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La recensione di Free Solo, il documentario da Oscar di National Geographic

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Free Solo non racconta solo un'impresa straordinaria: ci spiega il modo in cui Alex Honnold vede il mondo e affronta la paura. La recensione del docu-film di National Geographic premiato con l'Oscar.

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Il rumore del vento, il verso degli uccelli e il respiro di Alex Honnold: sono questi i suoni, gli unici suoni, che ci accolgono insieme alle spettacolari immagini di Free Solo, il documentario premiato con l'Oscar che racconta la scalata senza corde de El Capitan, una fra le pareti rocciose più famose del mondo.

Il climber Alex Honnold ha compiuto un'impresa incredibile. Seguito dalla troupe di Elizabeth Chai Vasarhelyi e del marito - amico e fotografo di Alex da oltre 10 anni - Jimmy Chin, Alex ha scalato i quasi mille metri di El Capitan, nel parco nazionale di Yosemite il 3 giugno del 2017.

Prodotto da National Geographic, Free Solo racconta la scalata di El Capitan compiuta in 3 ore e 56 minuti ma anche la sua storia, la sua visione del mondo, la durissima preparazione atletica e mentale necessaria per affrontare ogni scalata. Senza contare le difficoltà per la troupe di Elizabeth e Jimmy, istruita affinché nessuno parlasse mai ad Alex per non rischiare di distrarlo, rompendo la concentrazione che avrebbe potuto costargli la vita.

Il documentario Free Solo di National Geographic, vincitore di un OscarHDNational Geographic
Free Solo si è aggiudicato l'Oscar come miglior documentari

Alex Honnold: una vita di preparazione

Alex Honnold è uno fra i pochissimi climber - sono meno dell'uno per cento in tutto il mondo - che scalano in free solo, cioè senza corde o altri strumenti di sicurezza. Il celebre scalatore Tommy Caldwell l'ha ispirato, facendogli capire che El Capitan si poteva scalare. Da quel momento, Alex ha iniziato un lungo percorso di preparazione, con studio delle traiettorie, della roccia e di ogni possibile variabile.

Lo stesso Tommy Caldwell, che scala El Capitan da vent'anni, ha detto che non lo farebbe mai senza corde.

Alex da ben 9 anni vive in un camper, il suo piccolo tempio per la preparazione e la concentrazione, dove può ritirarsi mentre studia una nuova scalata. Oltre a tutta la preparazione fisica necessaria - con il controllo di ogni singolo muscolo del corpo, in ogni singolo momento - servono una calma e un sangue freddo che pochi possono raggiungere.

Farsi prendere dal panico, anche solo per un istante, potrebbe costare molto caro. Dall'alimentazione - niente carne da diversi anni per ragioni ambientali ed etiche - alle prime, emozionanti arrampicate da ragazzino in solitaria, Alex ha imparato a guardare tutto da un nuovo punto di vista.

Consapevole del privilegio di aver potuto trasformare una grande passione in un lavoro, Alex Honnold ha fondato anche un'organizzazione no profit: avendo viaggiato in tutto il mondo, e avendo visto ogni genere di realtà, ogni anno Alex dona un terzo dei suoi guadagni alla sua fondazione, per finanziare progetti contro la povertà nel mondo.

Paura della morte? Troppo concentrato per pensarci

Chiunque può morire, in qualunque momento. 

Risponde così, con estrema semplicità, a chiunque gli chieda se non teme di cadere o di infilarsi in situazioni troppo rischiose.

Sono così concentrato che non mi rendo conto che potrei andare verso il baratro [...] è questo il fascino del free solo: sentirsi sicuri facendo qualcosa che sembra difficile e pericoloso.

Una vita di sacrifici, di priorità ben chiare, ma anche di consapevolezza. Alex conosce bene i pericoli che corre ogni volta che affronta una scalata. Ma la sua passione, il richiamo per una nuova impresa, è sempre più forte.

Insieme alla sua ragazza Sanni, Alex ha avuto un incidente durante una scalata, causato dall'inesperienza di Sanni. Nonostante le difficoltà, e la rottura di due vertebre, Alex e Sanni si sono dati una nuova chance. Ed è esattamente la stessa cosa che fa Alex ogni volta che prepara una nuova impresa: si dà un'altra chance.

Un film da paura

Non è solo la scalata a richiedere un'attenta, lunga e minuziosa preparazione: anche le riprese esigono altrettanta attenzione. Ogni singolo passaggio va pianificato, affinché tutto fili liscio per la troupe.

L'ambizione dell'impresa di El Capitan in free solo, oltre al legame d'amicizia fra Alex, Jimmy e gli altri membri della troupe, aveva causato incertezze. Sapere che potresti essere il testimone diretto di una tragedia, vissuta da un caro amico, farebbe venire dei dubbi a chiunque. Grazie alla fiducia in Alex, però, la produzione si è messa in moto.

Nonostante i numerosi incidenti mortali - che Free Solo ci racconta - costati troppo cari a molti scalatori, Alex continua. Perché scalare senza corde ha allenato anche la sua mente, insegnandole a reagire in modo diverso rispetto alla maggior parte delle persone. Sottoposto a uno studio neurologico su richiesta di uno scrittore, Alex ha scoperto che non c'è nulla che non vada, in lui. Anzi: ha un controllo fuori dal comune sulle reazioni emotive. Cosa che probabilmente gli ha salvato la vita in più occasioni.

Non si tratta di gestire la paura, ma di provare a scansarla. La gente dice che bisogna reprimere la paura, ma per me è diverso. Affronto la paura finché non la tempo più.

Il climber Alex HonnoldHDGetty Images
Il climber Alex Honnold

Incidenti

Come ogni altro scalatore, Alex ha dovuto fare i conti con qualche caduta e qualche incidente. In particolare, ci racconta di come per un lungo periodo - oltre 7 anni - non abbia avuto incidenti, per poi iniziare a farsi male scalando con Sanni, la sua ragazza, molto inesperta. Due volte in un mese.

Ma Alex ha imparato a non dare agli altri la colpa di ciò che gli succede. Ci ha lavorato, ed è arrivato a prendersi la completa, totale responsabilità della propria vita. Un traguardo che non tutti possono raccontare di aver raggiunto. Soprattutto con una vita famigliare non semplicissima, che Alex ci racconta con serenità. 

In Free Solo c'è tutto, di lui: le sue ambizioni, i suoi sogni, i suoi dubbi, la sua storia personale e quella delle persone che lo hanno circondato per tutta la vita. L'appuntamento con la storia di un ragazzo fuori dal comune, che ha compiuto un'impresa unica nel suo genere, è per il 2 aprile. Vi basterà sintonizzarvi su National Geographic per assistere alle immagini mozzafiato di Free Solo, ma soprattutto per ascoltare le riflessioni di una persona che vede il mondo in un modo completamente diverso da quello della maggior parte della gente.

E che, per questo, può insegnarci a guardare le sue imprese sotto nuove prospettive.

Voto8,5/10

Free Solo, documentario da Oscar, è il racconto di un'impresa straordinaria ma anche di una visione del mondo. La visione di Alex Honnold con la sua passione rischiosa, straordinaria e irresistibile.

Chiara Poli

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