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Interstellar: il buco nero visto nel film di Nolan è molto vicino alla realtà

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Interstellar, capolavoro fantascientifico senza tempo di Christopher Nolan, ha fornito allo spettatore una ricostruzione di un buco nero che potrebbe non essere affatto lontana dalla realtà.

A sinistra il buco nero M87, a destra il buco nero visto in Interstellar EHT/Warner Bros.

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Lo scorso 10 aprile, grazie al lavoro degli instancabili scienziati dell’Event Horizon Telescope (EHT), consorzio di 8 radiotelescopi posizionati in ogni angolo della Terra, è stata svelata un’immagine definita da molti “foto del secolo”.

Tale foto ritrae il buco nero M87, situato al centro dell’omonima galassia (circa 55 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione della Vergine) e dotato di una massa di 6.5 miliardi di volte quella solare.

Diverse ricostruzioni del buco nero M87HDEHT/Akiyama et al
M87 secondo diverse ricostruzioni

Da precisare che la straordinaria foto che avete appena visto è frutto di una tecnologia oggi considerata ormai superata. Gli addetti ai lavori si sono infatti affidati ai dati (oltre 5 petabyte) immagazzinati su degli hard disk (centinaia) per PC. Dunque oltre 5 milioni di gygabyte, la cui trasmissione ha necessitato anni per essere portata a compimento.

Nella foto prima mostratavi, è possibile osservare quella che potrebbe definirsi “ombra” del buco nero. La materia attratta all’interno di M87, andando incontro a riscaldamento, emette una luce in parte visibile grazie al lavoro degli 8 radiotelescopi. In tal modo possiamo dunque intravedere la “zona in ombra” presente all’interno di M87.

Come avviene il riscaldamento che dà origine alla luce che vediamo? Tramite la rotazione, ad altissima velocità, del disco di accrescimento del buco nero, un disco formato da materia che alimenta la massa di M87.

Inoltre, per darvi un’idea più precisa del mistero profondo che si cela dietro l’orizzonte degli eventi, se per “evento” noi intendiamo un fenomeno, ovvero uno stato della realtà fisica visibile, per orizzonte degli eventi intendiamo una regione dello spazio-tempo oltre cui diventa impossibile osservare il fenomeno.

Premesso ciò, molti appassionati del cinema di fantascienza ricorderanno la spettacolare ricostruzione di un buco nero (Gargantua) mostrata nel celebre film di Christopher Nolan, Interstellar.

Secondo Kazunori Akiyama, ricercatore dell’Haystack Observatory del MIT, la ricostruzione di Gargantua in Interstellar è quasi corrispondente a quella di un vero buco nero, anche se la striscia sottile di materia presente al centro del buco nero della pellicola di Nolan pare non essere presente in M87.

Il buco nero Gargantua visto nel film InterstellarHDWarner Bros.
Gargantua, l'impressionante buco nero visto in Interstellar

Akiyama però afferma che tale sottile striscia potrebbe non essere visibile a causa della differente angolazione da cui osserviamo M87.

Inoltre c’è da dire che, sempre secondo Akiyama, la ricostruzione a nostra disposizione di M87 ritrae chiaramente il buco nero in fase di rotazione, ed è per questo che notiamo da un lato all’altro della foto una differenza nell’intensità luminosa.

A cosa è dovuta tale differenza? Al fatto che il materiale in movimento rivolto verso l’osservatore appare più luminoso, mentre le porzioni di buco nero che si allontanano dall’osservatore sono più scure.

Kazunori si sofferma poi sul motivo che ha spinto Nolan a non voler mettere in evidenza le differenze di luminosità fra una parte e l’altra di Gargantua:

Christopher Nolan ha evitato di evidenziare eventuali differenze di luminosità perché l’occhio dello spettatore, già abbagliato dalla luminosità generale, di intensità estrema, emessa da Gargantua, non avrebbe comunque fatto caso a eventuali differenze di luminosità ai due lati del buco nero.

Inoltre Kip Thorne, fisico premio Nobel e consulente scientifico per il film, afferma che Nolan, per forza di cose, ha anche fatto prevalere la propria creatività per altri aspetti del buco nero, come ad esempio il modo in cui esso riflette la luce. Inoltre M87 presenta un disco più spesso del buco nero “nolaniano” ma più trasparente alla luce.

Dunque possiamo dire che il nostro Nolan è riuscito a fornire allo spettatore una ricostruzione abbastanza verosimile di un reale buco nero, oltre che, ovviamente, un capolavoro senza tempo della cinematografia mondiale.

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