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Avengers: Endgame, gli sceneggiatori parlano delle morti del film (e del perché doveva andare così)

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Christopher Markus e Stephen McFeely, sceneggiatori di Avengers: Endgame, hanno parlato con il New York Times riguardo ad alcuni aspetti particolari del film, tra cui le morti che hanno scandito l'avventura finale dei Vendicatori.

Un primo piano dei Vendicatori nel poster di Avengers: Endgame Marvel Studios

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Avengers: Endgame ha chiuso un ciclo lungo ben ventidue film, portando a compimento il destino dei Vendicatori più celebri del grande schermo.

Christopher Markus e Stephen McFeely, gli sceneggiatori che si erano occupati anche di Avengers: Infinity War, hanno parlato a lungo con il New York Times del cinecomic Marvel diretto dai fratelli Russo.

Tra le cose più importanti, la coppia ha discusso delle morti eccellenti che hanno visto uscire di scena alcuni tra gli Avengers più amati da fan.

Attenzione! Possibili spoiler!

Il sacrificio di Vedova Nera

Come e perché Markus e McFeely hanno scelto di far morire i personaggi di Scarlet Johansson e Robert Downey Jr. nel modo che abbiamo visto in Avengers: Endgame?

Il duo inizia a spiegarlo parlando di Vedova Nera, che abbiamo visto sacrificarsi per ottenere la Gemma dell'Anima. Nella mente degli sceneggiatori, la storia dell'eroina sarebbe giunta alla fine solo se fosse riuscita a riunire i Vendicatori:

Il passato di [Vedova Nera] è ricco di abusi e di terribili situazioni di manipolazione mentale. Perciò quando arriva a Vormir e ha l'occasione di riavere indietro la sua famiglia, questa è una cosa per cui lei sacrificherebbe la vita.

L'unica paura, per gli sceneggiatori, era quella di non avere abbastanza tempo per rendere giustizia al personaggio, costruendo scene abbastanza d'impatto (e tristi) per onorarla.

Per Tony c'è un funerale. Per Natasha no. Questo è in parte dovuto al fatto che Tony è una grande figura pubblica, mentre lei è stata nascosta nell'ombra per tutto il tempo. Non sarebbe stato onesto nei confronti del personaggio dedicarle un funerale.

Markus e McFeely fanno anche notare che, purtroppo, non c'era possibilità di riportare in vita Vedova Nera durante il film ("Si tratta di uno scambio permanente. Se la riporti indietro, perdi una Gemma"). A un certo punto, però, gli sceneggiatori hanno valutato seriamente la possibilità di far morire qualcun altro a quel punto della storia.

Si tratta, ovviamente, di Occhio di Falco / Ronin. Alla domanda circa l'eventuale sacrificio di Clint Barton al posto di Vedova Nera (tra l'altro previsto nelle versioni iniziali della sceneggiatura), i due hanno spiegato perché alla fine non è andata così. 

Jen Underdahl, che supervisiona gli effetti visivi, aveva letto una bozza di sceneggiatura in cui era Occhio di Falco a buttarsi dal dirupo. Dopo averla letto ci ha detto 'Non potete rubare [a Vedova Nera] questa scena'. 

Gli sceneggiatori si sono presto convinti che la morte di Occhio di Falco sarebbe risultata troppo melodrammatica: l'addio su Vormir poteva riguardare solo Vedova Nera, grazie a un sacrificio che avrebbe chiuso il suo arco narrativo.

Tony Stark e il nuovo Guanto dell'Infinito

Markus e McFeely hanno parlato quindi della questione legata all'estremo saluto di Tony Stark, sacrificatosi per utilizzare il nuovo Guanto dell'Infinito e sconfiggere l'esercito di Thanos:

Tutti sapevano che questa doveva essere la fine per Tony Stark.

Le condizioni per l'uscita di scena di Iron Man c'erano tutte, ma gli sceneggiatori sono consapevoli che: "Se ci fossero state delle ottime ragioni per non farlo morire, sicuramente la gente lo avrebbe apprezzato ugualmente". Il problema era un altro. Avengers: Endgame doveva chiudere un capitolo dell'universo Marvel, uno che Tony Stark stesso aveva iniziato.

In un certo qual senso, [Tony Stark] e Steve Rogers sono sempre stati personaggi speculari. [Nel corso dei film] Steve si muove verso da una sorta di interesse personale illuminato, Tony verso l'altruismo. Hanno raggiunto entrambi la fine del loro arco narrativo.

Riguardo alla possibilità di scegliere finali alternativi per Tony, gli sceneggiatori hanno risposto di non averne mai davvero considerati degli altri:

Abbiamo avuto la possibilità di dargli la vita perfetta da supereroe in pensione all’interno del film. [...] È la vita per cui ha lottato. Lui e Pepper staranno mai insieme? Sì. Si sposano, hanno una figlia, una bella vita di coppia. È fantastico. E Tony alla fine ha una bella morte. Senza il retrogusto della tragedia. Si tratta di una vita eroica che giunge a compimento.

La sconfitta di Thanos

Menzione d'onore anche per il villain Thanos e il suo destino, oltre alla sensazione di "morte" che aleggia nella prima parte di Endgame. Gli sceneggiatori hanno svelato di aver sempre avuto problemi su come gestire il Titano Pazzo dopo Avengers: Infinity War.

Il ragazzo è in possesso dell'arma definitiva. Può prevedere tutto. È ridicolo.

Markus e McFeely hanno detto di aver "sbattuto la testa" sul problema per settimane, prima che la produttrice esecutiva Trinh Tran arrivasse con un suggerimento: "Non possiamo semplicemente ucciderlo?". A quel punto i due si sono domandati che cosa sarebbe successo se avessero davvero ucciso Thanos nei primi minuti del film. "Che succederebbe se lo uccidessero? Perché dovrebbero riuscirci? Perché Thanos glielo permetterebbe?"

Dopo una lunga riflessione, i due sono giunti alla conclusione che la morte di Thanos sarebbe stata perfettamente in linea coi piani del Titano.

Il suo compito era finito. Non per renderlo troppo simile alla figura di Gesù Cristo, è stato come dire: 'Se devo morire, posso morire ora'.

L'uscita di scena di Steve Rogers

Un accenno va anche all'uscita di scena di Steve Rogers, il quale compie il suo destino senza alcun sacrificio finale in Avengers: Endgame. Il personaggio sceglie di rimanere nel passato e di sposare Peggy Carter; una decisione che ce lo fa ritrovare comunque alla fine del film, in una versione invecchiata.

Fin dalla prima bozza di sceneggiatura, sapevamo che il destino di Cap sarebbe stato quello di ballare ancora una volta con Peggy.

Il problema degli sceneggiatori, in questo caso, era capire cosa era fanservice e cosa no. McFeely ha confessato di aver "perso la bussola" a un certo punto, non riuscendo a distinguere benissimo cosa avrebbe rappresentato il meglio per il personaggio e cosa invece avrebbe riflesso semplicemente i desideri degli spettatori.

È un buon finale? Non lo so. Ma è un finale soddisfacente. [Steve Rogers] ha messo in pausa la sua vita per fare il suo dovere. Ecco perché non ho mai pensato che l'avremmo ucciso: [la morte di Steve] non sarebbe stata parte del suo arco narrativo. La sua storia è il poter finalmente mettere da parte lo scudo, perché se l'è meritato.

Markus continua sulla stessa linea, sottolineando che sono proprio i sacrifici, e non i poteri, a rendere tali gli eroi del MCU.

Ma, a proposito di Steve Rogers e alle sue scelte in Endgame, agli sceneggiatori è stato chiesto se sono già al lavoro sulla prima avventura di Sam Wilson nei panni del "nuovo" Capitan America. Markus ha risposto così:

Al momento sappiamo solo quello che sapete voi. Marvel è al lavoro su Gli Eterni, che è una proprietà di cui non so quasi nulla. [...] Se dovessimo seguire un altro film, dovremmo abbassare la posta in gioco e seguire una storia delle origini. Ci sono personaggi fantastici a cui non potrei dire di no. C'è un film di Moon Knight che deve essere fatto, ma non so di cosa di tratti.

In attesa di trovare una risposta più precisa al futuro del MCU, ricordiamo che Sam Wilson sarà presto protagonista di una mini-serie di Disney+, Falcon and the Winter Soldier, di cui sappiamo ancora poco.

 

Articolo curato da: Stefania Venturetti

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