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La ragazza invisibile: la recensione del romanzo-esperimento di Blue Jeans

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Aurora è stata uccisa, ma chi sarà stato? Risolvere il mistero sta a Julia, protagonista de La ragazza invisibile.

Una ragazza in primo piano DeA Planeta

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Vivere in un piccolo paesino della Spagna può avere i suoi pregi ma, dopo un omicidio, nessuno si sente più al sicuro: chi potrebbe essere stato?

Tutti conoscono tutti e nessuno avrebbe il coraggio di sospettarsi l'uno con l'altro. Eppure, qualcuno dev’essere stato, altrimenti si sarebbe trattato di suicidio. Chi è il colpevole? Julia non lo sa o, quantomeno, non ancora.

Ma sicuramente il suo ideatore, che risponde allo pseudonimo di Blue Jeans, ha le idee ben chiare - tanto da aver creato una trilogia che parte con questo primo volume. La ragazza invisibile infatti è il primo di tre romanzi che ci porta in un piccolo paesino della Spagna con i suoi personaggi e i suoi segreti.

Avevo intervistato l’autore tempo fa e vi avevo promesso una recensione. Di cosa parla? Vale la pena leggerlo? E perché? Se vi siete posti queste domande, vedrò di essere il più esaustiva possibile.

La ragazza invisibile: l’omicidio di Aurora

Una ragazza in primo pianoDeA Planeta
La ragazza invisibile, il thriller di Blue Jeans

Tutto parte da qui. Una ragazza viene assassinata e il paesino di Julia Plaza piomba nel panico. Quella che era soltanto una cittadina come tante diventa improvvisamente una valle di terrore: nessuno si sente al sicuro, non dopo l’omicidio di un’adolescente. Ma perché hanno ucciso Aurora, la ragazza invisibile, quella che nessuno si curava d’invitare a uscire? Cos’aveva da nascondere?

Come in qualsiasi paesino, ogni famiglia ha i suoi segreti e abbondano i pettegolezzi, benché nessuno sia in grado di dire cos’è vero e cosa no.

Blue Jeans ha voluto distaccarsi dai romanzi d’amore (a cui era abituato) e ha reso omaggio ad Agatha Christie, sua autrice preferita, lanciandosi in un primo esperimento di thriller. Riuscito? Quasi. Credo che esperimento sia la parola adatta per definire questo romanzo perché, per sommi capi, il thriller esiste, è strutturato bene nel senso che ha la sua apertura, l’analisi degli indizi e una sua degna conclusione. Quello che poco convince, purtroppo, è il contorno.

Romanzo mash up: i punti deboli

Questo è un romanzo di quasi seicento pagine, ma la trama avrebbe potuto essere racchiusa tranquillamente nella metà. L’autore, con buoni intenti, ha voluto dare spessore ai tantissimi personaggi che costellano questa storia, dando luce e importanza a quelli che forse non erano poi così indispensabili. Questa è una scelta che si rispecchia nel genere d’appartenenza dell’autore: il bisogno di inserire necessariamente del romance in un thriller ha provocato uno scontro tra titani. Non c’è niente di male nel voler mescolare i due generi, purché l’uno sia funzionale all’altro.

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Il tentativo di Blue Jeans, in questo romanzo, non è riuscito perché, anziché coinvolgere, a mio dire il tocco di romance è parso banale e superfluo.

Se volessi soffermarmi soltanto sul lato thriller del romanzo, lo consiglierei perché è strutturato in modo corretto, dissemina indizi necessari a comprendere l'identità dell’assassino e poi destabilizza con i dovuti colpi di scena. Se invece unisco il lato del romance, mi viene da storcere un tantino il naso, anche perché i personaggi sembrano tutti piuttosto acerbi.

In questo mondo essere normali vuol dire essere speciali.

Julia, la protagonista, è rappresentata come un genio fuori dal comune: con la sua passione per gli scacchi e un quoziente intellettivo più alto rispetto alla media, Julia è il classico stereotipo di ragazza perfetta che strega il cuore del suo migliore amico e non se ne rende neppure conto (anche se è super intelligente). Ma sapete cos’è che poco convince di questo mix di generi? La staticità della protagonista.

Julia non cambia mai, dalla prima all’ultima pagina, resta costantemente la perfetta ragazza della porta accanto, l’alunna modello, la figlia che tutti vorrebbero avere, e non vacilla mai, neanche per un attimo, rispettata per la sua strabiliante intelligenza tanto da essere la risorsa più grande della polizia.

Tutta questa perfezione è un pugno in faccia, considerando l’atmosfera thriller (che, devo ammettere, si respira a gran fatica considerando le dinamiche di contorno nella narrazione). Julia non è mai cascata per terra, quindi non si è mai rialzata, non ha mai dovuto riscattarsi: dunque, qual è il valore di un protagonista che anziché mutare nella narrazione resta stabile dall’inizio alla fine?

Consiglio: sì o no?

A conti fatti, più che un thriller con del romance, invertirei l’etichetta: La ragazza invisibile è un romance condito con un pizzico di thriller per far fronte a una trama che, seppur ben delineata nei canoni gialli, cozza terribilmente con quell’aria di storia da social (oserei dire, da fanfiction) che riempie l’intero romanzo.

Per cui, il mio consiglio va a chi ama i romance e non disdegna qualche nota di suspense in corso di lettura. Se amate Agatha Christie e similari, allora forse non è il caso di aprire questo libro.

Voto5,5/10

Un esperimento di thriller che sfocia nel romance banale, danneggiando quegli spunti validi che l’avrebbero altrimenti reso un giallo interessante.

Cristina Migliaccio

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