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Watchmen, la supremazia bianca, e lo spirito di Alan Moore: le novità sulla serie dai TCA

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Damon Lindelof, parlando della serie TV dedicata a Watchmen alla conferenza stampa della Television Critics Association, chiama in causa lo spirito infuso da Alan Moore nel suo fumetto e altri argomenti scottanti.

Damon Lindelof, Regina King e Nicole Kassell sul palco dei TCA con la scritta Watchmen sullo schermo Getty Images

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Damon Lindelof sta adottando un approccio e una mentalità molto a là Alan Moore nella gestione del suo adattamento televisivo ispirato a Watchmen, l'immortale graphic novel scritto appunto dal bardo di Northampton, disegnato da Dave Gibbons e pubblicato da DC Comics tra il 1986 e il 1987.

Secondo Variety, parlando dal palco della conferenza stampa estiva della Television Critics Association (TCA, per chi ama gli acronimi), Lindelof ha dichiarato che Alan Moore ha uno spirito "punk rock" e che se qualcuno gli avesse detto allo scrittore inglese che non avrebbe potuto scrivere certe cose, lui avrebbe risposto:

Vaf******o, io lo scrivo lo stesso.

Così quando è arrivato il momento per Lindelof si scegliere se rimanere completamente fedele all'opera di Moore o prendersi i rischi di introdurre nuovi elementi nella storia, lo showrunner ha dichiarato:

Sto adottando lo spirito di Alan Moore, pensando appunto: "Vaf******o, lo faccio lo stesso".

È noto come Alan Moore abbia sempre detto di non voler avere nulla a che fare con gli adattamenti delle sue opere. Secondo Lindelof, i tentativi di raggiungere Moore mentre la serie TV di Watchmen era in lavorazione non hanno sortito alcun effetto. Il regista americano ha detto:

Ho creato diverse occasioni per entrare in contatto con lui ed è stato molto chiaro nel farmi capire che non avrebbe mai voluto incontrarmi. Io voglio rispettare la sua decisione.

Damon Lindelof seduto su una poltronaHDGetty Images
Damon Lindelof ha dichiarato che Alan Moore non ha mai voluto incontrarlo

Secondo Deadline, invece, Lindelof ha fatto alcune analogie sui problemi che erano presenti negli anni '80, periodo in cui era ambientato il graphic novel di DC Comics, e quelli di attualità dei tempi odierni. Il regista si chiede:

Qual è l'equivalente nel 2019 del pericolo di un possibile confronto nucleare tra Stati Uniti e Unione Sovietica? Sono il razzismo e la polizia. Non c'è modo di debellare il suprematismo bianco, ecco perché ci sono molti gruppi facinorosi alimentati dall'odio in quello che abbiamo visto finora nel trailer. Non ci sono risposte facili e soluzioni grandiose. Quello che vedrete nella serie TV sarà un mix tra la realtà attuale e quella alternativa, e la storia comincerà proprio nel bel mezzo delle due.

La serie TV di Watchmen debutterà in ottobre sul canale HBO, negli USA, sarà ambientata a Tulsa e vedrà la protagonista Regina King nei panni di un ufficiale di polizia in un mondo dove la polizia indossa delle maschere. Jeremy Irons interpreta un anziano Ozyandias che vive in solitudiine, lontano da tutti, Robert Redford sarà calato nei panni di un Presidente degli Stati Uniti molto liberale, il mondo non ha né internet né smartphone e una setta di assassini è cresciuta adorando la figura dell'ormai defunto Rorschach, il vigilante mascherato dal cui diario personale si sviluppa tutta la trama del fumetto.

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