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Robotics at Google, la nuova divisione di Big G punta sul machine learning

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Il colosso di Mountain View punta sul machine learning: i nuovi robot di Google sono dotati di un'intelligenza artificiale avanzata.

TossingBot lancia oggetti grazie al machine learning Google

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Dopo soli due anni dalla vendita di Boston Dynamics, la divisione di Google dedita alla creazione e allo sviluppo di robot, il colosso di Mountain View è tornato alla riscossa con un nuovo progetto. Questa volta tuttavia, le attenzioni della compagnia californiana sono focalizzate sul machine learning e sulla realizzazione di macchine in grado di muoversi e agire proprio come noi.

La nuova divisione, chiamata Robotics at Google, ha infatti creato un nuovo robot in grado di imparare ad afferrare e lanciare gli oggetti attraverso la formula di trial-and-error. TossingBot, questo il suo nome, ha impiegato circa 14 ore e oltre 10 mila tentativi prima di raggiungere una precisione pari all’85% nell'esecuzione della suddetta azione, all'apparenza estremamente semplice.

A differenza degli umani, che in pochi minuti riescono a comprendere come la forma e l'impugnatura di un oggetto possano influenzare la traiettoria di lancio di quest’ultimo, i computer non possono che affidarsi al trial-and-error per apprendere una nuova azione. E, in molti casi, tale procedimento richiede diverse ore di tentativi da parte del robot.

Come spiegato da Google in un post sul suo blog, è pressoché impossibile programmare un sistema in grado di prevedere ogni singola variante: gli oggetti possono infatti avere forme e dimensioni alquanto diverse tra loro, così come la forza impiegata nel lancio varia da funzione a funzione.

Tuttavia, il deep learning permette di aggirare questo problema. TossingBot, realizzato in collaborazione con ricercatori della Princeton, della Columbia e del MIT, è in grado di imparare dai propri errori e giungere in completa autonomia alla soluzione del problema, senza basarsi su comandi impartiti da programmatori.

Questo genere di robot può essere impiegato con successo in diversi ambiti, dal riciclo dei rifiuti allo smistamento dei pacchi presso i magazzini dei corrieri o, ancora, di Amazon. Il sistema può infatti apprendere la differenza tra alluminio, plastica, carta e altri materiali basandosi sulla loro consistenza e peso, in modo da destinarli al settore preposto senza difficoltà. In tal modo l'intero processo potrà essere automatizzato, con grandi benefici in termini di tempistiche ed efficienza.

Google ha infine aggiunto che, al momento, TossingBot non è ancora in grado di calcolare le conseguenze di ogni lancio, compresi eventuali danni, ma anche questa funzione verrà presto implementata. Il colosso di Mountain View ha altresì intenzione di insegnare ad altri robot ad afferrare gli oggetti lanciati, in modo da attutire l'impatto con la superficie. Non ci resta dunque che continuare a seguire gli sviluppi del progetto.

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