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Due aneurismi dopo aver filmato la prima stagione di GoT: la storia di Emilia Clarke

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Emilia Clarke, interprete di Daenerys Targaryen nella serie di successo della HBO Game of Thrones, ha rivelato per la prima volta di essere sopravvissuta a due aneurismi dopo aver girato la prima stagione.

Emilia Clarke sfila sul Red carpet del party di Vanity Fair agli Oscar 2019 Getty Images

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La star di Game of Thrones, Emilia Clarke, ha rivelato per la prima volta al The Newyorker di essere sopravvissuta a due aneurismi in passato.

Era l'inizio del 2011, avevo appena finito di girare la prima stagione di Game of Thrones, la nuova serie della HBO basata su Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin. Senza alcuna esperienza professionale alle spalle, avevo ottenuto il ruolo di Daenerys Targaryen.

Emilia ricorda il percorso del suo personaggio e la paura della fama che sarebbe derivata dall'interpretarlo.

Dopo essere stata venduta a un Dothraki di nome Khal Drogo e averlo sposato, Daenerys cresce e diventa sempre più forte. Diventa una figura potente, tanto da ispirare tante giovani ragazze che, nel giro di poco tempo, hanno vestito, con tanto di parrucche platinate, gli abiti della loro beniamina per i loro costumi di Halloween. I creatori della serie, David Benioff e D. B. Weiss, avevano descritto il mio personaggio come un mix tra Napoleone, Giovanna D'Arco e Lawrence d'Arabia, ma io non mi sentivo affatto uno spirito conquistatore. Ero terrorizzata dall'attenzione del pubblico, da un business che a malapena capivo, e volevo dimostrare che la fiducia che Benioff e Weiss avevano in me era ben riposta. Mi sentivo troppo esposta. Nel primo episodio apparivo nuda e la stampa non faceva altro che ribadire che interpretavo una donna forte, che però si sfilava spesso i vestiti di dosso. E io mi dicevo 'Quanti uomini devo uccidere per dimostrare di che stoffa è fatta Daenerys?'

Emilia Clarke rivela poi di aver iniziato a allenarsi per alleviare lo stress e di aver scoperto così dell'aneurisma.

La mattina dell'11 febbraio 2011, mi stavo vestendo negli spogliatoi di una palestra a Crouch End, a nord di Londra, quando ho iniziato a sentire un forte mal di testa. Ero così stanca che riuscivo a malapena a indossare le mie scarpe da ginnastica. Mi allenavo, ma facevo molta fatica quel giorno. Ero nella posizione del plank e ho sentito come se una fascia elastica mi stesse stringendo il cervello. Ho cercato di alleviare il dolore, ma non ci sono riuscita. Ho detto al mio allenatore che dovevo fare una pausa. In qualche modo, quasi strisciando, sono arrivata nello spogliatoio. Ho raggiunto il bagno, mi sono messa in ginocchio e ho iniziato a vomitare. Il dolore continuava a aumentare e ho capito che c'era qualcosa che non andava col mio cervello. Per alcuni istanti, ho cercato di allontanare il dolore e la nausea. Mi sono chiesta se fossi paralizzata, allora ho mosso le dita delle mani e dei piedi per controllare. Per mantenere viva la mia memoria, ho provato a ricordare, tra le altre cose, alcune battute di Game of Thrones.

A quel punto, la Clarke ha ricevuto aiuto da una donna che si trovava lì. Emilia ricorda il suono dell'ambulanza, delle voci che dicevano che il suo polso era debole e che qualcuno stava chiamando i suoi genitori per informarli dell'accaduto, dicendo loro che la stavano portando all'ospedale di Whittington. 

Emilia Clarke con George R.R. Martin nel 2012HDGetty Images
Emilia Clarke con George R.R. Martin nel gennaio del 2012

La risonanza magnetica ha rivelato un'emorragia subaracnoidea, un tipo di ictus che metteva in pericolo la sua vita. 

Avevo un aneurisma, una rottura arteriosa. Ho scoperto successivamente che circa un terzo dei pazienti che ne sono affetti muore immediatamente. Per i pazienti che sopravvivono, è necessario un trattamento urgente per sigillare l'aneurisma, in quanto vi è un rischio molto elevato di un secondo sanguinamento, spesso fatale. Non c'erano garanzie. 

Emilia è stata portata con l'ambulanza in un ospedale specializzato in neurologia e neurochirurgia nel centro di Londra, con sua madre al suo capezzale. 

Dovevo firmare il consenso per l'intervento. Avevo una vita molto impegnata, non avevo tempo per una chirurgia al cervello. Ma mi sono arresa e ho firmato. L'intervento è durato tre ore, ma non sarebbe stato l'unico, né il più doloroso. Avevo solo ventiquattro anni. 

L'attrice confessa che il primo intervento è stato poco invasivo, che non è stato necessario aprirle il cranio. Nonostante ciò, al suo risveglio, Emilia era molto dolorante. 

Non avevo idea di dove mi trovassi, il mio campo visivo era ristretto, avevo un tubo in gola e mi sentivo nauseata. I medici mi hanno detto che se avessi superato l'ostacolo delle due settimane successive senza problemi, le possibilità di una buona ripresa sarebbero state alte. 

L'interprete di Daenerys ricorda delle difficoltà cognitive cui ha dovuto far fronte in quel periodo. Un'infermiera le aveva chiesto il suo nome completo, Emilia Isobel Euphemia Rose Clarke, ma lei non riusciva a ricordarlo. 

Parole senza senso uscivano dalla mia bocca e il panico stata prendendo il sopravvento. Non ero sicura che valesse più la pena vivere la mia vita. Sono un'attrice e la memoria è la parte più importante del mio lavoro, e io non riuscivo neppure a ricordare come mi chiamassi. Soffrivo di afasia, una condizione dovuta all'intervento subito. Continuavo a borbottare sciocchezze, ma mia madre faceva finta di nulla. Con gentilezza mi faceva credere che fossi lucida, ma io sapevo di non esserlo. Nei momenti in cui mi sentivo peggio, ho anche chiesto ai medici di lasciarmi morire. La mia passione per la recitazione era tutta la mia vita e senza poter comunicare in modo appropriato, sarei stata persa. 

Dopo circa una settimana, l'afasia è passata, Emilia riusciva nuovamente a ricordare il suo nome completo e si stava preparando a tornare sul set di Game of Thrones, con la consapevolezza di essere stata molto fortunata a superare tutto. 

Tornata alla sua vita, la Clarke ha raccontato tutto ai creatori di Game of Thrones, facendosi promettere che non sarebbe trapelato nulla delle sue condizioni di salute. 

Durante la permanenza in ospedale, a Emilia i medici avevano confessato che c'era un aneurisma più piccolo nel suo cervello, che sarebbe potuto scoppiare in qualsiasi momento, o sarebbe rimasto dormiente. 

Emilia Clarke SorridenteHDGetty Images
Emilia Clarke nel 2019

Prima dell'inizio delle riprese della seconda stagione di Game of Thrones, Emilia si sentiva spesso stanca e debole, durante le interviste sorrideva nonostante il dolore, mostrandosi sempre al meglio. 

Mentre girava la seconda stagione, Emilia ha faticato molto, tornava in Hotel sfinita, e spesso pensava che sarebbe morta. 

Nel 2013, l'attrice era a New York a teatro con uno spettacolo. In quel periodo, si è sottoposta a un esame del cervello, cosa che faceva regolarmente. 

L'aneurisma era cresciuto e il dottore aveva affermato che sarebbe stato necessario intervenire. Mi era stato promesso un intervento semplice, più del primo. 

Ma non è andata così. 

Quando mi hanno svegliato dall'intervento, stavo urlando di dolore. L'intervento era fallito e continuavo a sanguinare. I medici sono stati molto chiari. Non sapevano se ce l'avrei fatta a sopravvivere. Questa volta l'operazione è stata invasiva. Mi hanno aperto il cranio immediatamente.

Il recupero è stato ancora più doloroso del primo. Avevo vissuto una guerra più macabra di quella di Daenerys. Sono uscita dalla sala operatoria con un tubo che usciva dalla mia testa. Alcuni frammenti del mio cervello sono stati sostituiti dal titanio. Ora la cicatrice dietro il mio orecchio non si vede più, ma allora era ben visibile. Ma più di ogni altra cosa, mi preoccupavo delle perdite cognitive e sensoriali. 

Oggi Emilia trova il modo di scherzarci su dicendo che l'intervento le ha fatto perdere il buon gusto in fatto di uomini, ma guardandosi indietro, non c'era nulla di remotamente divertente in quella situazione. 

Emilia si sentiva senza speranza in quel periodo, sapeva che c'era chi stava peggio di lei, ma attacchi di panico e ansia erano una costante, così come il desiderio di lasciarsi andare. 

Pur rammentando poco di quel periodo, Emilia ricorda di aver desiderato che nulla di quella brutta esperienza venisse fuori, ma, a distanza di anni, e dopo aver superato tutto, l'attrice ha avuto il coraggio di rivelare la sua storia. 

Sono sopravvissuta. Dopo il secondo intervento sono guarita completamente. Ho avuto un ottimo recupero. Ora mi sento al cento per cento. Oltre al mio lavoro di attrice, mi dedico anche alla beneficenza. Ho dato una mano a sviluppare un'organizzazione chiamata SameYou, collaborazione tra Regno Uniti e Stati Uniti, che ha lo scopo di fornire cure per le persone che hanno subito lesioni cerebrali e ictus. Oggi sono infinitamente grata a mia madre, a mio fratello e ai miei medici. Ogni giorno sono grata anche a mio padre, morto di tumore nel 2016, per avermi tenuto la mano fino alla fine. 

Emilia parla infine di come si sente riguardi l'ultima stagione di Game of Thrones.

C'è qualcosa di gratificante nell'essere qui a vedere come va a finire e aspettare un nuovo inizio.

Emilia Clarke ha dimostrato di essere forte e indistruttibile, come e più della sua Daenerys. 

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