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Giovani, fidanzati e in crisi: chattare con altri è tradimento?

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Secondo uno studio, il 72% dei millennials ha rapporti virtuali con altre persone, al di là della propria relazione: chattare con altri ragazzi e ragazze non sarebbe dunque un problema. Facciamo il punto della situazione con il dottor Franciosi.

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Nel corso della sesta puntata di Amore e altri rimedi due coppie di giovanissimi alle prese con il loro primo amore, ovvero quel sentimento trascinante, che ti scoppia all'improvviso dentro, mettendo sottosopra una vita fino a quel momento fatta di scuola, amici e uscite, racconta della loro crisi.

Gelosie, insicurezze, paure: fino a poco più di un decennio fa, a gettarci in crisi durante un primo amore poteva essere la migliore amica carina del fidanzato, oppure quegli sbalzi ormonali che improvvisamente ci cambiavano la pelle, o magari il compagno di banco che si dichiarava appena ci fidanzavamo.

Oggi le cose sono decisamente cambiate e a minare la tranquillità di un rapporto sono soprattutto dei gesti quotidiani, che compiamo una gran quantità di volte al giorno e che hanno a che fare con un preciso dispositivo: lo smartphone.

Greta e Alessandro, ovvero due tra i protagonisti di Amore e altri rimedi, lamentano il fatto che il proprio partner trascorresse più tempo sui social che con loro. In particolare, Greta racconta di aver scoperto che il suo ragazzo è solito chattare con diverse ragazze. Andrea specifica di non essere mai andato oltre una battutina o un complimento, spiegando come in realtà, quello che fa lui lo fanno tutti i ragazzi della sua età. Ma è veramente così?

Millennials e back burner, ovvero come avere un piano B in amore

Fidanzati o no, a quanto pare i millennials hanno sempre un piano di riserva. Secondo uno studio che è stato pubblicato dalla rivista Comunication Research Reports, i ragazzi hanno la tendenza a non smettere mai di rimanere in contatto con i "back burner", ossia quelle persone - che possono essere amici o ex-fidanzati - con cui mantengono un rapporto digitale più o meno saltuario, nonostante magari siano impegnati in un relazione. Insomma, un ragazzo o una ragazza da contattare dopo una lite con il proprio partner, o in un momento in cui ci si sente messi da parte, o semplicemente così, per avere quella certezza che se le cose non dovessero andare bene con il fidanzato ufficiale, c'è sempre una riserva pronta in panchina. I metodi di comunicazione prediletti sono ovviamente le app di messaggistica e si può spaziare da un sintetico "come va" ad apprezzamenti più spiccati, fino a vere e proprie confessioni e momenti di intimità.

Secondo questo studio citato, la presenza di un back burner non è necessariamente causata da un rapporto sentimentale insoddisfacente. Su 650 studenti universitari americani, il 72,9% ha dichiarato di avere un back burner. Tra quelli impegnati in una relazione stabile, il 55,6% ha ammesso di comunicare con un amico di riserva e gli uomini avrebbero più rapporti virtuali rispetto alle donne. In queste relazioni vengono adoperate le medesime strategie messe in atto nei rapporti di coppia stabili, come messaggi positivi e piccole rassicurazioni. 

Si tratta dunque di una vera e propria storia parallela che viaggia attraverso gli algoritmi, nella quale il back burner è consapevole della sua posizione "di secondo piano". Un'indagine simile andrà fatta anche su fasce d'età più adulte.

Il fenomeno del back burner potrebbe infatti interessare anche persone in là con l'età, più o meno sposate.  

Millennials e tradimento sui social: l'opinione dello psicoterapeuta Gianluca Franciosi

Secondo lo psicoterapeuta di Amore e altri rimedi #Gianluca Franciosi, il tradimento è innanzitutto indice che qualche cosa all'interno della propria coppia non ha funzionato. Quando si cerca all'esterno, vuol dire che c'è stata una mancanza da parte del partner, o magari una richiesta che non è stata avanzata in maniera del tutto chiara

Le nuove generazioni e le nuove tecnologie permettono di entrare rapidamente in contatto con altre persone. Tuttavia:

Un tradimento può essere definito tale anche se avviene solo a livello social.

I social rappresentano anche un modo per verificare quanto si può piacere. In questi casi, il rischio è quello di vivere in una realtà parallela, un mondo virtuale dunque inesistente. Si può essere infatti ammiratissimi a livello social, ma non nella vita reale.

Dietro a tutta l'importanza che si dà ad un like o ad un follow si nasconde una grande fragilità e una certa mancanza di struttura. D'altronde i social fondano tutto su unico aspetto: quello esteriore. E il like rappresenta il premio del pubblico, una sorta di voto.

A detta del terapeuta Gianluca Franciosi si tratta di una situazione assolutamente disarmante ed allarmante, soprattutto per il fatto che moltissime coppie finiscono per litigare per tali motivazioni, perdendo di vista le questioni realmente importanti all'interno di una relazione.

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