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Le regole del delitto perfetto 5: la recensione dei primi due episodi

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Tutti vogliamo lasciarci alle spalle le brutte esperienze. Tutti cerchiamo un nuovo inizio, dopo un momento difficile. Ma per Annalise Keating e i suoi studenti, ne Le regole del delitto perfetto 5, il passato è sempre in agguato.

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L’avevamo già vista nel primo episodio, e nel secondo ne abbiamo conferma: c’è Bonnie al centro del mistero della stagione. Ci sono il suo essere diventata madre, in un tempo in cui ancora non la conoscevamo, e il suo essere coinvolta in qualcosa di molto grave all’esterno della festa di matrimonio di Oliver e Connor. 

Ma c’è anche un’altra cosa in questi primi due episodi de Le regole del delitto perfetto 5: un nuovo inizio. Per molti dei personaggi.

Annalise, con un nuovo lavoro e una nuova casa, Laurel e tutti gli altri con una nuova dimora in cui vivono tutti insieme, un nuovo anno scolastico, un nuovo studente - Gabriel Maddox. Una nuova esperienza come mamma e studentessa lavoratrice per Laurel, un nuovo capo - Emmett Crawford - per Annalise.

Un nuovo lavoro, e le cause della class action osteggiate dalla Governatrice. E un nuovo amore - inopportuno - per Bonnie. Tutto nuovo… Se non fosse che il passato tormenta tutti.

Dal caso di Simon, che influenza Oliver e gli altri nel trattare con Michaela, alla gravidanza di Bonnie quando aveva quindici anni e la sua vita era un inferno.

Il primo episodio ci racconta le premesse del mistero della stagione - che sì, ha un impianto narrativo molto simile alla prima - ma anche gli elementi che daranno il via a esperienze inedite per molti dei personaggi. Ci chiediamo chi sia Gabriel Maddox, perché Frank lo teme tanto da stargli addosso in ogni modo possibile e in che modo la sua vita e i suoi segreti s’intrecceranno con quelli degli altri.

L’esordio in aula, al ritorno dopo essere stata bandita dal college, rappresenta per Annalise una rivalsa che le permette, ancora una volta, di nascondere la propria solitudine. Cosa che non può fare con chi, come Bonnie, la conosce troppo bene.

Ci sono tante emozioni, in questi primi due episodi di stagione. Ci sono le fondamenta di ciò che i protagonisti dovranno affrontare, e dei cambiamenti che li coinvolgeranno.

Il caso di Nanda, seguito da Michaela in aula con Annalise, si presenta come un caso di difesa d’ufficio incompetente e si trasforma in un caso di omicidio, ma soprattutto di discriminazione. Il Paese più libero del mondo, come lo definisce Maddox, non è più tale.

La quinta stagione richiama la prima, è vero, ma le cose sono cambiate. Molto cambiate. E la serie di Peter Nowalk non vuole che ce lo dimentichiamo. L’America della stagione 5 non ha nulla a che fare con quella della stagione 1, e le sceneggiature lo sottolineano ripetutamente.

L’atteggiamento di Crawford, il premio Oscar Timothy Hutton, è quello di un uomo che si dimostra giusto ma determinato. All’altezza di Annalise, insomma. All’altezza di essere il suo capo, in un mondo in cui il concetto stesso di giustizia sembra essersi dissolto.

Annalise prepara i suoi studenti a una vita di sacrifici e rospi da mandare giù.

Li avvisa perché lei sa bene cosa significa vivere così. Lo fa da tanto tempo… Eppure è ancora molto, troppo difficile.

Perché il passato ci perseguita.

Le regole del delitto perfetto 5: AnnaliseHDABC S
Le regole del delitto perfetto 5: Annalise nella nuova casa

Il procuratore Denver stava indagando sul rapimento di un bambino dall’ospedale due giorni dopo la sua nascita. Il rapimento da parte di qualcuno che, a giudicare dalla foto sfocata in possesso di Nate, sembra proprio una giovane Bonnie…

E Bonnie, di nuovo, ha un bambino non suo: Christopher. Insieme a del sangue addosso, mentre si trova a una festa. 

Mentre i nuovi inizi aprono a un mondo di possibilità infinite, noi vogliamo sapere solo una cosa. La stessa cosa che vuole sapere Michaela: 

Di chi è quel sangue, Bonnie?

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