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Matrix: il ventesimo anniversario del film che ha cambiato il cinema

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Matrix, vent'anni fa, ha rivoluzionato un genere - il cyberpunk - ma anche la natura stessa del cinema: per la prima volta, uscendo dalla sala, avevamo la certezza che niente fosse impossibile. Niente.

Matrix Warner Bros

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Il 31 marzo del 1999 usciva nelle sale degli Stati Uniti un film destinato a rivoluzionare non solo un genere, ma il cinema stesso: Matrix.

Dopo i dinosauri di Jurassic Park e il Titanic, le potenzialità della computer graphic si mostravano sotto una nuova luce. 

Keanu Reevs, Laurence Fishburne, Carrie-Ann Moss e Hugo Weaving si preparavano a entrare nel mito recitando sui fondali verdi e interagendo principalmente con oggetti inesistenti.

Matrix dimostrava per la prima volta, e inequivocabilmente, che grazie ai progressi negli effetti speciali il cinema non aveva più limiti. L’immaginazione, da qui in poi, sarebbe stata senza freni.

Nella storia degli effetti CGI, ma anche in quella del genere cyberpunk, la storia di Neo fa da spartiacque: una vera e propria rivoluzione che avrebbe spianato la strada ai sogni tecnologici più sfrenati grazie alle potenzialità mostrate dal film dei fratelli Wachowski.

E che sarebbe diventata l’ossessione di noi studenti di cinema di allora, subissati dai riferimenti filosofici, teologici, artistici, culturali, cinematografici e televisivi che i nostri insegnanti volevano farci cogliere con la minuziosa analisi del contenuto di Matrix.

La storia di Matrix

Allora pressoché sconosciuti, con all’attivo il trascurabile Assassins e l’interessante Bound - Torbito inganno, i fratelli Wachowski - allora erano Larry e Andy, oggi sono Lana e Lilly - avevano avuto un’idea tanto semplice quanto efficace: raccontare la scoperta del grande inganno che le macchine avevano messo in atto ai danni degli esseri umani, ridotti in schiavitù senza nemmeno saperlo.

Legato al filone di Terminator - il cui secondo capitolo, non a caso, fu il primo film a fare largo impiego degli effetti visivi realizzati grazie all’allora rivoluzionaria computer graphic - il tema del dominio delle macchine sull’uomo, vecchio incubo della fantascienza classica, si declinava in un nuovo orrore.

La storia del programmatore Thomas Anderson, hacker noto come il nome di Neo è la storia della rivelazione. Seguendo le briciole di pane, Neo arriva a scoprire che la realtà in cui credeva di vivere era in realtà Matrix, la matrice, una simulazione generata al computer controllata da intelligenze artificiali.

Grazie all’aiuto di Morpheus e della sua squadra - composta fra gli altri da Trinity - Neo troverà il modo di svelare al mondo intero il grande inganno di Matrix.

Il racconto si svolge su due piani paralleli: dentro e fuori da Matrix. Quando Neo viene risvegliato, tornando alla vita nel suo vero corpo, l'illusione si spezza ma resta il centro della narrazione: è dentro Matrix che si combatte la guerra. Perché solo sabotando l'illusione si potrà dare una chance alla realtà. Solo quando il velo caduto, Neo potrà compiere la sua profezia e guidare l'umanità verso la resistenza...

Personaggi e scene di culto

Fra personaggi subito diventati di culto - dall’Oracolo (interpretato da Gloria Foster) all’agente Smith (Hugo Weaving) - e scene mai viste prima (cito, tanto per dirne una la famosa sequenza in cui Neo evita i proiettili piegandosi in un modo che solo un corpo virtuale avrebbe potuto fare) Matrix parla di ricerca della verità, di giustizia sociale, di ambizione e di tradimento.

Non mancano le spie, i traditori e chi preferisce vendersi alle macchine pur di non correre rischi. Ma ci sono anche gli eroi: persone comuni che rischiano tutto per squarciare il velo della grande menzogna calato sul mondo intero e il Prescelto, Neo, colui che la profezia aspettava per la rivelazione.

Le scene di culto sono tantissime, dall’ingresso armato nel palazzo governativo alla fatidica scelta fra la pillola rossa e la pillola azzurra, che ha varcato i confini dello schermo per entrare nel linguaggio comune.

A Neo viene chiesto di scegliere se scoprire la verità o continuare a crogiolarsi nella sua illusione.

Come il classico eroe cinematografico, Neo sceglie la strada impervia, ma anche l’unica che lo porterà a diffondere per il mondo intero verità e giustizia.

Non senza pagarne il prezzo.

Citazioni e riferimenti

Premiato con 4 Oscar, tutti per il reparto tecnico - dagli effetti visivi al montaggio e al suono - Matrix è stato il primo film a mostrare dettagliatamente come venivano realizzate le scene in CGI.

Innumerevoli i dietro le quinte, gli speciali e gli extra prodotti per coinvolgere il pubblico nel processo di creazione della magia.

In qualche modo, quindi, Matrix ha contribuito a far cadere il velo anche sul mistero di quella nuova, magica tecnologia che era stata in grado di dare vita a un robot killer in metallo liquido, riportare in vita i dinosauri e ricreare il Titanic.

Seguito da altri due film, con il secondo ancora dotato di senso e il terzo completamente inutile, Matrix è infarcito di citazioni e riferimenti alla cultura pop - dalla serie cult Il prigioniero al JFK di Oliver Stone, da Ghost in the Shell (apertamente citato dalle Wachowski all’epoca come fonte d’ispirazione) ad Alice nel paese delle meraviglie.

E non vanno dimenticati i riferimenti a diverse religioni, dal cristianesimo al buddismo e all’induismo, al mix di culture che fa da sfondo - come in ogni cyberpunk che si rispetti - alla società del futuro mostrata dal film e alle teorie filosofiche (Kant e Cartesio su tutti: Neo è un super-uomo alla Zarathrustra e ha il compito di porre in dubbio ogni cosa, in perfetto stile cartesiano, al fine di rendersi conto della sua stessa esistenza…) che permeano sia la narrazione che il mondo diegetico del film, con quadri, ritratti e riferimenti visivi di vario genere.

Tanti rifiuti per Neo

Celebre l’incidente sul set per Carrie-Ann Moss, che si procurò una dolorosissima distorsione alla caviglia durante le riprese nell’atrio del palazzo governativo ma lo tenne segreto per non creare problemi alla produzione o essere sostituita.

Non tutti, invece, sanno che fra i molti attori che rifiutarono il ruolo di Neo, preoccupati dalla massiccia presenza di tecnologia digitale con la quale all’epoca nessuno aveva confidenza, oltre a Leonardo DiCaprio, Ewan McGregor e Will Smith, ci fu anche David Duchonvy. La produzione aveva offerto a lui il personaggio di Neo e a Gillian Anderson - all’epoca eravamo ancora in piena X-Files mania - quello di Trinity, ma entrambi rifiutarono.

Ewan McGregor uscì nelle sale un paio di mesi dopo Matrix con l’attesissimo Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma: rinunciò a Neo per il ruolo di Obi-Wan Kenobi.

Per interpretare i loro ruoli, gli attori si sottoposero a un durissimo allenamento fisico, apprendendo tecniche di combattimento e imparando a maneggiare ogni genere di arma.

Solo per girare la sequenza d’azione che apre il film ci vollero oltre sei mesi di preparazione, mentre la lotta fra Neo e l’agente Smith nella metropolitana richiese oltre dieci giorni di riprese più di quelli previsti.

Matrix: Keanu Reeves è NeoHDWarner
Matrix: Keanu Reeves è Neo

L’impatto culturale di Matrix

Oltre alle citazioni e ai modi di dire che abbiamo già citato, Matrix ha avuto un fortissimo impatto anche sulla moda.

Gli occhiali da sole di Neo e del resto del cast iniziarono a diffondersi ovunque, e i lunghi cappotti in pelle nera ebbero un’impennata nelle vendite.

Anche dal punto di vista tecnologico, a partire dai telefoni cellulari, il film dettò legge, senza contare il grandissimo successo della colonna sonora, che spopolò alla fine degli anni ’90 con brani di Marilyn Manson, Prodigy, Rage Against the Machine...

Tutto ciò che era legato al film si vendeva come il pane e non c’era appassionato di cinema che non avesse il codice in cascata come salvaschermo del computer.

Vent'anni dopo, nonostante i progressi negli effetti speciali che nemmeno Matrix avrebbe osato sognare, il fascino di quella storia - legata a una struttura classica e con tutti i sottotesti filosofici cui accennavamo - rimane intatto.

Matrix compie vent'anni. Noi che andammo al cinema a vederlo, abbiamo due decenni in più sulle spalle... Ma sceglieremmo ancora la pillola rossa.

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