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Neil Gaiman sulle origini di Good Omens (e il sequel mai scritto)

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Un giovane, aspirante scrittore con un'idea geniale. Un genio affermato della letteratura che gli propone di lavorarci insieme. Good Omens - Buona apocalisse a tutti! - ora è arrivato anche in TV. E sentite la storia del reclutamento di Jon Hamm...

Good Omens, un'immagine dalla miniserie Amazon Prime Video

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Protagonista di TV take, il podcast televisivo di Variety, questa settimana è stato Neil Gaiman, scrittore e showrunner di Good Omens, la miniserie tratta dal romanzo scritto da Gaiman insieme a Terry Pratchett: Buona apocalisse a tutti!

Neil Gaiman ha raccontato le origini del romanzo: il progetto della scrittura a quattro mani nacque dopo una telefonata di Terry Pratchett, che disse a Gaiman:

Sai, quella cosa che mi hai mandato, ci stai facendo qualcosa? Perché so come va. Puoi vendermi l'idea e quello che hai scritto finora, oppure lo scriviamo insieme.

Era la fine degli anni '80. Sir Terry Pratchett era già un'istituzione nel panorama fantasy britannico grazie alle sue opere che mescolavano il genere con la commedia. Neil Gaiman era un giovane aspirante scrittore, pieno di talento e di idee ma anche di progetti da concretizzare. Aveva avuto l'ispirazione per una storia in cui un angelo e un demone, Azraphel e Crowley, grandi fan della vita sulla Terra, lavorano insieme per evitare la fine del mondo.

E fu così che Neil Gaiman colse un'occasione irripetibile, che gli avrebbe cambiato la vita.

Scriviamo insieme. Perché sapevo quanto fosse fantastico Terry, e sapevo che io ero solo un bambino. Era come essere l'apprendista di un maestro artigiano.

Ora che l'apprezzatissimo romanzo è diventato ancora più celebre grazie alla miniserie con due mostri sacri del panorama recitativo britannico come David Tennant (Crowley) e Michael Sheen (Azraphel), Gaiman racconta dell'idea di un sequel.

C'erano già il titolo - 668: The Neighbor of the Beast - e l'idea di base, ma la morte di Pratchett nel 2015 fece sì che rimanesse nel cassetto.

Molte dei simboli e ciò che aveva spinto l'idea di dar vita al libro due si sono poi rivelati parte integrante di quello che ho fatto in Good Omens per la serie TV. Nel primo libro non vediamo mai l'inferno e non vediamo mai il paradiso. In realtà non vediamo mai le persone dietro le quinte che sono molto, molto appassionate di Armageddon.

Good Omens: la miniserieAmazon Prime Video
Good Omens: Michael Sheen e David Tennant

Il sequel di Buona apocalisse a tutti!, dunque, non è mai stato scritto. Ma ne abbiamo avuto un assaggio negli episodi che Gaiman ha curato personalmente, facendo da supervisore all'intera realizzazione. Anche per amore verso il suo amico Terry, e l'idea di dare uno sguardo proprio a quel dietro le quinte di inferno e paradiso. Cosa che è stata resa possibile grazie al personaggio di Gabriele, il "capo" di Azraphel. Un personaggio che nel romanzo non compare.

Ho avuto l'amabile, meraviglioso Jon Hamm per interpretare l'angelo Gabriele e affascinare il pubblico sull'intera faccenda. Non so se sarebbe stato così facile senza Jon.

Gaiman voleva un uomo elegante, bello, ben vestito e soprattutto sicuro di sé e della validità del proprio operato. Così scrisse direttamente a Jon Hamm.

Jon Hamm in Good OmensAmazon Prime Video
Jon Hamm è Gabriele in Good Omens

Gli ho mandato un'e-mail, dicendo: 'Caro Jon Hamm, alcuni anni fa mi hai detto che Good Omens era il tuo libro preferito quando eri al college e che non si poteva trarne un film, e io ho commesso l'errore di portarlo in televisione. Ti dispiacerebbe interpretare Gabriel? Non si trova nel romanzo'.

Breve, conciso e dritto al punto. Come la risposta inviata da Jon Hamm a quella stessa e-mail:

Sì.

E fu così che nacque un'altra grande collaborazione.

Good Omens è disponibile anche in Italia, su Prime Video... ed è certamente una miniserie da non perdere!

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