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Matthew Vaughn non è più il regista de L'uomo d'acciaio 2

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Il regista di Kingsman ha rivelato in un'intervista di non essere più coinvolto in Man of Steel 2, il sequel de L'Uomo d'acciaio.

Henry Cavill in una scena de L'uomo d'acciaio Warner Bros.

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Kick-Ass, X-Men - L'inizio, Giorni di un Futuro Passato, i due capitolo di Kingsman: Matthew Vaughn ha una certa familiarità con i cinecomic, nei quali si è sempre cimentato con un certo (apprezzato) stile. Non è un mistero, quindi, che per diverso tempo il suo nome sia stato accostato a Man of Steel 2, il sequel de L'Uomo d'acciaio.

Purtroppo, però, Vaughn non sarà alla regia del film. Lo ha rivelato lo stesso cineasta nel corso di un'intervista. La notizia non sorprende, se si pensa agli ultimi stravolgimenti nel DC Extended Universe: Ben Affleck escluso dalla nuova trilogia su Batman (al suo posto arriverà Robert Pattinson), i rumors sul possibile addio di Henry Cavill, Joaquin Phoenix nuovo Joker dopo il fallimento di Jared Leto e di Suicide Squad.

Matthew Vaughn, nel 2008 l'idea per una trilogia su Superman

L'uomo d'acciaio, nel 2013, aveva inaugurato il DC Extended Universe, dando a Superman nuovo appeal sul grande schermo. Merito di Zack Snyder, che per vicissitudini personali ha in seguito preferito prendersi una pausa, lasciando così una casella vuota per quel che riguarda la regia de L'Uomo d'acciaio 2, seguito annunciato da diverso tempo ma che ora, dopo i cambiamenti radicali nelle strategie Warner/DC, sembra essere stato messo in stand-by.

Secondo quanto riferito da Vaughn, il nuovo Superman avrebbe utilizzato alcune delle soluzioni immaginate dal regista assieme al fumettista Mark Millar nel 2008, incluso un focus rilevante su Krypton.

Parlando con Polygon, Vaughn ha svelato inoltre che, all'epoca, l'idea era orientata su una potenziale trilogia, col primo capitolo che sarebbe stato ambientato quasi interamente su Krypton, e si sarebbe concentrato su Jor-El, con la distruzione del pianeta spostata molto più in là nella timeline, permettendo così a Superman di crescere sul suo pianeta natale e gradualmente acquisire familiarità con la Terra.

Alcune di queste idee, quindi, sarebbero confluite nel seguito de L'uomo d'acciaio diretto da Vaughn. Non andrà però così. Il regista ha inoltre descritto il Superman di Richard Donner del 1978 come il suo film ideale sul supereroe dal mantello rosso e ha confessato che avrebbe cercato di ricreare quell'atmosfera carica di ottimismo e stupore se ne avesse avuto la possibilità.

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