FOX

Metro Exodus, la recensione: la speranza di un grande viaggio

di -

Arriva Metro Exodus, il terzo capitolo della trilogia videoludica creata da 4A Games e tratta dai romanzi di Dmitrij Gluchovskij. Ecco la nostra recensione.

Metro exodus cover titolo Deep Silver

7 condivisioni 0 commenti

Condividi

Torna uno degli sparatutto rigorosamente dedicato al single player più amato degli ultimi anni: Metro Exodus, titolo che è destinato a chiudere una trilogia a metà tra videogioco e letteratura. Sviluppato da 4A Games è infatti tratto da una serie di romanzi scritti dall’autore russo Dmitrij Gluchovskij, il cui viaggio nelle linee metropolitane di una Mosca post apocalittica è iniziato nel 2002 col romanzo Metro 2033, pubblicato dapprima sul suo sito, poi espanso grazie anche ai consigli dei suoi lettori, fino alla pubblicazione nel 2005 per conto di un editore. Il romanzo ha poi generato nel 2010 il primo capitolo della saga videoludica di 4A Games, che, lavorando a stretto contatto con l’autore, ha ricreato l’esperienza narrativa del libro nel videogioco.

Da lì seguirono poi altri romanzi, ossia Metro 2034 (uscito nel 2009) e Metro 2035 (uscito nel 2015). La saga videoludica si intreccia con i libri in maniera parallela, a volte aggiungendo alcuni intrecci narrativi non presenti nella controparte cartacea.

Il seguito del primo gioco, Metro Last Light (2013), riadattò in parte il secondo romanzo, ma prese anche una direzione tutta sua con avvenimenti non presenti in questo. Per godere interamente di tutte le sfaccettature è consigliato leggere i libri.

Aurora treno ExodusHDDeep Silver

La storia è ambientata in un futuro sconvolto da una guerra nucleare avvenuta nel 2013. Questo conflitto ha reso inabitabile il mondo in superfice a causa di radiazioni e di pericolose creature mutanti pronte a divorare qualunque incauto viaggiatore. Nel 2033 viviamo le vicende di Artyom, protagonista principale della storia, che è nato e vissuto nelle gallerie della metropolitana di Mosca. Luogo, quest'ultimo, divenuto baluardo dell’umanità all’interno del territorio russo, almeno per quanto ne possano sapere i sopravvissuti che ormai ignorano cosa sia successo al resto del mondo.

Dopo aver affrontato diverse avventure all’interno della complessa struttura di Mosca, fatta di cunicoli e gallerie, è giunta l’ora di esplorare ciò che è rimasto della civiltà in superficie. Il capitolo conclusivo della trilogia, ossia Metro Exodus uscito di recente per PlayStation 4, Xbox One e PC, ci porta proprio a scoprire questo: esiste speranza al di fuori dei bui passaggi dove l’umanità si è rintanata?

Viaggio verso l’ignoto

La storia di Metro Exodus riprende proprio dopo gli avvenimenti di Last Light. Artyom è sempre più convinto che esista vita al di fuori della metropolitana di Mosca e, stufo di vivere rintanato in gallerie dove i conflitti sono all’ordine del giorno, decide di provare ad avventurarsi per il continente alla ricerca di un luogo in cui vivere alla luce del sole.

La speranza arriva con un treno chiamato Aurora, con cui Artyom, accompagnato dalla moglie Anna, dal suocero Miller, capo degli Spartani (elite di soldati della metropolitana), e da altri personaggi, parte per intraprendere un viaggio che lo porterà a visitare diversi luoghi iconici della vasta Russia.

La trama di Metro Exodus si dipana lungo un intero anno, iniziando dall’inverno e passando per tutte e quattro le stagioni. La narrazione è piuttosto lineare, focalizzandosi sulle storie dell’equipaggio dell’Aurora, dove la caratterizzazione dei personaggi è ben gestita attraverso una scrittura convincente.

Aurora viaggioHDDeep Silver

Purtroppo il fatto che Artyom, il nostro protagonista, resti muto, come lo era nei titoli precedenti, taglia un po' le gambe a uno sviluppo della storia più articolato. Questa scelta resta piuttosto inspiegabile per un titolo del 2019. Infatti questa mancanza fa sì che non sia possibile scegliere cosa rispondere durante i dialoghi, al contrario di quanto offrivano alcuni grandi giochi del passato, come la saga di Mass Effect, basati proprio su questa possibilità.

Questo porta a una sensazione straniante da parte del giocatore, che vedrà Artyom rimanere muto di fronte ad alcuni importanti dialoghi. D’altronde la scelta risulta ancora più strana per chi ha letto i libri e conosciuto un Artyom molto più loquace.

Al di là di questo, la forza della saga di Metro si mantiene intatta, 4A Games ha sempre puntato tutto sulla campagna single player, ignorando sempre una possibile componente multiplayer, cosa atipica per uno sparatutto dei giorni nostri. Il formato però è piaciuto ai tanti giocatori che hanno apprezzato la saga e la sua qualità narrativa. Exodus non fa differenza, riuscendo a coinvolgere il giocatore nelle vicende del viaggio dell’Aurora alla ricerca di una nuova speranza.

Anche in questo caso vi anticipiamo che saranno presenti due finali, come nei precedenti capitoli, e bisognerà stare attenti alle proprie azioni durante il viaggio per riuscire ad arrivare a quello considerato buono.

Sopravvivere in un mondo post apocalittico

Metro Exodus esplorazioneHDDeep Silver

Dal punto di vista del gameplay Metro Exodus non si discosta troppo dai suoi predecessori mantenendo l’essenza da sparatutto esplorativo. Le bocche di fuoco non mancheranno, anche se bisognerà stare attenti a dosare le munizioni, cosa che non ci consentirà di comportarci come dei novelli Rambo, dato l’aspetto maggiormente survival del titolo.

Il gioco vi permette di scegliere nella maggior parte delle situazioni l’approccio che preferite, dandovi la possibilità di affrontare alcune missioni in maniera più stealth, così da risparmiare proiettili, ed evitare inutili spargimenti di sangue. Vi ritroverete spesso infatti ad affrontare avversari umani di fazioni diverse dalla vostra, ma ciò non vuol dire che la violenza sia la soluzione a ogni contesa, spesso sentirete il bisogno di risolvere alcune situazioni in maniera silenziosa piuttosto che facendo parlare il vostro arsenale.

Oltre ai molti personaggi umani, nei nostri viaggi troveremo anche una discreta selezione di creature mutanti che vogliono farci diventare il loro prossimo pasto. Inutile specificare che i proiettili è meglio tenerli da parte per questi mostri famelici, dato che difficilmente sarà possibile instaurare un dialogo con loro.

Metro Exodus creatureHDDeep Silver

Probabilmente il difetto più grande di Exodus, ereditato dai predecessori, è il comportamento dell’IA, che tende a non brillare per pattern di movimenti e di attacco. I nemici spesso si limiteranno a venirci incontro trasformandosi in semplice carne da macello di fronte alle nostre armi. La difficoltà sarà dunque dovuta più alla quantità di nemici presenti più che alla qualità delle tattiche di questi.

Novità importante di Exodus è il sistema di crafting, che tramite la raccolta di alcune risorse ci permette di creare oggetti fondamentali nella nostra avventura come medikit e proiettili realizzabili in qualunque momento.

Essendo l’ambientazione meno immersa in un contesto civile, non troveremo più i venditori di merci, dunque dovremo sopperire alla mancanza di punti di rifornimento andando in giro per le mappe a cercare quanti più oggetti possibili. Potremo anche modificare le nostre armi per migliorarle, ma per farlo avremo bisogno di tavoli da lavoro sparsi per i livelli. Il sistema funziona bene, è semplice e immediato e dona maggiormente l’idea di sopravvivenza all’interno del gioco.

La natura rinata

I vecchi Metro erano titoli lineari per quanto riguarda la struttura dei livelli, ambientati principalmente nelle gallerie della metropolitana di Mosca, davano poco spazio a un’esplorazione più ampia. Quando fu annunciato Exodus, sembrava che 4A Games volesse rendere questo terzo capitolo un open world, cambiando totalmente la struttura passata. In realtà questa è una verità solo a metà.

La struttura di Metro è rimasta suddivisi in livelli, solamente ci troveremo in alcuni capitoli a esplorare delle aree molto più ampie che ricorderanno un open world per estensione, anche se queste avranno dei limiti ben visibili rispetto a un vero esponente di questa categoria. D’altronde data la piega che prende la trama di Exodus, la scelta di inserire ampie zone naturali è pienamente condivisibile.

Gli sviluppatori hanno però deciso di non allontanarsi totalmente dalle proprie origini, dunque durante la storia, completabile in circa una ventina d’ore, troveremo anche alcuni livelli lineari proprio come nei precedenti capitoli, così da spezzare il ritmo e rendere il titolo più vario.

Metro Exodus livellDeep Silver

Saranno presenti anche alcune sidequest, principalmente legate alle storie dell’equipaggio dell’Aurora, che ci invoglieranno a esplorare maggiormente le mappe open world.

Questo mix di generi risulta vincente nell’esperienza complessiva del gioco, accontentando i fan di vecchia data e gli amanti di una maggior libertà d’esplorazione.

Dal punto di vista tecnico Metro Exodus regala degli scorci realizzati in maniera incredibile, specialmente per quanto riguarda le zone naturali, che sembrano proprio prendere vita sui nostri schermi.

Il gioco scorre anche in modo molto fluido con qualche leggerissimo calo di frame rate soltanto nelle situazioni più concitate. L’aspetto probabilmente meno riuscito è quello legato ai modelli e alle animazioni dei personaggi, un po' troppo ingessate soprattutto nelle cutscene.

Il Verdetto di MondoFox

Metro Exodus è la conclusione di una saga iniziata quasi 10 anni fa, che unisce tutti i punti di forza dei precedenti capitoli insieme ad alcune novità interessanti, come una deriva che strizza l’occhio agli open world e una maggiore componente survival.

Nonostante la storia non sia nulla di innovativo nel panorama videoludico, riuscirà a coinvolgervi grazie ai personaggi carismatici e a sequenze davvero ben scritte.

Metro Exodus coverDeep Silver

A completare il quadro abbiamo poi un ottimo gameplay che alterna fasi d’esplorazione a fasi più lineari dove a volte potremo scegliere di muoverci tra le ombre, mentre in altre occasioni potremo mostrare tutta la potenza del nostro arsenale.

Una degna conclusione per la saga nata dalla penna di Dmitrij Gluchovskij.

Condividi

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.