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È morto Alberto Sironi, il regista del Commissario Montalbano

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Il regista Alberto Sironi è morto a 79 anni. Il padre televisivo del commissario Salvo Montalbano ha seguito di pochi giorni il padre letterario Andrea Camilleri.

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A circa 20 giorni di distanza dalla morte di Andrea Camilleri, si è spento Alberto Sironi. Non c'è più un altro pezzo importante della famiglia che ha determinato il successo del commissario Montalbano.

Sironi è morto ad Assisi, dove si era trasferito per amore della moglie Lucia Fiume. Aveva 79 anni, venti dei quali passati dietro la macchina da presa a dirigere la serie televisiva dedicata al commissario di Vigata. In realtà, le sue condizioni di salute erano peggiorate molto negli ultimi giorni e Sironi aveva dovuto lasciare il set della 14esima stagione della serie. Le riprese erano iniziate in aprile e si erano interrotte solo il 17 luglio, in occasione della morte di Camilleri.

L’assenza di Sironi ha messo sulla sedia della regia Luca Zingaretti. E proprio l'attore è stato tra i primi a commentare la notizia, postando un commosso addio al regista e amico che lo scelse personalmente tra tre candidati per il ruolo di Montalbano. Sironi raccontava che all’inizio Camilleri non giudicò positivamente la sua scelta, ma si ricredette subito dopo la visione del primo episodio.

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Quante volte ci siamo mandati a quel paese, quante volte hai cucinato per noi, quante battaglie abbiamo condiviso, quante scene abbiamo riscritto, quante volte ci siamo detti ok, quante volte mi hai compreso, mi hai appoggiato, mi hai confortato, Quante volte hai minimizzato dove gli altri avrebbero ingigantito. Sei stato l’unico regista che quando davi motore cominciavi a raccontare le barzellette. Gli altri chiedevano il silenzio, tu raccontavi di Alberto Sordi. Quanti bicchieri di vino, quante chiacchierate, quante confidenze. Quante volte abbiamo fatto fronte comune. E che sapienza! Tanta parte del successo tv dei nostri film è tuo. E non lo dico adesso che non ci sei più, l’ho sempre urlato. Non te lo hanno detto abbastanza, non te lo hanno riconosciuto abbastanza. Ma lo sapevano tutti. Che sapienza, che cultura, che simpatia, che leggerezza, che signorilità, che gentiluomo eri. Quante volte, se riconoscevi che avevo ragione, hai detto “ok, la tua idea è migliore facciamo come dici tu” senza sentirti minimamente sminuito, perché avevi un animo grande. Perchè ci stimavamo e ci volevamo bene. In poco tempo è la seconda volta che piango un complice di questa avventura che ci accomuna da tanto tempo. È penoso, è duro, è proprio un anno di merda! Addio amico mio! #albertosironi #montalbano #rip #amico #amicizia pic by @pannisporchi

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La vita professionale di Sironi inizia al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler e Paolo Grassi. Il grande salto, però, avviene alla fine degli anni ’70 con l’arrivo in RAI. Dirige, infatti, due telefilm ispirati ai racconti gialli Il centodelitti di Giorgio Scerbanenco.

Tra i suoi lavori più noti, anche la fiction Il grande Fausto dedicata a Fausto Coppi. Il successo vero, però, arriva con Montalbano nel 1999.

Il regista Alberto SironiGetty Images

Alberto si innamora della Sicilia, del personaggio letterario e dei suoi colleghi di lavoro. Dopo la morte dell’attore Marcello Perracchio (Dottor Pasquano), si ritaglia persino un cameo per omaggiare il collega e amico. Compare, infatti, in episodio della serie con un vassoio di cannoli, i dolci preferiti dal personaggio interpretato da Perracchio.

I funerali del regista si svolgeranno il 7 agosto 2019 ad Assisi. La sua ultima fatica televisiva, invece, andrà in onda nel 2020 su Rai1. Si tratta di 3 nuovi episodi. I primi due sono tratti dai romanzi La rete di protezione e Il metodo Catalanotti, mentre il terzo è il frutto di un mix di racconti con protagonista la storia d’amore tra Livia e Salvo Montalbano.

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