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Il video del cast: "Dolceroma come Star Wars: ma al posto dei Jedi…"

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Ci auto censuriamo nella scrittura, ma vi consigliamo di guardare l’intervista al cast di “Dolceroma” e prestare attenzione alla risposta di Lorenzo Richelmy!

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Durante la visione di Dolceroma, il nuovo film di Fabio Resinaro, con protagonisti Lorenzo Richelmy, Claudia Gerini, Valentina Bellé, Luca Barbareschi e Francesco Montanari, quello che ci ha colpito maggiormente è l’impianto visivo del film. Psichedelico, allucinogeno, fresco e innovativo nel panorama italiano, il film è una versione pulp de La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, che racconta il panorama cinematografico odierno, avvizzito da produttori superficiali, concentrati solo sul fatturato, e alla costante ricerca di un’amante sempre più giovane.

Fabio Resinaro, che ci aveva già convinto con i film Mine e Ride, realizzati insieme a Fabio Guaglione, in questo nuovo film, nelle sale dal 4 aprile distribuito da 01 Distribution, conferma il suo talento visionario.

Sono molte le critiche, ma anche le citazioni, che il film porta con sé, prima fra tutte quella più imponente e nerd, che è piazzata sul finale proprio come l’epico scontro fra Anakin e Obi-Wan Kenobi in Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith.

Il richiamo è dato non solo dalla presenza del fuoco, ma anche dallo scontro fra il suo mentore e Andrea Serrano (interpretato da Richelmy), un giovane con un sogno nel cassetto sbiadito da tempo, che si ritrova coinvolto nel gran circo mediatico del cinema e ne resta affascinato. Il suo conflitto personale nasce, in un rapporto simile a quello fra Obi-Wan e Anakin, con il suo “maestro”, quello che per primo lo nota e lo lancia nel firmamento cinematografico italiano. Al posto di Anakin però, come cita il film per mano del suo interprete Luca Barbareschi, c’è “una giovane testa di ca**o”. Per questo motivo abbiamo chiesto un commento al riguardo al cast, che ha risposto divertito alla provocazione.

Provocare è anche uno dei temi fondamentali del film, che racconta una Roma decadente, non  soffermandosi però solo sulla Capitale. Con il pretesto della città eterna Resinaro traccia un quadro sarcastico dello stato di salute del cinema italiano, ma anche europeo, come ha sottolineato durante l’intervista Claudia Gerini.

Luca Barbareschi durante le interviste ci ha invece deliziato con un aneddoto, di quanto possa essere assurdo e surreale il mondo dell’entertainment, non solo in Italia. L’attore e produttore ha recentemente incontrato a Los Angeles uno dei produttori di Bohemian Rhapsody, film campioni d’incassi in tutto il mondo. Amico di Barbareschi raccontava di come fino a qualche mese fa fosse la persona più povera di Los Angeles, mentre da ottobre si è ritrovato ad essere uno degli uomini più ricchi della città degli angeli.

Dolceroma è dunque uno sguardo inedito di un fenomeno consumato, il racconto di un sogno che si realizza e quasi diventa incubo, quando il produttore Oscar Martello (Barbareschi) sceglie di voler adattare sul grande schermo il romanzo d’esordio di Andrea Serrano (Richelmy), che da scrittore depresso si trasforma in sceneggiatore spietato, capace di ribaltare le carte in tavola, non importa come. Perché  il tema centrale del film è proprio questo, la scottante domanda che ogni attore, regista e produttore, si chiede ogni giorno: “cosa sei disposto a fare per far sì che il tuo film abbia successo?”.
Allo spettatore la risposta.

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