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Il Gattopardo: nel 2019 le riprese della nuova serie TV

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Dopo il successo de Il nome della rosa, è in arrivo un'altra serie TV tratta da un classico della letteratura italiana: Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il romanzo fu già adattato da Luchino Visconti nel lontano 1963.

Burt Lancaster balla con Claudia Cardinale in una scena de Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti Titanus

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Uno dei più grandi classici della letteratura italiana diventerà presto una serie TV. Si tratta de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, uno dei romanzi più emblematici sul Risorgimento italiano.

La notizia arriva in concomitanza con la conclusione di un altro recente adattamento per il piccolo schermo, Il nome della rosa, i cui ultimi due episodi sono andati in onda lo scorso 25 marzo totalizzando più di 3 milioni di telespettatori. L'obiettivo sarà quindi quello di replicare il successo delle 8 puntate con protagonista John Turturro e tratte dalle pagine di Umberto Eco.

Come rivela Il Corriere della Sera, dopo una lunga competizione con società di produzione italiane e estere, Indiana Production (Moschettieri del re - La penultima missione e Amici come prima) si è assicurata i diritti da Feltrinelli, che gestisce il copyright per conto degli eredi dell'autore.

A confermare la notizia è anche il musicologo Gioacchino Lanza Tomasi, nonché figlio adottivo dello scrittore di questo acclamato romanzo, il quale rivela che l'acquisto dei diritti su Il Gattopardo risale ad alcuni anni fa, prima ancora che l'adattamento della TV diventasse una realtà:

Sono quattro anni che hanno comprato i diritti sul libro per questa fiction e da altrettanto tempo attendo una sceneggiatura da potere esaminare e a cui potere dare il mio ok, ma non mi hanno ancora chiamato. Questa serie a puntate, se si farà, sarà l’occasione per raccontare il libro nella sua totalità: il film di Luchino Visconti [realizzato nel 1963, n.d.r.] ferma il racconto al 1860, mentre il libro si estende al 1910. 

Le riprese inizieranno entro fine 2019, in coproduzione con la società inglese Moonage e con un broadcaster inglese. Al momento non si conoscono i dettagli sul progetto e non è stato ancora rivelato il cast che vedremo nell'adattamento di questo iconico racconto, ma attenderemo eventuali futuri aggiornamenti.

Il romanzo originale

Inizialmente rifiutato da diverse case editrici, Il Gattopardo fu pubblicato da Feltrinelli nel lontano 1958, a circa un anno di distanza dalla morte dell'autore. Il successo fu sorprendente e nel 1959 il libro ricevette inoltre il prestigioso Premio Strega, ancora oggi uno dei più ambiti riconoscimenti in campo letterario.

Copertina del libro Il GattopardoFeltrinelli

Ambientato in Sicilia all'epoca del tramonto borbonico, il romanzo è basato sulla famiglia di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e in particolare sul suo antenato, il principe Fabrizio Salina.

Quando l'aristocratica famiglia Salina si trova a trascorrere le vacanze nella residenza estiva di Donnafugata, il sindaco del paese, l'ambizioso don Calogero Sedara, cerca di entrare nelle grazie del principe. È nel corso di dell'incontro tra queste due famiglie che Tancredi, l'affezionato nipote di Don Fabrizio, resta subito affascinato da Angelica, la bellissima figlia di don Calogero.

Proprio mentre si consumano queste trame familiari, arriva il momento di votare per l'annessione della Sicilia al Regno di Sardegna, una decisione non facile che costringe il principe ad una profonda riflessione e ad una presa di coscienza sul momento storico che la sua generazione sta attraversando.

Il film di Luchino Visconti

Come sopra accennato, Il Gattopardo era già stato adattato per il grande schermo nel 1963 da Luchino Visconti con uno dei lungometraggi più radiosi che il nostro cinema possa ricordare.

La pellicola, interpretata da Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale, fu forse la vetta più alta dell'intera opera viscontina e aprì un dibattito importante in quegli anni circa la sua lettura del Risorgimento italiano.

La produzione fu curata da Goffredo Lombardo, fondatore della Titanus, che già verso la fine degli anni '50 acquistò i diritti dell'omonimo romanzo, allora già al centro di un grande successo editoriale. L'obiettivo era quello di girare un colossal e la regia sarebbe stata inizialmente affidata a Mario Soldati. In un secondo tempo venne scelto Ettore Giannini per poi arrivare infine a Visconti.

Sicuramente il lavoro del regista ebbe un impatto notevole sul successo del film, come pure la scelta di Lancaster nel ruolo del protagonista, e il film è ancora oggi ricordato per molte scene entrate nell'immaginario collettivo, a partire dal ballo tra il Principe Don Fabrizio Salina e Angelica Sedara.

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