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Scienzati riattivano le cellule di un Mammut morto 28mila anni fa

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Un team di scienziati giapponese è riuscito a riattivare le cellule di un mammut lanoso ritrovato nel 2010 in Russia. L'esperimento prevedeva di inserire nuclei estratti dalle cellule del Mammut all'interno di ovocidi di roditori.

Un esemplare di Mammut lanoso esposto in un museo Wikipedia

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Un team di scienziati della Kindai University, Giappone, è riuscito in un’incredibile impresa: risvegliare le cellule di un animale morto 28mila anni fa. Un esperimento, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Science Report, che ha lo scopo di chiarire aspetti della biologia molecolare di cellule appartenenti a ere preistoriche.

L’animale in questione è Yuka, esemplare femmina di Mammut Lanoso vissuto nel nord della Russia circa 28mila anni fa. Il ritrovamento è avvenuto nel 2010 tra gli angusti ghiacci della regione Yakutia.

Per poter giungere all’incredibile risultato, i ricercatori, guidati dal professor Akira Iritani, hanno estratto dalle cellule dall’animale preistorico 88 nuclei (contenenti frammenti di DNA) e li hanno inseriti negli ovociti di topi da laboratorio. Il risultato è stato che le cellule del Mammut hanno mostrato segni di attività, le medesime che si registrano normalmente appena prima di una divisione cellulare.

I nuclei estratti, tuttavia, non erano completamente integri e questo spiega il motivo per il quale le cellule si siano fermate nell’istante prima della divisione cellulare. Per poter proseguire, infatti, sarebbe necessario riuscire a estrarre cellule integre o meno danneggiate di quelle prelevate da Yuka.

Pericolo Jurassic Park scongiurato insomma. Tuttavia, l’esperimento dimostra che è possibile riattivare cellule estratte da un corpo sepolto da migliaia di anni sotto il ghiaccio e rappresenta un'opportunità per studiare da vicino la biologia molecolare del Mammut Lanoso e scoprirne il motivo dell'estizione. 

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