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Un bimbo di tre anni ha bloccato l'iPad del padre fino al 2067

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Un bimbo di 3 anni ha sbagliato ripetutamente la password dell'iPad di suo padre, bloccandolo fino al 2067. Il "malcapitato" ha chiesto aiuto al popolo di Twitter.

Un bimbo con un iPad tra le mani The Bump

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Le misure di sicurezza che Apple integra nei suoi prodotti sono particolarmente apprezzate dagli utenti, ma in alcuni casi possono essere un'arma a doppio taglio. E questo più o meno quello che avrà pensato Evan Osnos, giornalista del The New Yorker.

Con un tweet diventato immediatamente virale, Osnos ha raccontato sul social network che suo figlio di 3 anni, dopo aver tentato più e più volte di sbloccare il suo iPad, ha bloccato il tablet dell'azienda di Cupertino per 25,536,442 minuti, ovvero circa 50 anni. Il post ha scatenato (anche) l'ironia del web, ma molti iscritti hanno cercato di rispondere alla richiesta di soccorso dello sventurato Osnos, con soluzioni anche originali.

Quella di Apple è una feature di sicurezza che prevede l'incremento del tempo richiesto per inserire nuovamente il codice di sblocco in base al numero dei tentativi sbagliati. Cosa insegna dunque l'esperienza di Osnos?

  • Se non si è assolutamente sicuri del codice di sblocco, è sconsigliato procedere per tentativi.
  • Mai lasciare un iPad, o un altro dispositivo elettronico che richiede un codice di sblocco, nelle mani di un bambino di 3 anni, la cui fonte di divertimento sarà premere pulsanti a caso.

Nonostante gli utenti Twitter si siano sbizzarriti con suggerimenti fuori dal comune, come inserire l'iPad in un recipiente pieno di riso (soluzione nota ma discutibile in caso di dispositivi caduti in acqua o entrati in contatto con altri liquidi), tornare indietro nel tempo (magari insieme agli Avengers), o addirittura "riavviare" il bimbo di 3 anni, Evan Osnos ha trovato la soluzione adatta al suo caso.

No, il giornalista non ha deciso di attendere circa 48 anni per tornare ad usare il suo iPad. Osnos, con un altro tweet, ha comunicato al popolo del web di aver messo il suo tablet in modalità DFU, per poi procedere con il recupero. Speriamo solo abbia effettuato un backup dei contenuti prima del "dispetto" del figlio.

Avete mai vissuto un'esperienza come quella di Osnos? Ma soprattutto, quest'ultimo, avrà imparato la lezione?

Fonte CNN

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