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Le 20 donne più memorabili del cinema

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Dal primo androide della storia del cinema alle principesse Disney in CGI, il cinema è donna: ecco 20 ruoli femminili che sono entrati nell'immaginario collettivo, influenzando il costume e la società.

Furiosa in Mad Max: Fury Road Warner Bros.

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Il cinema è come la vita - amava dire sir Alfred Hitchcock - con le parti noiose tagliate. Dai fratelli Lumiére in poi, grazie al suo sguardo visivo e dinamico, il cinema ha saputo catturare luoghi e volti, ma soprattutto diventare in qualche modo testimone e al contempo agente del cambiamento sociale e culturale del mondo moderno. Non stupisce quindi che in un secolo o poco più di vita, abbia saputo fotografare il cambiamento del ruolo femminile nelle società umane, raccontando cosa significhi essere donna, in mondi reali o immaginari. L'altra metà del cielo al cinema ha saputo essere protagonista, incarnando i tanti modi di essere donna: belle o brutte, giovani o anziane, di qualsiasi etnia, orientamento sessuale e religione, le donne sono state raccontate o si sono esposte in prima persona davanti alla cinepresa.

Nonostante ancor oggi le statistiche ci raccontino impietosamente quanto una larga fetta di film veda le donne relegate a un ruolo marginale, la storia del cinema abbonda di donne protagoniste, capaci di entrare nella storia del cinema e oltre, entrando nell'immaginario collettivo mondiale. Talvolta persino di cambiare il mondo attivamente; sconvolgendo, scandalizzando o stimolando la società circostante, inducendola a guardare come in uno specchio alla condizione femminile. A volte un personaggio filmico ha una valenza cinematografica o sociale enorme, a volte semplicemente conquista il cuore degli spettatori: ecco 20 personaggi femminili davvero indimenticabili

1 - Maria / l'androide

Dimenticate le bellissime androidi di Ridley Scott in Blade Runner, a cui Deckard riserva un trattamento decisamente discutibile. Nel lontanissimo 1927 uno dei geni assoluti del cinema, l'austriaco Fritz Lang, creò la prima figura robotica mai apparsa su grande schermo. Nessun Adamo, bensì una Eva: era una donna robot, creata grazie ad effetti speciali per l'epoca rivoluzionari.

Brigitte Helm sul set di MetropolisHDUFA
Un celebre scatto dalla lavorazione di Metropolis: il costume veniva incollato al corpo dell'attrice con un processo laboriosissimo

A interpretarla era Brigitte Helm, stretta in cui costume che ha fatto la storia, entrando nell'immaginario collettivo dell'epoca. Avanguardista allora, oggi retrofuturibile, l'androide senz'anima del film era creato a immagine e somiglianza della dolce e pura Maria, sempre interpretata dall'attrice. Nonostante gli enormi limiti tecnici dell'epoca, il personaggio fu protagonista assoluto della pellicola che fondò la fantascienza cinematografica tutta e ancor oggi risulta ben più attuale delle bellissime androidi soggiogate dal molesto protagonismo di Deckard. 

2 - Dorothy Gale

Le sue scarpette di lustrini rossi saranno uno dei pezzi forte del museo dell'Academy of Motion Pictures (l'istituzione che organizza la cerimonia degli Oscar). La battuta "Toto, ho l'impressione che non siamo più in Kansas" è tra i passaggi in assoluto più citati, parodiati e omaggiati dell'intera storia del cinema. Non male per la protagonista del più iconico degli adattamento di Il mago di Oz, quello del 1939 con Judy Garland. 

Le scarpette rosse di Judy GarlandHDGettyImages
Le celeberrime scarpette rosse di Dorothy sono considerate un oggetto di inestimabile valore, da trattare coi guanti!

La sua Dorothy, spensierata e dolce, è diventata un'icona globale, cambiando per sempre la vita alla sua interprete, a sua volta leggendaria attrice dell'epoca d'oro di Hollywood. Oggi è considerata una delle icone cinematografiche più longeve anche per la comunità LGBTQ+, che nella malinconia e solitudine della ragazzina ha spesso riletto le proprie traversie, amando anche i costumi sgargianti e l'immagino sopra le righe di quell'adattamento. 

3 - Norma Desmond 

A proposito di leggende, come non citare Norma Desmond, tragica protagonista di quello che è il capolavoro di Billy Wilder, Viale del tramonto? Leggenda del cinema muto incapace di accettare il declino fisico e la fine della propria carriera, Norma è ancor oggi considerata uno dei personaggi più iconici della storia del cinema tutta (maschile e femminile!), il simbolo per antonomasia della fine della cinema muto, della prima Hollywood. Vanesia, contraddittoria, folle, è un personaggio sospeso tra tragedia e ridicolo, iconico in ogni suo aspetto, morboso, fatale. 

Norma DesmondMGM
"Io sono grande" - dice Norma - "è il cinema ad essere diventato piccolo!"

A darle quest'incredibile forza c'è Gloria Swanson, che nel 1950 era un'attrice finita o quasi, con una lunghissima carriera nel cinema muto alle spalle. Le due figure si sovrappongono, si allacciano, danno forza una all'altra: oggi della gloriosa carriera pre-Norma dell'interprete nessuno ricorda quasi nulla, ma con quell'iconico ruolo Norma ha provato che a volte non è la fine di una carriera a determinare la statura di un'artista: alle volte non è un grande a cadere, è il cinema a diventare piccolo. 

4 - Scarlett O'Hara

Più nota come Rossella data la traduzione operata dall'edizione italiana, la protagonista di Via col Vento è una delle poche icone della Hollywood classica ad essere sopravvissuta indenne allo scorrere del tempo, saldamente ancorata all'immaginario collettivo. Anche Greta Garbo, Marlen Dietrich, Lauren Bacall e Marylin Monroe sono ancor oggi celeberrime, ma la loro fama di attrici e di "tipi femminili" sorpassa di gran lunga quella dei loro personaggi.

Clarke Gable e Vivien LeighHDGettyImages
A Scarlett possiamo giusto rimproverare un pessimo gusto in fatto di uomini

Nonostante la stessa carriera di Vivien Leigh sia ricolma di interpretazioni celebri (vedi in Un tram che si chiama desiderio al fianco di Marlon Brando) è impossibile non ricordarla come la volitiva, capricciosa, superficiale e caparbia Scarlett, innamorata perdutamente di Ashley Wilkes ma attratta da Rhett Butler, a suon di baci appassionati e litigi furibondi. Se il kolossal più visto e amato della storia, Via col Vento, oggi comincia a mostrare tutti i suoi anni e i suoi limiti, Scarlett rimane un'icona indimenticabile. 

5 - Maria Von Trapp

Fa impressione oggi pensare che Julie Andrews interpretò due dei ruoli più iconici dell'intera storia del cinema a un solo anno di distanza (e con di mezzo una gravidanza). Difficile scegliere tra la tata più famosa di sempre (1964) e la suora canterina che tiene testa ai nazisti con una nidiata di bambini e il rigido capitano Von Trapp (1965). Alla fine però prevale Maria, donna pragmatica e capace di tener testa al rigido datore di lavoro, per il bene dei bimbi di cui si prende cura. 

Julie Andrews sul set di Tutti insieme appassionatamenteHDGettyImages
Maria "il terrore delle tende" Von Trapp

Sotto le spoglie di una "quasi suora" stramba e pasticciona, Maria è un personaggio irresistibile, con una rigida bussola morale ma la capacità di essere anarchica e inventiva per ovviare al conformismo e alla rigidità mentale di chi le sta intorno. Queste son le cose che piacciono a noi spettatori.  

6 - Séverine Serizy

Prostituta per gioco, per noia, per curiosità, di certo non per necessità: nel 1967 il personaggio di Séverine Serizy scandalizza i benpensanti nello splendido film trasgressivo di Luis Buñuel Bella di Giorno. A darle corpo e anima è una splendida, biondissima Catherine Deneuve, entrata nell'immaginario collettivo mondiale come simbolo di trasgressione ma anche come espressione di protesta per i rigidi lacci morali che intrappolano le donne della classe borghese. 

La protagonista di Bella di giornoValoria
La noiosa gelida della vita borghese viene sfidata da Séverine in un film che fece scandalo

Incapace di lasciarsi andare con il marito, Séverine cerca una sorta di psicoanalisi esplorativa tra le braccia dei bizzarri clienti di una casa d'appuntamenti parigina. L'edizione italiana, censuratissima, tagliò alcuni passaggi molto importanti per capire la complessa psiche del personaggio, che va ben oltre la semplice trasgressione sessuale. Da bimba, Séverine era già una ribelle: in una scena allora tagliata in Italia, rifiuta il sacramento della Prima Comunione. 

7 - Foxy Brown

Girl Power, Black Power. Correva l'anno 1974 quando Pam Grier divenne un'icona mondiale del sottogenere vivacissimo della blaxploitation, che al pari del jazz nella musica costituiva un "ghetto" artistico, una sottocategoria disprezzata di film "di serie B" grazie a cui i creatori afroamericani potevano finalmente esprimersi e rappresentare la loro comunità e i suoi problemi.

Pam Grier nel ruolo di Foxy BrownAmerican International Pictures
Per la prima volta gli sfruttatori come papponi e spacciatori diventano figure negative, di cui Foxy si sbarazza volentieri

Foxy Brown fu la prima eroina donna, un personaggio dall'importanza capitale per le donne afroamericane dell'epoca. Prima di Pam Grieg, bellissima e combattente protagonista del film, il ruolo delle attrici nella blaxploitation era risibile e spesso stereotipato. Dopo la letale Foxy Brown tutto è cambiato, per sempre. Tanto da diventare una pietra miliare, continuamente omaggiata. Vedi alla voce Jackie Brown di Quentin Tarantino.

8 - Sally Bowles

Difficile dimenticare il caschetto nero di Liza Minelli, il numeri rutilanti di danza e canto al locale promiscuo e malfamato del Kit-Kat, ma soprattutto la voglia rompere le rigide convenzioni sociali e di essere libera della giovane ragazza nella Germania degli anni '30. Sullo sfondo della pericolosa Berlino del 1931, dove i nazisti stanno lentamente prendendo il potere e le possibilità di trasgredire si fanno via via più esigue, Sally donerà la sua voce al pubblico e il suo cuore all'amico Brian e al ricco Max. Non mancano poi le difficoltà, le decisioni drammatiche, i pianti; quel che però non viene mai meno è la ferma volontà di Sally di perseguire i suoi sogni, di non farsi imprigionare tra quattro mura, in una vita da casalinga.

Liza Minelli in uno scatto promozionale di CabaretHDGettyImages
I due protagonisti di Cabaret sfidano le convenzioni sociali degli anni '30 (ma anche degli anni '70, quando il film arrivò in sala)

Diretto nel 1972 da Bob Fosse riadattando per il cinema un celebre musical di Broadway, Cabaret valse l'Oscar anche alla sua protagonista.

9 - Ellen Ripley

Con le sue tute da lavoro, i suoi capelli ribelli, il suo gatto e il suo sguardo intenso Ellen Ripley aprì la strada a una vera e propria rivoluzione di stile e d'immaginario. Ridley Scott la volle così, nel 1979, androgina eppure sexy nel suo intimo bianco e minimale. Oltre che a diventare oggetto del desiderio, il personaggio di Sigourney Weaver, in perenne lotta con l'Alieno per eccellenza, è tra i primi a incarnare il concetto successivo di bad ass women: donne tostissime che vendono cara la pelle e non si fanno mettere i piedi in testa da nessuno. 

Ellen Ripley e il suo gattoHD20th Century Fox
Ellen Ripley ha anticipato un certo immaginario femminile degli anni '80

Nella sceneggiatura originale nessuno dei personaggi del film aveva un sesso preciso: Ridley Scott scelse accuratamente i suoi attori tra i volti poco noti ma più abili del cinema e del teatro dell'epoca, assegnando loro di volta in volta una parte. Forse per questo Ripley è così suggestiva: è stata pensata e scritta per essere una persona a tutto tondo e non "solo" una donna. 

10 - Isabelle De Merteuil

Difficile scegliere il ruolo più iconico (e luciferino) della diabolica carriera di Glenn Close: c'è davvero l'imbarazzo della scelta in tema di donne che non dimenticheremo, per la loro cattiveria e crudeltà. La più cattiva e memorabile di tutte però forse è proprio la marchesa di Le relazioni pericolose, superbo film di costume del 1988 diretto da Stephen Frears.

Il trio di protagonisti di Le relazioni pericoloseHDGettyimages
Sotto il costume, un'inaudita crudeltà: Le Relazioni Pericolose e la sua iconica protagonista sono entrati nella storia del cinema

Isabelle De Merteuil non ha certo avuto un'infanzia spensierata e non gode certo delle libertà che la controparte maschile dell'aristocrazia sfrutta proprio a danno delle donne. Sin da piccola le è stato insegnato come dissimulare, ma a costo di enorme sofferenza, ha reso l'inganno e la menzogna un'arte assoluta, fino a tenere il coltello (o meglio, la forchetta) dalla parte del manico. Eppure non sta a guardare, anzi, trasforma la paziente arte di sopportare in silenzio delle nobildonne in una micidiale arma a suo vantaggio, imbastendo un raffinato gioco di erotismo e potere d'inaudita crudeltà. 

11 - Leila Organa

Da una marchesa a una principessa dalla fama stellare. Difficile davvero trovare un personaggio femminile così iconico, ieri come oggi, da quella prima, storica apparizione nel film del 1977. La fama di Leila Organa, principessa saggia e volitiva al fianco dei giovani ribelli di Guerre stellari, è cresciuta a dismisura durante tutti gli anni '80, grazie ai capitoli successivi della trilogia originaria diretta da George Lucas. Una fama così universale, un personaggio così ossessivamente amato e "studiato" dai fan più accaniti da impattare (in maniera anche drammatica) sulla vita sella sua interprete Carrie Fisher. 

La principessa Leila OrganaStar Wars/Disney
Giovane, volitiva ma anche saggia e responsabile: Leila è stata l'iconica donna in un mondo fantastico tra le stelle dominato da soli protagonisti

A costruire il fascino senza tempo di Leila Organa e a cementare l'affetto che il pubblico prova nei suoi confronti non contribuiscono solo il viso dolce dell'interprete, le iconiche acconciature o le battute fulminanti che pronuncia. Tutta una serie di scelte sciagurate o geniali che hanno creato la giovane Leila sono andate rafforzandosi o stemperandosi nell'interpretazione matura data negli ultimi capitoli della saga. Di rado capita che un personaggio riesca a crescere accanto al pubblico per così tanto tempo, mostrando così tante evoluzioni, emozioni e anche rimpianti. Sino a divenire immortale e indimenticabile. 

12 - Thelma e Louise

Inseparabili per definizione, il duo femminile per antonomasia al cinema è il secondo apporto del regista Ridley Scott a questa classifica. Una cameriera di un fast food e una moglie insoddisfatta, legate da una solida amicizia, trasformano un piccolo viaggio insieme di pura e semplice evasione in una rocambolesca fuga verso il Messico, diventando assassine e rapinatrici nel mentre. 

Le protagoniste di Thelma & LouiseHDMGM
Indivisibili e indimenticabili

Sullo sfondo ci sono uomini, uomini e ancora uomini, sempre pronti a approfittarsi di una delle due, ad usare violenza, a puntare ai loro soldi e ai loro corpi. Per una volta però le protagoniste terribili e irresistibili del film, Thelma e Louise, coppia per antonomasia ormai divenuta espressione linguistica al pari di "il gatto e la volpe", non sono in vena di perdono. 

13 - Su Li-Zhen

Può una storia d'amore nata da un adulterio e dal dolore dei traditi diventare un classico del cinema d'autore? Sì, se a dirigerla c'è un genio come Wong Kar-Wai. Nel 2000 con In the Mood for Love ha realizzato quello che per la critica è già un classico e uno dei più importanti film del nuovo millennio. Un capolavoro. 

Maggie Cheung e Tony Leung in In the mood for LoveHDGettyImages
Maggie Cheung e Tony Leung sono protagonisti di un ritratto memorabile di un uomo e una donna traditi, già considerato un classico assoluto del Nuovo Millennio

Sarebbe lo stesso film senza il personaggio riservato, trattenuto ma scosso da emozioni fortissime di Su Li-Zhen, la moglie tradita a cui dà (splendido) volto e corpo una Maggie Cheung in assoluto stato di grazia? Assolutamente no. Avvolta nei suoi qipao bellissimi, Su Li-Zhen è testimone silenziosa dei tradimenti del marito, condivisi solo con il vicino di casa Chow Mo-Wan (Tony Leung), a sua volta tradito dalla moglie proprio con il marito della protagonista. Una moglie tradita, dolente che esprime a malapena l'ondata di dolore che la situazione le provoca può essere un'icona cinematografica del nuovo millennio? Sì se raccontata come una persona a tutto tondo, dallo stile memorabile, dal cuore travolto da passioni a malapena sussurrate. 

14 - Chihiro Ogino

Una bambina di 10 anni in vacanza con i genitori si rivela il personaggio più saggio e lungimirante del lungometraggio animato valso un premio Oscar ad Hayao Miyazaki. Non è semplice creare un personaggio così giovane in cui anche il pubblico degli adulti riesca a identificarsi pienamente. La protagonista del film più famoso del regista giapponese riesce al contempo ad essere simbolo di una certa ingenuità infantile ma anche di quell'istinto che guida i più piccoli a un'onestà rigorosa, alla capacità di prendere la decisione più giusta, anche se è la più difficile e scomoda. 

Chihiro Ogino Studio Ghibli
Chihiro Ogino è una bambina, ma non è mai infantile

Chihiro è solo una delle tantissime figure femminili più o meno iconiche della carriera del celebre regista giapponese, a riprova che un personaggio così iconico non nasce dal nulla, ma si genera dalla capacità di guardare con curiosità, onestà e tanta attenzione all'universo femminile. 

15 - Hermione Granger

Poche donne sono state un modello per le giovani generazioni quanto l'amica e compagna di battaglie di Harry Potter, la cui fama planetaria e in tutto e per tutto paragonabile a quella del maghetto moderno per antonomasia. Hermione Granger, la "mezzosangue" di umili origini, con la sua vivida intelligenza e il suo amore per il sapere è riuscita a ribaltare uno stereotipo duro a morire: quello del "secchione" visto in chiave negativa, come uno sgobbone lecchino e quindi detestabile. 

Hermione Granger in Harry PotterHDWarner Bros
Hermione Granger ha trasformato l'amore per il sapere da difetto in assoluto pregio

L'amore per il sapere di Hermione, insieme al suo spirito d'iniziativa e la sua passione per le battaglie a lei care (come quella per gli elfi domestici) l'hanno invece resa una dei personaggi di J. K. Rowling più amati di sempre e un'icona più che positiva, che ha ispirato intere generazioni di ragazze a dimostrare il proprio valore. 

16 - Miranda Priestly

Doveva essere "solo" una commedia romantica sul mondo della moda, ma è diventata uno dei film più citati degli ultimi 20 anni, con una serie impressionante di battute (e gif!) entrate nell'utilizzo comune su internet e nella vita reale. Quasi tutti i passaggi più memorabili vedono per protagonista lei, Miranda, la regina della moda, l'incubo di chiunque debba averci a che fare. Geniale e diabolica imperatrice del mondo editoriale, Miranda Priestly esercita come un desposta il suo potere assoluto, divertendosi anche a tormentare i suoi sottoposti. 

Miranda Priestly in Il diavolo veste Prada20th Century Fox
Diabolica e pop, Miranda è l'esempio perfetto di meticolosa crudeltà

Ultima e più infausta (e infelice) incarnazione delle donne in carriera degli anni '80, Miranda è diventata a sorpresa l'interpretazione più pop ma anche più popolare di una carriera incredibile e senza pari come quella di Meryl Streep. Senza cui è difficile immaginare che il ruolo sarebbe stato altrettanto iconico. 

17 - Lisbeth Salander

A proposito di donne geniali e assolute icone cinematografiche, la hacker svedese della saga di Millennium è davvero più di un semplice personaggio, quanto una vera proprio fenomeno sociale. In Svezia il personaggio di Stieg Larsson è considerata un vanto nazionale e, nonostante un passato di violenze e un rapporto molto problematico con l'autorità e la legalità, è diventata un'icona femminile a livello globale. Tanto che sono già tre le attrici che l'hanno interpretata; il ruolo di Lisbeth - che richiede solitamente un drastico cambiamento in termini di look e fisicità - ha portato fortuna a tutte le sue intepreti. 

Lisbeth Salander in MillenniumHDSony
Dalla Svezia con Furore, Lisbeth è uno dei personaggi contemporanei più iconici del decennio

Non importa quale versione sia la vostra preferita - Lisbeth per voi ha il volto di Noomi Rapace, Rooney Mara o Claire Foy? - perché come la fenice, è un personaggio capace di sopravvivere ed evolversi a ogni situazione e interprete, già eterna nel suo essere combattiva e inarrestabile. 

18 - Furiosa

I contorni del successo di Max Mad: Fury Road hanno ormai assunto i toni della leggenda, ma c'è un che di davvero mitologico in come il franchise che da sempre ruota attorno a Max sia diventato d'un tratto un film tutto al femminile e femminista. L'apocalisse ambientale stavolta ruota attorno a una donna diventata un'icona nel giro di una singola pellicola. Come non capitolare al fascino di Furiosa, moglie ribelle, donna senza un braccio che guida disperata nel deserto senza fine del futuro, che si batte, che vende cara la pelle, che ama e odia con uguale intensità? Tutto per dare la libertà a un gruppo di giovani donne. 

Furiosa in Mad Max: Fury RoadWarner Bros
La rabbia e la rivolta di una donna pronta a tutto per dare un destino diverso alle sue compagne

I capelli cortissimi, lo spesso strato di grasso nero che le copre il volto, il look apocalittico non tolgono nulla al fascino di Charlize Theron, anzi, le regalano il ruolo che la fa entrare definitivamente nella storia del cinema. 

19 - Elsa

Un turbine di neve, canto e popolarità ha avvolto una delle più giovani principesse Disney, eppure già tra le più popolari. Elsa è un fenomeno che val oltre Frozen e la sua celeberrima hit musicale Let It Go. La ragazza "maledetta" da un terribile potere è diventata un'icona per una generazione e per più gruppi sociali, capace di influenzare attivamente e in maniera incisiva la contemporaneità.

Per le bambine Elsa è una bellissima principessa capace di sfidare le regole della stessa Disney, concentrata com'è dalla realizzazione personale, tanto decisa a trovare la propria dimensione da "dimenticarsi" di cercare marito (come l'insofferente Merida prima di lei). 

Elsa in Frozen 2HDDisney
Elsa è una delle principesse Disney più determinate di sempre

Per la comunità queer, quello di Elsa è un personaggio abbastanza ambiguo da poter incarnare un esempio: proprio Let It Go è diventato un inno all'abbandonare le reticenze, le apparenze, ad abbracciare la propria natura lontano dalle convenzioni sociali. Tanto da intraprendere una campagna attiva per chiedere alla Casa del Topo di trasformare la principessa dei ghiacci nel personaggio in grado di colmare ufficialmente quel vuoto rappresentativo che la comunità LGBTQ+ da sempre rimprovera a Disney. 

20 - Michèle Leblanc

Quella ritratta nell'ultimo, magistrale film di Paul Verhoeven Elle (2016) è una donna così controversa ma così memorabile da essere essere valsa una nomination (più che meritata) agli Oscar a una come Isabelle Huppert, che mai aveva raggiunto questo traguardo, pur essendo una delle più grandi attrici viventi. Una parte che ha fatto tremare i polsi a un lunghissimo elenco di interpreti. Solo Isabelle Huppert ha accettato la sfida, perché definirla una donna complessa e problematica non comincia neanche a raccontare chi sia Michèle Leblanc, protagonista di uno dei migliori thriller degli ultimi anni. 

Isabelle Huppert in ElleLucky Red
Isabelle Huppert interpreta una donna fatale e assolutamente memorabile

Elle si apre con il drammatico stupro di Michèle, che mai nel film viene descritta come vittima, anzi, pian piano assume il ruolo dell'aguzzina. Dimenticate il dolore o la semplice vendetta, perché Michèle Leblanc è una donna eccezionale, già temprata in passato da prove durissime, che finisce per stabilire una relazione morbosa e pericolosissima con il suo misterioso assalitore incappucciato. Una donna che non esita a ferire chi è intorno a lei, a tradire le persone amate, a cacciarsi in situazioni pericolosissime perché, parole sue:

Ai matti ci sono abituata. Sono la mia specialità. 

La lista potrebbe continuare ancora a lungo. per voi chi si merita una menzione?

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