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Poli opposti: i consigli dello psicoterapeuta di Amore e altri rimedi

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I poli opposti spesso si attraggono. Ma la domanda è una sola: un rapporto del genere è destinato ad avere vita breve o può davvero funzionare? Ecco cosa ne pensa lo psicoterapeuta di Amore e altri rimedi Gianluca Franciosi.

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Quando si parla d’amore e di relazioni sentimentali, un quesito sorge spesso spontaneo: funzionano meglio le coppie simili, o quelle agli antipodi? Dura più a lungo una relazione tra due persone completamente diverse, oppure sarebbe preferibile condividere la propria vita con qualcuno che ci assomiglia? Difficile stabilirlo, ma una cosa è abbastanza innegabile: i poli opposti si attraggono.

Nel corso della seconda puntata di Amore e altri rimedi, lo show sulla crisi di coppia condotto da Claudia Gerini, conosceremo due coppie veramente antitetiche, che hanno deciso di sottoporsi all’esperimento di scambio di partner per venire a capo delle tante tensioni causate dalle differenze caratteriali. Perché se è vero che è facile innamorarsi del proprio opposto, è altrettanto certo che una coppia così assortita potrà riscontrare diverse difficoltà.

Cerchiamo dunque di far luce sull’argomento e di capire come portare avanti una relazione di questo tipo.

Poli opposti che si attraggono: lo studio che sfata il mito

Uno studio messo a punto dal Wellesley College e dall'University of Kansas ha appurato come le persone il più delle volte siano attratte dai propri simili. Insomma, secondo questa ricerca il famoso detto chi si somiglia si piglia è decisamente veritiero. Al contrario, un rapporto tra due individui agli antipodi sarebbe destinato a durare di meno.

Le tensioni causate da differenze di carattere possono infatti trasformarsi in una tendenza a voler cambiare il partner, cercando di portarlo verso di noi, verso le nostre idee e il nostro modo di vedere la vita. Le diversità che all’inizio incuriosiscono e dunque attraggono, col tempo rischiano infatti di diventare qualcosa che allontana.

Ecco perché questa ricerca - che ha analizzato il comportamento di circa 1500 coppie - ha concluso che avere accanto una persona simile a noi, con gli stessi obiettivi, può rendere una relazione più semplice e duratura.

Tuttavia è pur sempre vero che il confronto con qualcuno che la pensa diversamente è spesso incredibilmente produttivo: la sfida è dunque quella di non arrendersi alle prime difficoltà, avendo la forza di portare avanti una storia d’amore indubbiamente più complicata, ma allo stesso tempo più stimolante.

Poli opposti che si attraggono: perché può funzionare

Diversità è ricchezza. Avere a fianco qualcuno che accetta e approva ogni nostro atteggiamento, alla lunga può impedirci di crescere e migliorare. Al contrario, un partner con un’indole opposta alla nostra può regalarci una serie di punti di vista diversi e inaspettati, che ci permetteranno di adottare comportamenti nuovi, volti ad arricchire le nostre idee e il nostro cammino.

Chi ama il polo opposto, spesso cerca nel partner quei lati nascosti di sé, o quelle caratteristiche che desidererebbe tanto avere. Quante volte abbiamo incontrato coppie composte da un individuo coraggioso, spavaldo, che non si spaventa mai di nulla e da una controparte più timida e riflessiva? Oppure persone molto cerebrali che si andavano ad innamorare di partner pratici, decisamente più pragmatici?

Le differenze all’interno di una coppia possono essere il motore che la fa funzionare, e allo stesso tempo diventare il freno che rischierà di affossarla.

Onde evitare tutto ciò, è possibile attuare alcuni accorgimenti, come non cercare di cambiare il partner, mantenere sempre e comunque la propria individualità, non imporre la propria visione a tutti costi e non tentare dunque di prevaricare. Gli obiettivi e le regole – seppur diverse – devono essere infatti in larga parte condivisi

Poli opposti che si attraggono, pausa di riflessione: l’opinione dello psicoterapeuta

In conclusione, è evidente che gli opposti si attraggono, ma spesso non funzionano. Secondo lo psicoterapeuta di Amore e altri rimedi Gianluca Franciosi, è possibile tuttavia portare avanti una relazione con queste caratteristiche, modificando le cose che non vanno. 

La chiave è nella comunicazione

A volte ci si accorge di non stare bene, di non essere felici, ma si preferisce accettare la cosa per paura di vivere il fallimento di una relazione naufragata. Tutto ciò è assolutamente controproducente, perché non si fa altro che alimentare una situazione insoddisfacente, senza dare al partner gli strumenti necessari per modificarne i meccanismi. È fondamentale dunque parlarne subito, magari per trovare entrambi una nuova visione. Si può mettere anche in conto una separazione, che non sarà una scelta esasperata, ma una decisione condivisa, ponderata e ragionata. 

La pausa di riflessione può essere un periodo utile: dipende come viene utilizzata.

Una pausa è infatti tale solo se si ha l'occasione di rilassarsi e di recuperare le energie. Può essere utile, o addirittura essenziale, nel momento in cui da' la possibilità di comprendere meglio la propria posizione all'interno della coppia, riflettendo sugli obiettivi e su ciò che non funziona.

Se la pausa è invece un modo per evadere dalla coppia e sentirsi liberi di poter fare qualsiasi cosa o vedere altre persone, allora forse stiamo parlando di una fuga dalla relazione. E a questo punto la domanda dovrebbe essere un'altra: perché ho la necessità di fuggire dalla mia storia d'amore?

 

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