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American Horror Story 1984: le nostre teorie sul nuovo titolo

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Dal capolavoro letterario di George Orwell ai film - Nightmare uscì in quell'anno - fino agli eventi drammatici, la sparatoria in una scuola elementare e il caso McMartin. Ecco le ipotesi per la nuova stagione di American Horror Story: 1984.

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Da quando è stato reso noto il titolo, la tentazione di provare a indovinare il contesto della nuova stagione di American Horror Story è diventata irresistibile. Ecco le teorie ispirate da un numero che richiama un anno ricco di suggestioni...

1. Orwell

Il primo richiamo, immancabilmente, è quello all'anno protagonista del capolavoro di George Orwell: quel 1984 in cui il mondo è arrivato a un totalitarismo assoluto. I cittadini vivono, costantemente controllati in ogni momento, attività e relazione, dal Grande Fratello. Il prototipo del dittatore che sfrutta la tecnologia - immaginata da Orwell circa 35 anni prima della stesura del romanzo - per impedire ogni genere di ribellione a un sistema che un comune impiegato del Ministero della Verità, Winston Smith, finirà per mettere in discussione. Sarà la sua rovina: contro il Grande Fratello, nessuno può vincere...

Il tema del controllo, della dittatura e della privazione di ogni libertà di pensiero (e di azione) è un tema che Ryan Murphy e Brad Falchuk hanno già inserito nelle stagioni precedenti di American Horror Story, ma un'intera trama costruita in una società simile a quella raccontata da Orwell avrebbe delle potenzialità senza precedenti. Perfino per AHS.

2. Cinema: i film horror del 1984

Stranger Things ci racconta il 1984 nella sua seconda - e decisamente dark - stagione. Credo sia un esempio perfetto per richiamare il grande impatto del cinema sugli spettatori, inclusi in più giovani, in quell'anno.

Nelle sale USA nel 1984 uscirono, tra gli altri, Ghostbusters (che proprio in Stranger Things viene ampiamente omaggiato), Indiana Jones e il tempio maledetto, Gremlins, Amadeus, La storia infinita, Karate Kid, Footloose, Birdy - Le ali della libertà... Ma ci furono film che per un genere in particolare, il genere horror, fecero storia.

Il primo capitolo della saga di Nightmare uscì proprio nel 1984, introducendo il primo mostro-serial killer che faceva battute di (pessimo) spirito. Freddy Krueger, interpretato da Robert Englund, divenne una star internazionale e il successo di Nightmare - Dal profondo della notte, scritto e diretto dal grande Wes Craven, spinse i produttori ad alimentare la storia di Freddy per molti altri anni.

Ci furono diversi altri film horror in quell'anno che potrebbero aver ispirato la premiata ditta Murphy-Falchuk: Venerdì 13: capitolo finale, che alimentava l'altro grande filone del decennio, quello di Venerdì 13, che sarebbe poi sfociato nell'incontro fra Freddy e Jason, molti anni dopo; Grano rosso sangue, tratto da un racconto di Stephen King e interpretato dalla stessa Linda Hamilton che, sempre nel 1984, sarebbe diventata la Sarah Connor di Terminator; il già citato Gremlins, che mescolava horror e avventura in un film per ragazzi destinato a fare storia... E una vasta serie di titoli minori - inclusi il mix con il fantasy di Neil Jordan: In compagnia dei lupi e Natale di sangue di Charles Sellier Jr. - che avrebbero potuto fornire l'ispirazione per il tema della nuova stagione.

3. TV: le serie del 1984. Omaggio a Romero?

Anche il piccolo schermo, che all'epoca veniva ancora considerato un po' il "ripiego" di chi non riusciva a sfondare nel cinema, nel 1984 ci ha regalato molte chicche. Dalla serie TV seguita alla miniserie V - Visitors, fra i maggiori successi dell'anno, al titolo più probabile come fonte d'ispirazione: l'antologia di George A. Romero intitolata Salto nel buio (Tales from the Darkside), che si adatterebbe perfettamente all'idea stessa di horror raccontata da AHS.

Creata, scritta e prodotta da Romero, la serie venne prodotta per 4 stagioni, con un totale di 90 episodi, e trasmessa in Italia anche con un altro titolo, Codice mistero.

Fra i temi trattati dai singoli episodi c'era davvero di tutto: dai patti per vendere l'anima alle case infestate, dalla tecnologia che uccideva a oggetti maledetti e possessioni demoniache.

Il narratore era Paul Sparer (il dottor Auster di Law & Order), presente in tutti e 90 gli episodi fra i cui sceneggiatori, andando a sbirciare, si scoprono nomi davvero illustri: Stephen King scrisse due episodi, Robert Bloch ne firmò tre, Clive Barker uno... Anche il cast vide una carrellata di star, alcune ai loro primi lavori e altre già affermate. Come ogni serie antologica di alta qualità, Salto nel buio ospitò attori del calibro di Bruce Davison, Danny Aiello, Jerry Stiller, E.G. Marshall, Jerry Orbach, Victor Garber, Marcia Cross e Penelope Ann Miller.

Fra i registi, Tom Savini, e una giovanissima Jodie Foster.

4. Eventi drammatici del 1984

Come riferimento, naturalmente, ho mantenuto il panorama statunitense e internazionale, per i fatti più rilevanti.

Nel 1984, l'America venne sconvolta dalla tentata strage in una scuola elementare compiuta da Tyrone Mitchell, che il 24 febbraio a Los Angeles uccise due studenti e ne ferì altri 12 alla scuola elementare di South Central. Quando capì di non avere alcuna possibilità di uscirne vivo, Michtell si suicidò sparandosi in testa.

Ma ci fu anche un altro evento legato a una scuola che sconvolse l'opinione pubblica: nel mese di marzo, la scuola materna McMartin di Manhattan Beach, in California, fu al centro di un caso senza precedenti, in seguito divenuto noto come il caso McMartin. Tutto il personale, insegnanti e proprietari, vennero accusati di abusare dei bambini della scuola e di compiere riti satanici. Scuola materna e satanismo? Potete immaginare: si scatenò il panico in tutto il Paese. Un panico del tutto ingiustificato.

Anni dopo, con il processo penale più lungo e più costoso - fino ad allora - della storia degli Stati Uniti - venne accertato che tutte le accuse erano completamente infondate e che i genitori dei bambini erano stati presi da una sorta di isteria collettiva che contagiò l'intera cittadina.

Dovessi scommettere su una di queste ipotesi, io punterei senza alcun dubbio il caso McMartin.

E voi?

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