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Venezia 76: ad Almodóvar il Leone d'Oro alla carriera

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Mentre prosegue il successo del suo ultimo lavoro, Dolor y Gloria, il futuro del regista Pedro Almodóvar è d'oro, proprio come il Leone alla carriera che gli verrà assegnato durante la 76esima Mostra del Cinema di Venezia.

Un primo piano del regista Pedro Almodóvar a Cannes 2019 Getty Images

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L'oro prima o poi arriva per tutti. Non fa eccezione nemmeno Pedro Almodóvar che, dato per favorito a Cannes 2019, si è visto scippare la Palma dall'acclamato Parasite di Bong Joon-ho (sebbene il suo film abbia comunque fruttato il Prix d'interprétation masculine ad Antonio Banderas). Tuttavia, il regista spagnolo non rimarrà a mani vuote ancora per molto. È infatti proprio a lui che verrà consegnato il Leone d'Oro alla carriera durante la 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre).

Così dopo essere stato a lungo snobbato dal palmares di Cannes, dove è stato più volte in concorso (con la sola eccezione di Tutto su mia madre e Volver - Tornare), Almodóvar riceverà il tributo che gli spetta. Un riconoscimento che arriva in concomitanza col suo ultimo film che - ironia della sorte - si intitola Dolor y Gloria.

Come si legge sul sito della Biennale Cinema, la decisione è stata presa dal Consiglio d'amministrazione della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera. Proprio quest'ultimo ha definito Almodóvar "il più grande e influente regista spagnolo dopo Buñuel" osservando come l'autore sia stato capace di offrire "un ritratto articolato, controverso e provocatorio della Spagna post-franchista".

Naturalmente nel motivare le ragioni di questa decisione Barbera non ha mancato di ricordare le tematiche, l'estetica e i ritratti femminili che hanno segnato la filmografia di Almodóvar:

I temi della trasgressione, del desiderio e dell’identità sono il terreno d’elezione dei suoi lavori, intrisi di corrosivo umorismo e ammantati di uno splendore visivo che conferisce inediti bagliori all’estetica camp e della pop-art a cui si rifà esplicitamente. Il mal d’amore, lo struggimento dell’abbandono, l’incoerenza del desiderio e le lacerazioni della depressione, confluiscono in film a cavallo fra il melodramma e la sua parodia, attingendo a vertici di autenticità emotiva che ne riscattano gli eventuali eccessi formali. Senza dimenticare che Almodóvar eccelle soprattutto nel dipingere ritratti femminili incredibilmente originali, in virtù della rara empatia che gli consente di rappresentarne la forza, la ricchezza emotiva e le inevitabili debolezze con un’autenticità rara e toccante.

Dal canto suo, il regista spagnolo è entusiasta di questo riconoscimento, anche in virtù del suo legame con Venezia e la Mostra:

Sono molto emozionato e onorato per il regalo di questo Leone d’Oro. Ho bellissimi ricordi della Mostra di Venezia. Il mio debutto internazionale ha avuto luogo lì nel 1983 con L’indiscreto fascino del peccato. Era la prima volta che uno dei miei film viaggiava fuori dalla Spagna. È stato il mio battesimo internazionale ed è stata una meravigliosa esperienza, come lo è stata il mio ritorno con Donne sull’orlo di una crisi di nervi nel 1988.

Almodóvar sembra inoltre avere già chiaro cosa questo premio significhi per lui come regista:

Questo Leone diventerà la mia mascotte, insieme ai due gatti con cui vivo. Grazie dal profondo del cuore per questo premio.

Chi è Pedro Almodóvar?

Nato a Calzada de Calatrava, in provincia di Ciudad Real, il 25 settembre 1949, Pedro Almodóvar ha esordito con Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio, un film no-budget realizzato in cooperativa con il resto della troupe e del cast (tutti debuttanti con la sola eccezione di Carmen Maura, che diventerà una delle sue attrici di riferimento).

Pedro Almodóvar, Penélope Cruz e Antonio Banderas a Cannes 2019HDGetty Images
Pedro Almodóvar, Penélope Cruz e Antonio Banderas

Il suo sogno di regista, coltivato già negli anni della giovinezza, si è dovuto scontrare con la dura realtà in cui è cresciuto: non ha potuto iscriversi alla locale Scuola di Cinema perché chiusa dalla dittatura franchista. Tuttavia, con i suoi risparmi è riuscito a comprarsi una cinepresa Super-8mm, con la quale ha realizzato i suoi primi lavori collaborando nel frattempo con il gruppo teatrale indipendente Los Goliardos.

Nel 1986 ha fondato con suo fratello Agustín la casa di produzione El Deseo. Il primo film prodotto con questo marchio è stato La legge del desiderio, a cui sono poi seguiti altri titoli, alcuni dei quali firmati da altri autori. Nel 1989 ha ricevuto la sua prima candidatura all'Oscar con Donne sull'orlo di una crisi di nervi, un premio che riceverà però soltanto dieci anni più tardi con Tutto su mia madre.

Tra i suoi lavori più noti vanno inoltre citati Legami!, Il fiore del mio segreto, Carne trémula, Parla con lei e La pelle che abito.

Almodóvar è stato inoltre insignito del Premio per le Arti Principe delle Asturie, e ha ricevuto speciali onorificenze dalle Università di Harvard e Oxford.

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