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Oblivion Song Vol. 2, la recensione: la fine è solo un nuovo inizio

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Il secondo volume di Oblivion Song chiude idealmente il primo grande arco narrativo della serie, confermando le ottime premesse dello scorso anno. La recensione.

Il protagonista di Oblivion Song Image Comics/saldaPress

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Un anno fa, il primo volume di Oblivion Song era riuscito nella difficile impresa di conquistare tutti, dal pubblico alla critica fino agli addetti ai lavori, imponendosi come una delle novità editoriali più interessanti del 2018.

L'unione tra l'ispirata lirica americana di Robert Kirkman, qui alle prese con vicende che mischiano sapientemente tematiche sci-fi alle immancabili atmosfere horror tanto care al papà di The Walking Dead, e gli espressivi e italianissimi disegni di Lorenzo De Felici - colorati dalla bravissima Annalisa Leoni, vincitrice del prestigioso premio Boscarato proprio per questo suo lavoro - ha infatti dato vita a una serie a fumetti fresca e intrigante, dotata di tutte le carte in regola per durare a lungo e, magari, essere trasposta anche sul piccolo schermo.

Era dunque molta l'attesa per l'arrivo in libreria del proseguo della storia, edita in Italia dai ragazzi di saldaPress sia in formato brossurato con alette che cartonato, un volume decisivo per confermare o meno le ottime impressioni che la serie ci aveva fatto al suo debutto.

La confessione di Nathan apre il secondo volume di Oblivion SongImage Comics/saldaPress

La raccolta degli albi originali dal 7 al 12, che segnano la chiusura del primo grande arco narrativo, riprende le fila delle vicende dal momento esatto in cui si era interrotto circa un anno fa, con Nathan in prigione pronto ad essere interrogato dalle autorità. Attraverso l'escamotage del racconto tramite flashback, Kirkman fornisce al lettore qualche dettaglio in più sul progetto che ha scatenato la Trasposizione, illustrandone più nel dettaglio le dinamiche e le motivazioni.

Proprio il perché le persone agiscono in un certo modo risulta essere il vero perno centrale di questo secondo volume, che concentra la narrazione quasi esclusivamente sull'opposizione - caratteriale, ideologica, di stili di vita - tra Nathan e suo fratello Ed. Da una parte c'è un uomo che vede nella Trasposizione il suo più grande fallimento, un errore a cui si sente in dovere di porre rimedio, anche a costo della sua stessa vita; dall'altra c'è invece un individuo che in quest'ultima ha trovato il suo punto di svolta, una rinascita di cui, secondo lui, tutti dovrebbero beneficiare.

Questi due punti di vista, tanto opposti nelle premesse quanto parimenti egoistici negli intenti, portano ai fratelli a giocare al gatto e al topo per l'intero volume, prima aiutandosi, poi scontrandosi e poi aiutandosi ancora.

Il dualismo tra Nathan ed EdHDImage Comics/saldaPress

Sebbene il plot di fondo e i colpi di scena siano meno incisivi di quelli presenti nei primi sei albi della serie, Kirkman riesce comunque a imbastire una trama incisiva e coinvolgente, in cui i rapporti umani e il loro sviluppo continuano a essere l'elemento privilegiato della narrazione. Le complesse dinamiche tra Ed e Nathan, le precarie relazioni di quest'ultimi con le rispettive compagne, lo sguardo disilluso e pessimistico dei protagonisti nei confronti della società sono infatti tutti leitmotiv tipici della prosa kirkmanina, che l'autore di The Walking Dead riesce ogni volta a declinare sapientemente in base al contesto.

Sul versante grafico, De Felici continua a sorprendere con il suo tratto sintetico ma estremamente espressivo, perfetto per un fumetto in cui la parola è al primo posto. Nonostante questo, le numerose scene d'azione appaiono comunque dinamiche, fluide e visivamente potenti, così come tutta la rappresentazione del mondo di Oblivion, che qui torna prepotentemente a mostrarsi in tutto il suo splendore.

La parte del leone - permettetemi il gioco di parole - la fanno infine i colori della bravissima Leoni, davvero fondamentali per far immergere il lettore nel mix di atmosfere di cui la serie si compone. Se The Walking Dead è un fumetto che, per certi versi, si apprezza quasi di più in bianco e nero, qui appare quasi un delitto pensare a una versione di Oblivion Song che faccia a meno dell'opposizione cromatica che contraddistingue le due realtà messe in scena da Kirkman e De Felici.

Dentro OblivionHDImage Comics/saldaPress

Come abbiamo detto all'inizio, con questo secondo volume si conclude idealmente il primo grande arco narrativo della serie, ora pronta ad evolversi e - forse - ad abbracciare in toto lo stile narrativo di Robert Kirkman, spostando l'attenzione da i due fratelli a un numero sempre maggiore di personaggi.

Il grande colpo di scena presente nelle ultime pagine, poi, suggerisce per il futuro dinamiche sempre più indirizzate verso l'horror e la fantascienza, che potrebbero finire per influire radicalmente anche sull'impostazione gestionale e temporale degli eventi.

Le premesse per trovarsi di fronte a una delle serie a fumetti più chiacchierate dei prossimi anni ci sono tutte. Non resta dunque che attendere e osservare con interesse dove questo fumetto metà americano e metà italiano finirà per condurci.

Oblivion Song  - Volume 2saldaPress

Oblivion Song - Volume 2 (144 pagine a colori, brossurato) è in vendita nelle fumetterie, nelle librerie e sullo shop online di saldaPress al prezzo di 14,90 euro. Vi ricordiamo che il volume è disponibile anche in versione cartonata, al prezzo di 19,90 euro.

Voto7,5/10

Il ritmo incalzante e la prosa ragionata di questo secondo volume consacrano definitivamente Oblivion Song come una delle serie a fumetti più fresche e interessanti del panorama statunitense.

Lorenzo Bianchi

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