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Italia, scienziati al lavoro su zanzare OGM per sconfiggere la malaria

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Un team costituito da ricercatori del Polo d'Innovazione di Genomica, Genetica e Biologia di Siena e da altri capaci scienziati di Terni sta mettendo a punto zanzare OGM per combattere la malaria in Africa.

Una zanzara del genere Anopheles James Gathany - CDC

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A quanto pare, dopo la notizia dei controversi esperimenti del genetista He Jiankui, arriva un altro caso di manipolazione genetica destinato a far discutere.

Alcuni ricercatori del Polo d'Innovazione di Genomica, Genetica e Biologia di Siena, in collaborazione con gli scienziati dei laboratori d’ecologia, genetica e immunologia di Terni, stanno infatti progettando una zanzara geneticamente modificata, creata allo scopo di diffondere fra i suoi simili una mutazione letale.

In particolare, tutti gli sforzi dei ragazzi di Siena e Terni sarebbero diretti verso la messa a punto di un modo per controllare i vettori portatori di malaria, con particolare attenzione alle zanzare del genere Anopheles.

Una fase dei test sulle zanzare OGMHDNational Public Radio
Gli scienziati al lavoro per creare la zanzara OGM

La malaria infatti si trasmette a causa dell’insediamento di un parassita, Plasmodium, nel nostro organismo, che sfrutta il momento del “pasto di sangue” della zanzara (si stabilisce, per la precisione, a livello delle ghiandole salivari delle femmine di Anopheles) per arrivare a noi.

Il progetto, finanziato dalla Fondazione Bill & Melinda Gates e dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), viene definito come “rivoluzionario” da Ruth Mueller, entomologa a capo del gruppo di ricercatori dei laboratori di Terni:

Il nostro esperimento sarà rivoluzionario, è un momento storico per l’umanità. Il fine ultimo è riuscire a capire se le zanzare possono aiutarci a combattere la malaria nel continente africano. Abbiamo iniziato a rilasciare esemplari geneticamente modificati in ambienti controllati a partire da febbraio.

A tal proposito si è pronunciata anche Dana Perls di Friends of the Earth International, rete internazionale di organizzazioni ambientaliste presente in ben 69 diversi paesi:

La tecnologia sperimentale su cui si sta lavorando potrebbe comportare conseguenze catastrofiche sull’ambiente. Fino a questo momento, gli addetti ai lavori hanno sempre effettuato i propri esperimenti in ambienti controllati, ma l’obiettivo finale è la diffusione delle zanzare OGM al di fuori di tali ambienti.

Mueller svela poi qualche dettaglio sui mezzi adoperati per la creazione delle zanzare OGM:

La modifica genetica è stata effettuata con l’ausilio del ‘gene drive’, una tecnica d’ingegneria genetica che consente il passaggio della modifica in questione a quasi tutta la progenie. Ci siamo serviti di CRISPR, uno specifico intervento di editing del genoma, una specie di forbice molecolare in grado di tagliare il DNA proprio nel punto esatto in cui vogliamo avvenga la modifica. Il taglio, nel nostro caso, avviene in corrispondenza di un gene chiamato ‘doublesex’, protagonista dello sviluppo dei caratteri sessuali delle zanzare. In tal modo, gli esemplari di sesso femminile diventano più simili ai maschi, formando così degli organismi OGM con un apparato boccale tipicamente maschile, non in grado di pungere e quindi impossibilitato a diffondere la malaria. Come se non bastasse, anche gli organi riproduttivi degli insetti geneticamente modificati subiscono delle modifiche, così da impedire la deposizione delle uova. Nel corso delle generazioni un numero sempre maggiore di zanzare di sesso femminile eredita due copie della modifica apportata, ottenendo come risultato finale un numero sempre più importante di zanzare sterili.

Da qui dunque l’idea di utilizzare le zanzare messe a punto in provetta per sconfiggere la malaria in Africa.

Alcuni ricercatori dei laboratori di Terni al lavoro sulla zanzara OGMHDNational Public Radio
Gli scienziati al lavoro nei pressi delle zanzariere alte tre metri atte a contenere le zanzare OGM

Lo scetticismo riguardo i possibili scenari scaturiti dall’uso delle zanzare OGM non si è fatto attendere neanche da parte di Nnimmo Bassey, direttore dell’HOMEF (Health of Mother Earth Foundation):

Non possiamo prevedere con certezza gli effetti delle zanzare OGM. Si sta pensando all’Africa come un laboratorio naturale adatto a testare nuove tecnologie dai risvolti a dir poco rischiosi.

Gli addetti ai lavori Mueller e Nolan tengono però a specificare che la modifica genetica interesserebbe solo una fra le centinaia di specie di zanzare esistenti:

L’insorgenza di un eventuale problema è contemplata con qualsiasi tipo di nuova tecnologia, ma non possiamo rinunciare a testare la nostra senza aver studiato a fondo il suo potenziale e l’eventuale contributo che potrebbe offrire alla medicina moderna. Inoltre la modifica genetica da noi apportata interessa solo una tra le centinaia di specie di zanzare.

Kevin Esvelt del MIT invece si dice d’accordo sull’utilizzo delle zanzare OGM:

I danni che la malaria arreca ogni anno all’umanità sono di gran lunga superiori rispetto a tutti gli eventuali risvolti negativi che l’esperimento potrebbe determinare per l’ecologia del pianeta. Il ‘lancio’ delle zanzare OGM sarà valutato attentamente, allo scopo di prendere in considerazione tutti i possibili svantaggi per l’ambiente. Fra la progettazione e l’eventuale rilascio nel mondo delle zanzare geneticamente modificate, si parla di almeno 5 anni d’attesa.

Nel laboratorio sotterraneo dell’Imperial College London, i test effettuati sull’efficacia delle zanzare OGM hanno avuto risultati sorprendenti, portando a un drastico calo del numero di zanzare non modificate. Gli esperimenti svolti a Siena e Terni servono invece a testare le zanzare OGM in un ambiente caldo e umido, per certi versi simile a quello Africano.

In definitiva, i ricercatori si stanno muovendo, a quanto sembra, con la giusta cautela, ma resta sempre il dilemma etico che nasce dall’effettuare modificazioni così profonde della biologia terrestre.

E voi che ne pensate? Siete pronti a veder svolazzare delle zanzare OGM?

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