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Il cardellino: recensione del romanzo premio Pulitzer di Donna Tartt

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Il cardellino, libro di Donna Tartt premiato con il Pulitzer, è un romanzo diviso in due: un inizio molto concreto e una seconda parte onirica. Scopriamolo insieme.

Il cardellino, il dipinto originale Getty Images

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Ne è stata annunciata la trasposizione cinematografica, in arrivo nelle sale il prossimo ottobre.

Quale occasione migliore per recuperare un romanzo davvero particolare? Non per la trama, né per i personaggi o lo stile, bensì per il modo in cui si sviluppa.

Mi ha dato un'impressione davvero strana, l'impressione che sia stato assemblato, scritto da due persone diverse e messo insieme senza curare troppo il processo di "taglia e cuci".

Naturalmente l'autrice, Donna Tartt, premiata con il Pulitzer proprio per questo romanzo, ne era perfettamente consapevole. Ed è proprio sulla seconda parte, quella così scollata dalla prima, che ha puntato tutto.

Ha piazzato una scommessa vincente e ha portato a casa uno dei premi letterari più prestigiosi e ambiti al mondo.

Il cardellino, il romanzoRizzoli
Il cardellino di Donna Tartt, romanzo Premio Pulitzer

La trama

Il cardellino racconta la storia di Theo Decker, un adolescente - ha tredici anni - e della sua vita dopo l'evento più drammatico che possa colpire un ragazzo della sua età: la morte della madre.

Mentre visita il Metropolitan Museum, Theo rimane ferito dall'esplosione - frutto di un attentato terroristico - che costa la vita alla madre. Da quel momento, niente sarà più lo stesso.

Theo frequenta la terza media. Rimasto solo al mondo, va a vivere presso la famiglia di un suo compagno di scuola, una famiglia dell'alta borghesia che risiede a New York, nell'esclusiva Park Avenue.

La vita sembra perdere di significato, ma Theo trova un nuovo punto di riferimento in un dipinto, Il Cardellino, che rimarrà sempre impresso nella sua mente e diverrà un simbolo rassicurante.

Perfino quando Theo si ritroverà al centro di un'avventura molto, molto pericolosa: divenuto adulto, infatti, il protagonista inizia a lavorare come antiquario e si mette in contatto con un giro di criminali davvero insidiosi...

Simbologia

Il quadro che raffigura il piccolo volatile così caro a Theo si trasforma immediatamente nel simbolo di quell'innocenza perduta, spazzata via all'improvviso con lo scoppio della bomba che gli cambia la vita.

Il giovane protagonista cresce e diventa grande sotto ai nostri occhi, portandoci con sé in un viaggio doloroso e pieno di insicurezze, ma anche determinato a non cedere alla paura.

Da un lato, quindi, abbiamo la bomba intenta a rappresentare l'odio, la violenza, l'ingiustizia di un mondo spietato in cui, a pagare davvero il prezzo dell'altrui crudeltà, sono sempre gli innocenti.

Dall'altro lato abbiamo l'immagine di una creatura fragile, indifesa, tenera e irresistibilmente graziosa: è l'immagine stessa dell'adolescenza, dell'innocenza, di quella vita che Theo e i suoi tredici anni potevano e dovevano sognare.

Il futuro del cardellino viene spazzato via da un'esplosione, ma in qualche modo lui resta lì, fermo, in attesa di ciò che la versione alternativa del suo futuro gli riserverà. 

Ed è a questo punto che tutto cambia. 

Il dipinto: Il cardellinoHDMuseo Mauritshius
Il cardellino: il dipinto di Carel Fabritius

Stream of consciousness

Quando la Tartt dà libero sfogo ai pensieri e ai sentimenti di Theo, mettendoli nero su bianco tramite quella tecnica così cara a Joyce, che ne è considerato il padre, e così difficile da padroneggiare, Il cardellino si trasforma.

La prosa appassionante, precisa e così affascinante da invogliare il lettore a proseguire nella lettura diventa improvvisamente priva di regole, dedita ad aneddoti lunghi e descrizioni troppo dettagliate: assume, insomma, una dimensione onirica mentre continua a raccontarci gli eventi della vita di Theo.

E lo fa improvvisamente. Proprio come lo scoppio di una bomba.

Il paragone, naturalmente, è il punto forte di questo romanzo. E il flusso di coscienza di Theo è adattato a uno stile più moderno, rispetto ai classici del genere. 

Ecco spiegato il successo de Il cardellino: la scelta di raccontare una storia nel doppio dello spazio che avrebbe potuto richiedere per esplorare a fondo, così a fondo da provocare il lettore, arrivando quasi a esasperarlo, i pensieri di un ragazzo la cui vita si trasforma in un racconto di sopravvivenza.

Non tutto funziona alla perfezione, però: forse troppo presa dall'impegnativo compito di raccontarci i pensieri intimi di Theo, l'autrice perde il controllo della narrazione finendo per circondarsi di personaggi fin troppo stereotipati e situazioni fin troppo prevedibili.

Non è questo il punto, però: si perde la verosimiglianza, si perde quel prezioso processo d'identificazione con il protagonista, ma si guadagnano un ritmo spiazzante (pagine e pagine senza un punto e poi frasi di quattro parole, accostate l'una all'altra) e un'introspezione che è il vero, unico punto di forza di una storia capace di perdersi, ma non di perdere la sua presa su chi la avvicina.

Il cardellino senza dubbio non è un romanzo per tutti ma, avvicinato con il giusto spirito, è in grado di insegnarci parecchio. Almeno sulle tecniche narrative.

Voto8/10

Un romanzo diviso in due: un inizio scritto divinamente, seguito dalla dimensione onirica del flusso di coscienza, infarcito di simboli da premio Pulitzer.

Chiara Poli

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