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Fosse/Verdon: la recensione del settimo episodio Nowadays

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Bob è uscito dall'ospedale, ma la preparazione di Chicago si rivela più complicata del previsto. Inoltre, Gwen stenta a stare dietro al cast, accusando una certa fatica fisica. Riuscirà a dimostrare di essere la stella di un tempo?

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Gwen Verdon 1960, 2 anni prima del primo tentativo di ottenere i diritti di Chicago. Inizia con un flashback di parecchi anni prima, il settimo episodio di Fosse/Verdon. Bob e Gwen stanno litigando furiosamente e Gwen scaglia contro il coreografo una sfilza di oggetti.

Al centro della sfuriata, un tradimento che Bob ha consumato con una ballerina di fila dello spettacolo di Gwen. Lui cerca disperatamente di discolparsi, le promette che non accadrà mai più. Poi le si avvicina, sussurandole di essere pazzo di lei e di volerla sposare per poi avere un figlio.

Senza di te non vivo, ho bisogno di te, voglio costruire una famiglia. Vuoi sposarmi?

 Gwen piange sommessamente, ma sembra felice. È evidente che è esattamente ciò che vuole anche lei.

Chicago 1975, 1° prova dopo il ritorno di Bob Fosse dall'ospedale

Eccoci tornati nuovamente al presente. Bob Fosse è in sala prove insieme al cast di Chicago. I ballerini hanno aspettato che si riprendesse, sono passati ormai quattro mesi dal suo attacco di cuore e - a quanto pare - Gwen avrebbe fatto dei prestiti a tutti affinché nel frattempo non abbandonassero lo show per altri ingaggi.

Bob è estremamente nervoso, ce l'ha con tutti e non è per niente soddisfatto di come stanno venendo le cose. Insomma, è un momentaccio:

Non riesco a mangiare, a pensare e a concentrarmi.

Il fatto è che non può stare senza prendere psicofarmaci e ha un disperato bisogno di assumere qualcosa. Ovviamente nessun medico gli prescriverebbe uno stimolante con il cuore in quelle condizioni.

Chicago 1975, 9° prova dopo il ritorno di Bob Fosse dall'ospedale

Gwen si allena disperatamente, ma la sua età comincia a farsi sentire e non riesce a tenere il passo: specialmente nei numeri più ritmati si stanca immediatamente. Bob vuole rallentare il pezzo in questione e alla fine decide di tagliare completamente il numero per farla muovere il meno possibile.

Ma Gwen non è d'accordo, e durante il saggio di danza della figlia Nicole, glielo fa presente, mettendo in piedi un'animata discussione che reca un profondo imbarazzo alla figlia che si sta esibendo. Tuttavia, convince Bob a far scrivere un nuovo pezzo finale per lei. 

Il numero di chiusura piace a tutti e Gwen è estremamente soddisfatta. Solamente Bob non è sicuro e propone di alternare le strofe con la co-protagonista Chita. Tutti gli vanno contro, Chita stessa lo prega di dare il pezzo solamente a Gwen: 

Dalle la canzone e basta

Di fronte all'impuntatura del regista che non pare voler arretrare di un centimetro, Gwen sbotta, accusandolo di star trasformando lo spettacolo in due ore di sofferenza per gli spettatori.

Non ho chiesto io di fare questo show

replica lui. Ma Gwen gli rinfaccia di aver passato la vita a farlo lavorare:

Ti ho caricato sulle mie spalle e ti ho portato con me. Non riesci ad accettare il fatto che io sia la stella e non tu.

Davanti a quelle parole crude, Bob non si scompone e non batte ciglio neanche di fronte alla minaccia di farlo licenziare.

A spuntarla sarà lui: Chicago si chiuderà con un duetto di Chita e Gwen.

Chicago 1975, la sera della prima e l’after party

La prima dello show pare essere stata un successo. Al party sono tutti in attesa delle primissime recensione, che arrivano puntuali. Ottime notizie per Gwen e Chita, le vere star dello spettacolo, che ricevono una valanga di elogi. Ma tra le righe dei giornali non compare nulla su Bob e sulla regia di Chicago.

Bob, che nel frattempo è riuscito ad avere le anfetamine da una ballerina, si impasticca, bevendoci furiosamente sopra. A nulla valgono le preghiere della fidanzata Annie.

Un flashback ci riporta indietro di molti anni, mostrando Bob e Gwen dal medico, a causa di una continua difficoltà nel concepire un figlio. Gwen è trattata da tutti come una star, mentre Bob è un semi-sconosciuto, totalmente frustrato dal successo della moglie. Ma il punto non è questo: il fatto è che ad avere problemi di fertilità pare essere proprio lui. I due non demordono e si sottopongono a delle cure, particolarmente invasive per Gwen.

Ma i tentativi non paiono andare a buon fine e decidono così di incominciare le procedure di adozione.

Chicago 1975, cinque settimane dopo la prima

Gwen è nei camerini del teatro, con una bottiglia di vino in mano. Bob si è accorto che da un po' di giorni ha qualche problema con le note alte. Lei cerca di minimizzare, ma la verità viene presto fuori: ha dei polipi alle corde vocali e si dovrà sottoporre ad un’operazione, cosa che vuole a tutti i costi evitare, perché la terrebbe lontana per sei settimane dallo show. Bob non vuole sentire scuse e la convince ad andare sotto i ferri. 

Un flashback racconta la scoperta di Gwen di essere finalmente rimasta incinta. Poi si torna alla realtà: durante il periodo della riabilitazione vocale, Gwen sarà sostituita da Liza Minnelli. Ma Bob le promette che nasconderà la cosa ai giornalisti per evitare clamori. Lo spettacolo e la parte rimarranno suoi.

Ovviamente le cose vanno diversamente. Gwen, in seguito all'operazione, è a casa, a riposo. Bob le telefona e ben conscio del fatto che lei non possa parlare, la avvisa che i giornalisti hanno saputo di Liza, hanno quindi nuovamente recensito lo show e adesso c'è sempre fila al botteghino. Gwen non potrebbe emettere alcun suono, ma si sforza comunque:

Non mi hai voluto per la parte

Bob non si scompone:

Penso che lo potevi fare 15 anni fa, quando ne parlammo per la prima volta.

Ma Gwen non ha alcuna intenzione di mollare. E benché il compagno le consigli di lasciare la presa, è decisa a tornare in teatro. Qui, nel suo camerino, trova un biglietto di Liza Minnelli che la ringrazia per averle permesso di indossare i suoi panni.

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