna sulla Terra.

Jesse e i suoi vengono a contatto con le api proprio durante uno scontro con gli uomini in cui la piccola, mossa dalla sua inguaribile bontà, si schiera in favore degli insetti.

Le api, però, prendono in ostaggio il gatto Pallas e il bisonte femmina Bethesda, costringendo il gruppo di viandanti a cercare di liberare la regina caduta preda degli umani. Alla comunità di sopravvissuti, infatti, le api servono per impollinare i frutteti e, ovviamente, ricorrono alle maniere forti per far sì che questo accada.

Vignette di Animosity 3 con il bisonte e il gattoHDsaldaPress

Jesse e Kyle - l'altro umano che viaggia verso la California - vengono in contatto con l'insediamento e, grazie alla garanzia del gatto Mittens, ne diventano membri (temporaneamente).

Attenzione! Possibili spoiler!

La loro intenzione è quella di scoprire l'ubicazione delle api "rapite" per poi liberarle. Una volta nella comune, però, i due sopravvissuti scopriranno qualcosa di inquietante (e che fa da ponte al prossimo arco narrativo): non ci sono donne nell'insediamento. Quando Jesse chiede il motivo di tale mancanza, Mittens le confessa che sono tutte alla Città Fortezza.

La piccola e Kyle, di notte, individuano il capanno dove sono rinchiuse le api ma vengono scoperti dagli altri membri dell'insediamento. Solo l'intervento di Sandor e gli altri animali darà ai due la possibilità di scappare.

Jesse, alla fine, riusce a portare in salvo la Regina ma le api sono ormai decise a combattere la loro guerra contro gli umani sfruttatori, guerra che ovviamente non porterà a nulla di buono. Questo causerà un altro - l'ennesimo - scontro fra animali ed esseri umani, in cui nessuno vince e tutti perdono.
Infatti, durante il combattimento, la diga cede e l'acqua spazza via sia lo sciame che l'insediamento.

In balia dell'acqua, Sandor e Jesse si separano: il cane verrà trascinato a valle mentre la bambina verrà salvata da Kyle, con un plot twist finale davvero ad effetto.

Durante la storyline principale vi sono anche diversi flashback che mostrano il passato di Sandor nella famiglia, da cucciolo ad adulto, mentre la madre di Jesse sprofonda nella depressione. Tale scelta rende il mastino ancora più "umano", con un passato che ne ha plasmato il presente.

Sandor e la mamma di JesseHDsaldaPress

Come detto, il riferimento più evidente che vedo in questo volume di Animosity è a 1984 di Orwell: la società ideale in cui uomini e animali convivono armoniosamente è senza dubbio l'insediamento, con le api a rappresentare i più deboli, gli sfruttati in un sistema che, quasi per inerzia, funziona solo se qualcuno è "più uguale" degli altri.

Jesse ci prova a far prevalere il bene di tutti e le tavole all'interno del gigantesco favo sono tutte dedicate a questo. In generale, l'intero volume è disegnato e colorato in modo magistrale da Rafael de Latorre e da Rob Schwager ma le succitate tavole sono davvero splendide: lo sciame mostra la sua piccola società, il suo piccolo mondo che, nonostante sia debole davanti alla potenza degli umani, è comunque casa per le api e, come tale, da difendere a costo della vita.

Animosity continua così nel suo entusiasmante viaggio di scoperta del mondo nuovo creato da Marguerite Bennett, affrontando in modo coraggioso temi e dilemmi etici di portata universale. Questo terzo volume introduce un nuovo setting, quello della Città Fortezza, davvero intrigante e che sono sicuro porterà il lettore a nuove riflessioni profonde (ad esempio, il fatto che sia un luogo riservato solo agli umani sarà di certo un aspetto che darà da pensare).

Non sono molti i fumetti capaci di farlo in modo così sistematico e non è poco.

Cover di Animosity 3: Lo SciamesaldaPress

Animosity #3 - Lo sciame (120 pagine a colori, brossurato) è in vendita nelle fumetterie, nelle librerie e sullo shop online di saldaPress al prezzo di 14,90 euro. È presente anche la versione cartonata del volume, al prezzo di 19,90 euro.

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