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I papà pasticcioni delle serie TV: da Homer Simpson ad Arfio Montacchi

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Ne combinano di cotte e di crude, molto più dei loro figli. Sono i papà pasticcioni delle serie TV, da Homer Simpson a Peter Griffin, da Arfio Montacchi a Phil Dunphy. Un omaggio per la festa del papà.

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Non ricordo nemmeno quante volte ho stilato classifiche sui migliori padri nelle serie TV, per la Festa del Papà. Ce ne sono così tanti - da Howard Cunningham a Tom Bradford, da Philip Drummond a Fred Sanford - che per menzionarli tutti ci vorrebbero ore. Ecco quindi che quest’anno si parla di papà… Un po’ particolari.

I papà pasticcioni, quelli che spesso combinano più disastri dei loro figli. E che complicano le vite dei loro famigliari, anche quando hanno le migliori intenzioni. Cosa che non sempre succede! Irresistibilmente simpatici, offrono continuamente occasioni di divertimento a noi spettatori. Averli in famiglia, però, qualche volta può essere un po’ meno divertente. Chiedetelo al bacarospo Bart Simpson, o al povero Romolo: papà Arfio vorrebbe tanto tenerlo lontano dal suo grande amore… 

Homer Simpson

In fatto di papà pasticcioni non ha eguali. Homer Simpson è il prototipo del combinaguai, ma al contrario di molti altri padri un po’ particolari finisce spesso per fare la cosa giusta. Grazie all’amore per la sua famiglia - difficile pensarci, se lo immaginiamo con le mani strette attorno al collo di Bart, ma con un po’ di impegno ci capiamo - anche Homer arriva là, dove solo i genitori normali erano giunti prima.

Insofferente, immaturo, certamente irresponsabile - basti pensare al suo lavoro alla centrale nucleare - in famiglia Homer dimostra frequentemente di essere un padre molto affezionato ai suoi figli. Bart è senza dubbio quello che gli dà un po’ troppi grattacapi, ma in fondo nel grande cuore di Homer Simpson il bacarospo di casa occupa un ruolo speciale.

Come quello che Homer ha stabilmente occupato nei nostri cuori, ormai più di trent’anni fa, fin dall'arrivo de I Simpson.

Arfio Montacchi

Forse pasticcione, in questo specifico caso, andrebbe rimpiazzato da “casinaro”, ma la sostanza non cambia. Sguaiato, sempre pronto a creare caos, degno erede di suo padre - che va prontamente rianimato a ogni pranzo in famiglia perché mangia troppo, fregandosene delle direttive mediche - Arfio Montacchi ha un grande pregio: è esattamente come lo vediamo. 

Perfino quando è troppo volgare, o fuori luogo, o decisamente sul binario sbagliato, Arfio risulta vero. Il papà di Romolo + Giuly: la guerra mondiale italiana appare sempre così com’è, con i suoi pregi (pochi) e i suoi difetti (tanti). Le priorità, si sa, sono sempre quelle: del buon cibo in tavola, una bella canottiera per stare comodi, gli accordi giusti per continuare a essere il re della spazzatura di Roma Sud e una strategia per far eleggere il figlio nuovo sindaco della capitale.

In fondo Arfio sogna per Romolo ciò che suo padre non aveva mai sognato per lui. Vuole che suo figlio abbia una vita migliore di quella che ha avuto per sé, cosa che lo rende un papà indubbiamente amorevole. Certo: magari le strade per arrivare a realizzare i suoi sogni sono un po’ - diciamo così - inusuali, ma è il pensiero che conta. O no?

Peter Griffin

Irriverente, politicamente scorretto - molto più del suo “rivale” diretto in questa classifica, Homer Simpson - immaturo e totalmente irresponsabile: il capofamiglia de I Griffin è piuttosto facile da descrivere.

Peter Griffin è la summa di tutti i difetti che un papà può racchiudere. 

Guardarlo agire da fuori, mentre mette in imbarazzo la sua famiglia, è sempre molto divertente. Ma al contrario di ciò che accade con Homer, la malizia di Peter Griffin emerge abbastanza prepotentemente: a lui interessano le proprie priorità. Quelle degli altri arrivano, certo, ma sempre dopo le sue.

Sebbene capace di gesti di grande generosità, come la rinuncia ad essere il re del liceo per regalare popolarità alla figlia Meg, Peter è costantemente impegnato nella ricerca di qualche modo per far vergognare il resto dei Griffin. E visti alcuni dei soggetti in famiglia, ogni tanto deve proprio impegnarsi per riuscirci…

Phil Dunphy

Se esistesse un’enciclopedia dei papà pasticcioni, in copertina ci sarebbe la sua foto. Phil Dunphy (Ty Burrell) è un sognatore. Un bambinone mai cresciuto che, nonostante abbia tre figli che segue con amore e attenzione, sogna di vivere facendo sempre ciò che ama. Per fortuna, il suo lavoro di agente immobiliare gli piace davvero molto, rendendolo soddisfatto. Ma probabilmente, vista la sua grande bontà di fondo, a Phil sarebbe andato bene anche qualsiasi altro lavoro.

Innamoratissimo della moglie Claire - è lei a portare i pantaloni in casa e Phil non ha nulla in contrario - il nostro eroe è alla costante ricerca dell’approvazione di Jay, il suocero che si guarda bene dal concedergliela. Terrorizzato dai clown, complice del figlio più piccolo, Luke, con il quale ha un fantastico legame, Phil non perde occasione per imbarcarsi in nuove imprese. Puntualmente destinate a finire come molte altre: nel cassetto dei sogni mai realizzati.

Insieme all'altro meraviglioso papà pasticcione di Modern Family, Cameron, Phil ci regala continue sorprese. E proprio insieme a Cameron - non a caso - più di tutti gli altri personaggi riesce a trasformare un evento quotidiano banale in un'avventura stile dodici fatiche...

George Bluth Sr.

In principio fu lui: il capostipite della sgangherata famiglia di Arrested Development, geniale sitcom che sbarcò in Italia proprio su FOX, ha combinato un’infinità di guai. Tanto da finire in prigione e gettare sul lastrico (e nei guai) tutti i suoi figli e il resto della famiglia.

Eppure, ciononostante George Senior (uno straordinario Jeffrey Tambor) non perde mai il suo appeal di straordinario mattatore: perfino in prigione diventa una star, ed è così bravo ad accattivarsi le simpatie altrui che per un attimo convince anche noi di essere innocente. Solo per un attimo, s’intende.

Con la sua parlantina incanta tutti. Non importa se faccia discorsi sensati o stia solo prendendo tempo: è un grande affabulatore e vanta una grande conoscenza dei “tipi” umani. Per imbrogliarli meglio…

Hal Wilkerson

Molto prima di Walter White, Bryan Cranston era stato Hal Wilkerson, il papà spassoso e sempre pronto a scherzare di Malcolm in the Middle. Eterno fanciullo, veniva spesso rimproverato dalla moglie Lois di essere di fatto un figlio in più da gestire, e non a torto: crede a qualsiasi cosa gli venga detta e si fa “fregare” da chiunque, a cominciare dai suoi figli.

Pieno di hobby, Hal sembra essere molto più bravo a svolgere i suoi passatempi che nel proprio lavoro (non a caso, sul fronte lavorativo attraverserà un bel guaio).Dal pattinaggio artistico alla marcia sportiva, passando attraverso un’inattesa maestria nell’arte del hair-styling, Hal dà spesso da fare a Lois e molto più spesso diverte noi.

A tratti, anche un po’ involontariamente… Hal è in balia degli eventi, diciamo così. Ma la passione non gli manca, ed è questo a fare la differenza. Rendendolo solo un pasticcione e certamente non un cattivo padre, anzi.

Murray Goldberg

Regola numero 1: non importa che giorno sia o chi ci sia fra gli ospiti, quando si torna a casa dal lavoro bisogna sfilarsi i pantaloni e mettersi comodi in poltrona. Cascasse il mondo, Murray Goldberg (Jeff Garlin) deve seguire le proprie abitudini. Inclusa quella di sbraitare - in modo sempre molto creativo e perciò esilarante - dietro ai suoi figli.

The Goldbergs è una sitcom geniale, basata sulla reale esperienza (e famiglia, con tanto di documentazione video) di Adam F. Goldberg, che nella serie è un ragazzino di undici anni. La star di casa è indubbiamente lei, mamma Beverly, pronta a tutto pur di salvare l’onore della famiglia e di rimediare ai guai - pardon: ingiustizie - in cui si ritrovano spesso i suoi figli.

Ma anche Murray ha un ruolo chiave: pantaloni a parte, la sua bravura di commerciante - ha un negozio di mobili - va di pari passo con la sua abilità nel destreggiarsi in casa. Finendo per lasciare che se la sbrighi quasi sempre Beverly, con i ragazzi…

Pasticcioni o no, i papà di queste serie TV sono pieni d'amore per i loro figli. Anche quando fanno di tutto per lasciarci credere il contrario.

Auguri a tutti i papà!

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