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Fosse/Verdon, la recensione del primo episodio: "Life is a Cabaret"

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Bob Fosse è un genio incontrastato. Ma lo sarebbe comunque, senza sua moglie Gwen accanto? Il flop di Sweet Charity e le difficoltà sul set di Cabaret, sembrano evidenziare proprio questo, ma lui continua a mettere in secondo piano Gwen e a tradirla.

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Bob Fosse è in una camera di albergo. Il volto stanco e consumato vola verso i ricordi, mentre qualcuno bussa insistentemente alla sua porta. 

Comincia così il primo episodio di Fosse/Verdon, la serie dedicata a due tra le figure più rivoluzionarie che abbiano mai calcato i palchi di Broadway e i set di Hollywood: il coreografo, ballerino e regista Bob Fosse (interpretato da Sam Rockwell) e la ballerina Gwen Verdon (interpretata da Michelle Williams), allo stesso tempo colleghi, amici, rivali, marito e moglie e genitori di una bambina.

Continuano a bussare alla porta della stanza, ma Fosse non ha voglia di staccarsi dalle reminiscenze che gli stanno affollando la mente e vola ad Hollywood, 19 anni prima.

Fosse/Verdon 1X1: Hollywood, 19 anni prima

Bob Fosse e la moglie Gwen sono su un set cinematografico. Si tratta di Sweet Charity, primo lungometraggio cinematografico di Fosse, tratto dal suo famoso ed omonimo musical.

Le intuizioni dei due artisti sono geniali e spietate allo stesso tempo. Ma è subito chiaro che senza lo sguardo metodico di Gwen, senza il suo istinto creativo, Bob non avrebbe il controllo della situazione. 

La produzione, le ballerine, tutti sul set sono intimoriti dal genio di Fosse e affascinati dal piglio della moglie, che pare in grado di risolvere ogni problema, artistico e non. Non è solo il braccio destro del marito, è colei che conduce il gioco, che ha la visione completa del film, inquadratura dopo inquadratura, sotto ogni punto di vista: sceneggiature, costumi, coreografie. 

 Fosse/Verdon, 1X1: New York, 18 anni prima

Un altro flashback riporta Fosse indietro nel tempo. Siamo a New York, nella loro abitazione, dove sta per consumarsi un party. Tra Bob e Gwen c'è un'innegabile chimica, non solo artistica. Nell'appartamento colmo di amici e colleghi c'è anche la loro figlia Nicole, una ragazzina educata che sembra camminare in punta dei piedi nell'universo scintillante e ipocrita dello show business.

È passato un anno da quando Bob Fosse ha girato Sweet Charity e le cose non sono andate affatto bene. Il film è stato un flop e qualcuno ha da ridire sul fatto che ad interpretare la protagonista sia stata l'attrice Shirley MacLaine e non Gwen, molto più adatta per la parte.

Il giorno dopo - tra i resti della festa - lo sconforto e la desolazione di Bob Fosse sono ancora più evidenti. Il film ha perso 20 milioni di dollari e le critiche sono un disastro. La tentazione di farla finita è alta, ma Gwen gli sta vicino e benché sia evidente a tutti che il marito abbia cercato di metterla in secondo piano, non avendola scritturata nel suo primo film da regista, continua a non nutrire rancore nei suoi confronti. 

Ma forse non tutto è perduto. C'è Cabaret, un musical che vogliono girare l'anno successivo. Un film che Bob vuole fare suo. Il produttore di Sweet Charity non è affatto d'accordo ad assumerlo come regista: certo, se ci fosse Gwen, sarebbe tutta un'altra cosa, ma Bob glissa il discorso, spiegando che la moglie ha altri impegni.

Non sono certo che sia il tuo genere di film. Questo è un dramma musicale, intimo, un film adulto.

sottolinea il produttore davanti ad un drink. Bob lo guarda negli occhi e gli domanda se ha mai fatto il militare. Così gli racconta di quando era in Marina e faceva l'intrattenitore nelle basi a sud del Pacifico, tra soldati feriti, a pezzi, mutilati. Fuori c'era una guerra, ma all'interno loro si divertivano.

La vita è un cabaret, vecchio mio. Io sono il regista di questo film. Sono io quello giusto.

 Fosse/Verdon, 1X1: Monaco, 16 anni prima 

Un altro flashback. Ora siamo a Monaco, sul set di Cabaret: Bob Fosse è il regista del film. C'è poco da fare, se Fosse vuole una cosa se la prende, senza guardare in faccia a nessuno. È pronto a scavalcare chiunque per raggiungere il suo obiettivo, persino sua moglie. Che preferisce lasciare a casa, negli Stati Uniti.

Le donne, sono il vero punto debole di Fosse, che lì a Monaco inizia un flirt con un'interprete tedesca. Il suo modo di fare e le sue idee artistiche sono come sempre in conflitto con la produzione. Ma a Fosse non interessa seguire il piano di lavorazione, lui vuole facce vere nel suo film ed è disposto a mettere da parte gli attori per andare a cercare comparse in un bordello

Nel frattempo, a casa, Gwen prova a riaffermarsi nel lavoro, affrancandosi dal marito. È alla ricerca di una parte, ma non è facile, è schiacciata dalla vita domestica.

Mentre a Monaco le cose precipitano, Bob ripensa a quando da ragazzino ballava e sudava, sperando di diventare il nuovo Fred Astaire. Sogno che ha dovuto accantonare.

Sul set tutto sta per andare in malora e i contrasti con la produzione sembrano ormai insanabili. Ecco dunque che Bob telefona alla moglie e le chiede di raggiungerla. E lei, come sempre, accetta. Mentre le parla, scusandosi per non averla contattata fino a quel momento, è a letto. E accanto a lui c'è la sua interprete, senza vestiti. 

L'arrivo di Gwen ovviamente rivoluziona tutto, nel senso più positivo del termine. Grazie a lei, al suo intuito e al suo talento visivo, Bob riesce a riprendere il controllo del suo film. Gwen è amata da tutti, ma la sua tendenza è quella di sminuirsi. Bob senza di lei non è niente, ma questo la ballerina non lo ammetterà mai:

So solo parlare la lingua di Bob

si schermisce imbarazzata

È pronta a volare a New York e a tornare dopo 72 ore in Europa per cercare un costume da Gorilla. Troverà quello giusto, senza ombra di dubbio. Perché Gwen ha sempre una soluzione a tutto.

Ma questo a Bob importa fino a un certo punto. E quando la moglie rientra dagli Stati Uniti scapicollandosi per dargli il famoso costume, si fa trovare a letto con la sua amante.

Fosse/Verdon, 1X1: Washington D.C., 8 minuti prima

Si ritorna al presente. Bob Fosse è nella sua camera d'albergo. Finalmente si decide ad aprire la porta: è Gwen, che lo avvisa che lo spettacolo è alle sette.

La ballerina è invecchiata, ma è sempre bellissima e Bob non può non farglielo notare. Forse ormai non staranno più insieme, ma tra i due c'è ancora qualcosa, è evidente.

Si conclude così il primo episodio di Fosse/Verdon. Appuntamento a giovedì 26, alle 21.00, con il secondo episodio. Ovviamente, su FoxLife.

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